Giornalisti digitali: informazione di qualità come garanzia per i cittadini in rete

| 9 settembre 2010 |

Roberto-NatalePer arricchire i termini del dibattito sulle condizioni dei giornalisti digitali che Lsdi ha aperto in queste settimane, abbiamo ricostruito la posizione della Fnsi, il sindacato dei giornalisti italiani, attraverso le osservazioni espresse dal suo presidente, Roberto Natale (nella foto), nel corso dell’ ultimo Festival internazionale del giornalismo di Perugia –  Proprio puntando a garantire la qualità dell’ informazione anche in rete, aveva spiegato Natale, la Fnsi si è battuta per “superare, col nuovo contratto di lavoro, la logica ghettizzante che caratterizza gli operatori dell’ informazione on line” – “Grazie all’abolizione dell’allegato N, il sindacato ha cercato di  riportare alla logica unitaria le aziende editoriali nella contrattualizzazione dei giornalisti dell’on line”

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di Marco Renzi

Nel corso dell’ultima edizione del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia che si è svolta alla fine di aprile nel capoluogo umbro, molti sono stati i dibattiti dedicati all’on line. Un’intera sezione della manifestazione è stata dedicata al giornalismo digitale. Numerosi gli incontri al “vertice”, curati da Vittorio Pasteris, per cercare di mettere a nudo le molteplici problematiche etico-pratiche che quotidianamente si trova davanti chi fa informazione on line.

Ad uno degli incontri del Festival sull’informazione in rete, è intervenuto Roberto Natale, presidente della Federazione Nazionale della Stampa italiana (Fnsi), Roberto Natale.

Nel corso del forum, Natale ha sintetizzato e ufficializzato in modo chiaro e inequivocabile le posizioni del sindacato nei confronti dei giornalisti che operano on line. Di seguito i passaggi salienti dell’intervento del Presidente Natale, che ‘ripeschiamo’ per arricchire i termini del dibattito sul giornalismo digitale che Lsdi ha aperto in queste settimane.

“Lo sfruttamento nei lavoratori dell’informazione on line è cosa certa, – ha detto Natale – ma è un fenomeno che continua ad esserci anche negli altri settori della nostra professione.  La quale cosa non giustifica lo sfruttamento né lo rende per questo tollerabile, però ci permette di trovare strategie comuni di intervento. La Fnsi ha cercato di superare nel nuovo contratto di lavoro la logica ghettizzante che caratterizza gli operatori dell’ informazione on line. Grazie all’abolizione dell’allegato N, il sindacato ha cercato di  riportare alla logica unitaria le aziende editoriali nella contrattualizzazione dei giornalisti dell’on line.

La Fnsi – ha proseguito Roberto Natale – difende l’idea di una informazione professionale.  Non per mettere barriere corporative all’accesso alla professione, la rete non va irregimentata. Ricordiamo la  la battaglia svolta da Fnsi contro il Decreto Romani, ovvero il tentativo governativo di irregimentare la rete.

La Fnsi si batte da sempre per difendere in primis l’articolo 21 della costituzione sulla libertà di espressione. Tale diritto non è incompatibile con la difesa di un’informazione professionale di garanzia per i cittadini e per gli stessi operatori del settore.

L’ informazione di qualità è una garanzia che dobbiamo dare a chi naviga in rete. Gli stessi utilizzatori vanno a cercare marchi di qualità. Informazioni affidabili, provate, credibili.

Dal punto di vista economico, il sindacato ha superato l’idea del free.

Un’ idea affascinante ma non costruttiva,  chi può pagare l’informazione on line se non lo fanno i consumatori?

La Federazione appoggia ogni riflessione e ogni azione che faccia tornare all’editoria e al giornalismo parte dei profitti che l’ informazione consente di generare.

Ai prossimi Stati generali dell’editoria convocati dal Governo,  la Fnsi porterà la riflessione e la proposta di ridiscutere il sistema del sostegno pubblico alle imprese editoriali.

L’ intervento pubblico non è una vergogna,  ma è essenziale per difendere la libertà di informazione e di conseguenza la democrazia del paese.

La Fnsi  chiederà che fra le aziende editoriali che beneficiano di sostegni dal Pubblico possano entrare anche quelle che operano su internet.

La Fnsi chiederà inoltre al Governo di rivedere le regole dell’erogazione dei contributi  all’editoria non più nella logica della notorietà (esisti da alcuni anni quindi hai diritto al sostegno), ma in quella dell’avviamento di un nuovo progetto editoriale (start up), così come si fa da alcuni anni in altri ambiti  imprenditoriali”.

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