Giornalismo partecipativo: AOL lancia due nuovi siti di UGC

| 20 gennaio 2010 |

Owl Si tratta di Owl e Seed, che consentiranno agli utenti di pubblicare articoli, video e fotografie dietro compenso – Pur essendo nel bel mezzo di un pesante programma di tagli al personale Tim Armstrong, il Ceo di AOL, sta spingendo forte per il lancio di questi due nuovi siti come parte della strategia con cui punta a raddoppiare in 12 mesi il volume dei contenuti prodotti

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AOL sta mettendo a punto i contenuti per lanciare due nuovi siti web, , Owl e Seed, che consentono agli utenti di pubblicare articoli di approfondimento su vari argomenti  e di essere pagati per l’ invio di servizi e fotografie. Pur essendo nel bel mezzo di un pesante programma di tagli al personale – racconta l’ European Journalism Centre – , AOL sta spingendo forte per il lancio di questi due nuovi siti come parte della strategia con cui il suo CEO, Tim Armstrong, punta a raddoppiare in 12 mesi l’ insieme dei propri contenuti.

Owl, che è attualmente in versione beta, Si presenta come una “biblioteca vivente in cui conoscenze utili, pareri e immagini vengono pubblicati da esperti di tutto il mondo’’. Il sito copre argomenti come arte e spettacolo, salute, stili di vita, denaro, scienza e tecnologia e sport e incoraggia gli utenti a inserire e condividere i loro pensieri inserendo i propri contenuti via Seed.

Seed, anch’ esso attualmente in versione beta, dà a scrittori e fotografi la possibilità di presentare lavori o su temi di loro interesse oppure su argomenti suggeriti dallo stesso sito. I compensi sono stati fissati nel 50% dei profitti ricavati per quel singolo articolo se è stato concesso in escljsiva e del 20% se invece non lo è.

Se gli articoli sono stati realizzati sulla base dei suoi suggerimenti, AOL si riserva i diritti esclusivi sui contenuti dando in cambio un compenso calcolato in base a parametri relativi alla pubblicità che li accompagna e alle pagine viste. Il sito farà capo alla Divisione Media di AOL , che è stato acquisito l’ anno scorso da MediaGlow.  (via Mediaweek)

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