Giornali: previsioni nere in Usa, ricavi in calo anche nel 2012

| 16 giugno 2010 |

Pricewater

La pubblicità e gli abbonamenti per i quotidiani Usa continueranno a calare anche nel 2012. Lo sostiene una nuova analisi realizzata da PricewaterhouseCoopers.

L’ analisi – spiega l’ AP – indica che i quotidiani si troveranno a dover affrontare nuove sofferenze dopo aver passato gli ultimi due anni a tagliare furiosamente i costi per cercare di tenere testa alla riduzione dei ricavi.

“Stiamo ancora continuando ad assistere alla costante migrazione di lettori verso internet”, commenta in una intervista Bob Barrette, uno dei soci di PricewaterhouseCoopers. E, anche se sui siti online dei giornali la pubblicità continua a crescere, queste inserzioni vengono pagate molto meno di quelle sulle edizioni cartacee.

La ricerca, diffusa martedì, segnala che la pubblicità sulle edizioni cartacee dei giornali Usa è caduta di circa il 47% dal 2005 al 2009, passando da 49,7 a 26,4 miliardi di dollari. Ma, anche se nello stesso periodo la pubblicità online è cresciuta del 33%, il fatturato l’ anno scorso era pari a solo 2,7 miliardi di dollari.

Ora, Pricewaterhouse prevede un ulteriore calo del 19% nella pubblicità cartacea e una diminuzione del 9% nei ricavi dalle vendite nel corso del 2012, prima che un modello economico più sano riesca a stabilizzare il settore,

Per quanto riguarda la pubblicità online, Pricewaterhouse prevede un calo dell’ 8% fra 2009 e 2011 e un’ avvio di ripresa nel 2012, con una indicazione su una percentuale globale dell’ 11% per il 2014.

Mentre in alcune zone del mondo internet non ha ancora tolto spazio alla pubblicità su carta, come in America Latina, dove le inserzioni continuano ancora a crescere dal 2005, negli Stati Uniti gli effetti del web – secondo l’ AP – sono devastanti. La American Society of News Editors calcola che i giornali Usa  hanno tagliato circa un quarto dell’ organic redazionale a partire dal 2001, con una perdita generale di 41.500 persone.

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