Giornali: l’ outsourcing una scelta ‘strategica’ per gli editori?

| 25 luglio 2010 |

OutsourcingIl trasferimento all’ esterno di alcune funzioni e la delocalizzazione, secondo WAN, l’ associazione mondiale degli editori, può diventare una parte dei programmi di lungo periodo per salvare l’ industria dei quotidiani – Secondo una ricerca di un’ azienda indiana gran parte degli editori vedono l’ outsourcing come una possibilità da praticare

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Gli editori dei quotidiani ritengono che i tagli una tantum non sono sufficienti per preservare i loro affari in futuro e che, invece, un calo dei costi può essere determinato da una strategia economica di lungo periodo. Per molte aziende questa strategia passa anche attraverso l’ outsourcing.

Lo rileva Sfn (Shaping the future of newspapers), annunciando la pubblicazione di una ricerca dal titolo Million Dollar Strategies for Newspaper Companies.

La scelta della delocalizzazione – outsourcing e/o offshoring – è cresciuta in popolarità perché non si tratta di una decisione limitata a una determinate fase, ma rientra in un piano più generale per il futuro.

Secondo il 2010 World Newspaper Future & Change Study, il 17% di 500 dirigenti editoriali nel settore dei quotidiani  sentiti per la ricerca hanno annunciato che stanno programmando di affidare il prossimo anno all’ esterno alcune funzioni aziendali per ottenere una maggiore efficienza e ridurre i costi nei prossimi anni.

Il gruppo di ricerca ValueNotes, che ha sede a Pune, in India, è ormai un punto di riferimento per quello che viene definito il dilemma binario degli editori di giornali: aumentare i ricavi o ridurre i costi per sopravvivere (ma molti devono fare entrambe le cose).

Per scoprire come inserire l’ outsourcing nei piani dell’ industria editoriale, ValueNotes ha condotto una indagine su management, redattori, giornalisti, consulenti, free-lance, fornitori di servizi editoriali, analisti, ecc.

Gran parte degli interpellati hanno affermato di ritenere che l’ outsourcing sia una buona soluzione da adottare in determinate occasioni, mentre solo l’ 8% del management di giornali e riviste non lo accetta.

Secondo la ricerca, il 45% degli editori ha detto di aver risparmiato sui costi fra il 15 e il 25% con l’ outsourcing. Tuttavia,  gli editori più piccoli – quelli con meno di 15 milioni di dollari di ricavi – stanno attualmente sperimentando l’ outsourcing.

“I benefici di scala possono essere molto rilevanti. Uno su 4 editori con fatturato superiore ai 500 milioni di dollari sono in grado di ottenere fino al 40% di risparmio sui costi”, rileva ValueNotes, spiegando che comunque il livello di risparmi varia a seconda del tipo di lavoro che viene affidato all’ esterno.

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