Esperienze e movimenti di ”liberazione dei dati’’

| 4 marzo 2010 |

Socrata

Su Owni.fr un articolo analizza alcuni siti impegnati nel data-journalism, spiegando che esso non è importante solo per ragioni estetiche o funzionali, ma anche perché investe il problema della trasparenza delle miriadi di banche dati pubbliche esistenti nel mondo   

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Veramente asfittiche in Europa le iniziative nel campo del data-journalism rispetto a quello che avviene nel mondo anglosassone, con nytimes.com, washingtonpost.com e guardian.co.uk in prima linea.

Ne parla diffusamente Caroline Goulard su Owni.fr, facendo una comparazione fra le esperienze avanzatissime del NYT e del Guardian e alcuni esempi spagnoli e francesi, e sottolineando come il data journalism non sia interessante solo dal punto di vista ‘’estetico’’ o funzionale (come fare delle infografie sempre più belle e ‘’parlanti’’, non solo questo), ma soprattutto perché coinvolge il problema della trasparenza e dell’ utilizzazione delle miriadi banche dati pubbliche di ogni paese.   

New York Times : leader Usa nel campo del data journalism. Le sue infografie – rileva Goulard – sono le più innovative e belle. La sua collaborazione con IBM (programma ManyEyes) gli permette di proporre un laboratorio di visualizzazione (visualization lab) interattivo e partecipativo.

Data journalism – étude de cas – NYT

Il Guardian : la testata – second Owni.fr – ha giocato un ruolo importante nel movimento per la trasparenza dei dati pubblici nel Regno Unito col suo manifesto Give us back our crown jewels.

Con i suoi Datablog e Datastore, il giornale milita attivamente per la liberazione dei dati, l’ appropriazione e la condivisione da parte delle più ampie fasce di cittadini dei suoi archivi. Realizza regolarmente delle visualizzazioni di dati molto riuscite ed ha una funzione di primo piano. L’ anno scorso ha lanciato ad esempio un concorso di visualizzazione.

Data journalism – étude de cas – GUARDIAN

Le altre analisi (vedi qui) sono dedicate a El Pais, che al giornalismo visuale ha assegnato una rubrica , ad alcune esperienze di pure-players francesi ( Mediapart Rue 89 e LePost.fr ), a  Gapminder, e infine a ManyEyes e Socrata , due grosse piattaforme sociali di manipolazione dei dati che forniscono a tutti degli strumenti, uno spazio di stoccaggio e una rete per valorizzare data-base e visualizzazioni. Nessun intervento editoriale – spiega Owni.fr -, ma unicamente del crowdsourcing e un impegno per la trasparenza e la condivisione.

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