Cdr, Consigli di redazione e Società di giornalisti nella stampa scritta in Europa

| 28 marzo 2010 |

Cdr

Uno studio di Legislazione comparata del Senato francese analizza procedure, funzioni e caratteristiche degli organismi aziendali di rappresentanza dei giornalisti della stampa scritta – Diversamente che in Italia, negli altri paesi analizzati nessuno di questi organismi ha funzioni specificamente sindacali – Mentre assolvono invece soprattutto  un ruolo di carattere editoriale, di difesa dell’ autonomia della redazione e dell’ orientamento politico-editoriale della testata Un ruolo che in molti casi porta a un rapporto di stretta concertazione con la direzione giornalistica e con l’ editore – Lsdi presenta la Ricerca in una vasta sintesi in traduzione italiana

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Società di giornalisti, comitati di redazione, consigli di redazione. Il Senato francese ha pubblicato alla fine di febbraio uno Studio di legislazione comparata sugli organismi che rappresentano le redazioni nelle testate della stampa scritta dei vari paesi europei. Ricerca di cui Lsdi presenta qui la versione italiana.

Dalla ricerca emerge un quadro molto variegato, che va dall’ assenza assoluta di forme di rappresentanza-  come in Svezia o in UK – alla presenza di norme di legge specifiche che impongono la costituzione di questi organismi nelle redazioni – come in Portogallo -. Ma nel complesso alcuni dati di fondo sono sostanzialmente comuni nel quadro di norme, contratti e consuetudini dei vari paesi.

Un elemento di distinzione però salta immediatamente agli occhi: una marcata diversità di campo d’ azione degli organismi degli altri paesi europei rispetto ai Cdr che operano in Italia.

Contrariamente infatti a quello che accade in Italia – dove i Cdr sono stati uno degli aspetti centrali della strategia della Fnsi,il sindacato dei giornalisti italiani -, tutti gli organismi di rappresentanza dei giornalisti, sia quelli previsti da leggi dello stato , sia quelli delineati dai contratti collettivi di lavoro, sia, infine, quelli determinati dagli statuti delle singole testate o dalle scelte delle singole redazioni, non hanno competenze di carattere strettamente sindacale. Anche se alla fine l’ intervento in gran parte dei momenti dell’ organizzazione e della produzione finisce per incidere indirettamente ma concretamente anche sugli aspetti professionali e sindacali delle redazioni.

In alcuni casi gli statuti delle redazioni o i contratti collettivi prevedono esplicitamente che le funzioni di queste forme di rappresentanza si arrestino di fronte alle competenze di salvaguardia contrattuale e professionale delle rappresentanze sindacali specifiche dei dipendenti delle varie testate. In particolare le loro competenze non possono invadere quelle dei Comitati di azienda: sulla base della legge in Austria, degli statuti dei Consigli di redazione nel De Morgen o di quelli del Comitato di azienda per la Süddeustsche Zeitung.

In altri casi però, le loro funzioni si avvicinano a quelle dei rappresentanti sindacali del personale per quello che riguarda, ad esempio, le assunzioni e le carriere dei giornalisti.

In ogni caso, nella grande maggioranza dei casi, consigli e comitati di redazioni godono ugualmente di forme di protezione specifica – analoghe a quelle previste per i delegati sindacali – in materia di sanzioni, trasferimento o licenziamento.

Comitati e consigli di redazione e Società dei giornalisti hanno un ruolo di carattere prevalentemente editoriale, di difesa dell’ autonomia della redazione e dell’ orientamento politico-editoriale della testata. Un ruolo che in molti casi porta a un rapporto di stretta concertazione con la direzione giornalistica e con l’ editore.

Preservare l’ indipendenza sia della testata che della redazione, per difenderne l’ identità editoriale; osservanza della deontologia; rispetto degli statuti delle redazioni. Pareri preventivi sulle figure dei candidati alla direzione giornalistica (se c’ è) o alla funzione di redattori capo e aggiunti; pareri sulle procedure di assunzione dei giornalisti e sulle ammissioni ai vari livelli di aggiornamento professionale. funzioni di mediazione fra singoli redattori e direzione/editore. Funzioni di protezione dei giornalisti (sanzioni disciplinari, trasferimenti, ec.).E, infine, un ruolo di mediazione nelle controversie fra redattori e direttori/editori o di concertazione (nel Morgen, Belgio, per esempio tale ruolo viene esplicitamente riconosciuto)   editore.

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Il titolo dello Studio redatto a cura del Senato della Repubblica francese fa riferimento all’ esperienza delle Società di giornalisti (SDJ) che esistono in quel paese. E che nel caso italiano potrebbero essere identificate con le Assemblee di redazione.

I curatori utilizzano quel termine anche per esperienze analoghe di altri paesi (che nella traduzione abbiamo lasciato quando, appunto, si fa riferimento all’ insieme dei redattori).

Vengono invece usati  i termini “Consiglio di redazione” o “Comitato di redazione” (come in Italia) nei casi di quei paesi  che usano queste espressioni nelle loro lingue per indicare degli organismi che hanno funzioni simili ai rappresentanti delle SDJ.

Ad esempio viene usato  il termine “Consiglio di redazione” in olandese (redactieraad) e in portoghese (conselho de redacção) e “Comitato di redazione”, in Germania, Austria (Redaktionsausschuss), e Spagna (comité de redacción).

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* LA RICERCA: SINTESI

*LA RICERCA: ANALISI PER PAESE

* LA RICERCA: TESTO ORIGINALE

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