Basta con lo sfruttamento dei giornalisti

| 12 febbraio 2010 |

Copertina

In un intervento su ‘’Reflections of a Newsosaur’’, Alan Mutter ricorda fra l’ altro una foto finita sulla copertina di Time e compensata con soli 31,50 euro e invita i giovani giornalisti Usa a smettere di partecipare al loro stesso sfruttamento –‘’Non vi svendete per poco, perché i giornalisti non possono proteggere la società se loro stessi non possono proteggere la propria carrierra’’ – L’ articolo è stato accusatio di ingenuità e ha ricevuto anche molte reazioni critiche e ironiche –    Ma il fatto che qualcuno lanci un allarme di questo genere vuol dire che anche negli Usa la situazione di molto giornalismo professionale sta diventando sempre più drammatica

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(p. r.) Basta con lo sfruttamento. Basta con una foto sulla copertina di Time pagata 31,50 dollari. I giornalisti devono smetterla di partecipare al loro stesso sfruttamento lavorando per una miseria o, peggio, offrendo gratis il loro lavoro. E devono ribadire, tutti insieme, la statura della loro professione.

La ragione è semplice: se non danno loro valore a quello che fanno, non lo farà certo nessun altro.

Parola di Newsosaur. Alan Mutter, in uno dei suoi interventi sul suo blog (‘’Reflections of a Newsosaur’’), è tassativo: ‘’Basta con lo sfruttamento dei giornalisti’’. E fra l’ altro presenta anche uno schema e delle indicazioni molto semplici per consentire a un free lance Usa di calcolare la misura del proprio compenso.

Forse è un intervento un po’ ingenuo, e molte delle reazioni sono state piuttosto aspre e ironiche. Del tipo: ‘’questo vuol dire che i freelance si devono organizzare’’. Oppure, ‘’ma sai quanti ne trovano di giovani giornalisti che lavorano anche per molto meno!’’.   Ma il fatto che qualcuno lanci un allarme di questo genere e ribadisca con forza un principio fondamentale quale l’ interesse pubblico di un giornalismo professionale retribuito decentemente vuol dire che anche negli Usa la situazione professionale di molto giornalismo sta diventando sempre più drammatica.

Come del resto è da tempo in Italia.

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da
Stop the exploitation of journalists
di Alan D. Mutter
(Reflections of a Newsosaur)

I giornalisti devono smetterla di partecipare al loro stesso sfruttamento lavorando per una miseria o, peggio, offrendo gratis il loro lavoro. E devono ribadire, tutti insieme, la statura della loro professione. La ragione è semplice: se non danno loro valore a quello che fanno, non lo farà certo nessun altro.

Dovete  dire no a chi vi invita a lavorare per niente promettendo solo il compenso di un vago mettersi in mostra. Inviti che, soprendentemente (o bisognerebbe dire scandalosamente?) vengono da persone che vengono pagate per il loro lavoro da organizzazioni più o meno profit.

Invece di un semplice no, però, io direi loro qualcosa come:

Il Giornalismo di qualità richiede addestramento, tempo e tenacia. Sebbene sia facile riempire gli spazi con parole, immagini e video che vengono prodotti velocemente e a basso prezzo, il giornalismo di bassa lega è l’ equivalente delle calorie ‘’sporche’’.

Più calorie sporche consumi e più stai male. Non sarebbe bello per la nostra democrazia – per non parlare della nostra autoconsiderazione di giornalisti – se dovessimo cercare di nutrire la conversazione pubblica a livello locale, statale e federale con l’ equivalente giornalistico di Ding Dongs e McNuggets.

La pericolosa svalutazione del giornalismo è il risultato diretto della contrazione dei media tradizionali, che hanno messo a risposo decine di migliaia di giornaklisti esperti nela speranza di riavvicinarsi ai loro storici eccezionali livelli di profitto.

Il mercato è inondato non solo di veterani messi ai margini ma anche da giovani e arrabbiati giornalisti che cercano di raggiungere il loro primo lavoro (su queste questioni vedere, sempre di Mutter, la rappresentazione della tragica distruzione di una generazione di giornalisti in Journicide: A Looming Lost Generation of Scribes ).

Tutto questo rende semplice per i tanti ‘’capitalisti’’ dei nuovi media, ma anche per qualcuno dei vecchi, scegliere redattori, fotografi e videogiornalisti al ribasso. E’ stato il caso l’ anno scorso di un freelance che è stato pagato con miseri 31,50 dollari per una foto che è finita sulla copertina di un numero di Time dedicato ironicamente alla ‘’nuova frugalità’’.

Il solo modo per i giornalisti di vincere è chiedere di essere pagato il giusto.

E a questo punto l’ unica cosa che resta da considerare è la questione pratica del quanto chiedere. Non c’ è una risposta che vada bene per tutto, perché – come è sempre successo  c’ è un’ ampia disparità di trattamento nei riguardi dei giornalisti.

Un pugno di fortunati ricavano centinaia di migliaia di dollari all’ anno e qualcuno arriva anche a qualche milione. Hanno agenti che gli curano le finanze, in modo che non se ne devono preoccupare.

Per quelli che non hanno un agente, Mutter ha preparato un semplice schema che – spiega – ‘’potete usare per calcolare quanto vi spetta come giornalisti.’’

Seguendo questo schema – precisa – potete costruirvi voi stessi un modello.

Fattura

Ecco anche qualche nota di aiuto:

La sezione “Professional Services” (righe 2-9) cerca di mettere a fuoco il tempo necessario per fare un articolo – non solo raccogliere le informazioni e scrivere, ma anche trovare l’ idea, descrivere il soggetto, trattare con il redattore, spostarsi, ecc

Il calcolo “Overhead” (riga 10) serve a compensare l’ impegno di autoimprenditoria. Che è un carico notevole. Devi comprarti il computer, pagare il telefono, l’ assicurazione e i contributi e poi tutte le tasse, statali e federali. Complessivamente significa che devi calcolare almeno il 20% del compenso per coprire queste spese.

La sezione “Expense” tiene conto delle voci necessarie per portare a termine l’ incarico. Per esempio gli spostamenti (calcolati qui in mezzo dollaro a miglio), ecc.

Una volta che la fattura è pronta, il problema più impoprtante è il calcolo del compenso orario da inserire in C3.  Le organizzazioni sindacali dei quotidiani (Newspaper Guild) publicano un elenco dei salari delle varie redazioni nei vari Stati. Per esempio, per la zona di Pittsburg il salario nella Post-Gazette è di 29.33 dollari all’ ora. (Piccolo particolare: è appena 2 euro all’ ora in più di quanto l’ AP pagava i fattorini nel 2007).

Si tratta esattamente del quadruplo del salario minimo garantito previsto in Pennsylvania. Quindi chiunque di voi può fissare un difendibile ammontare orario moltiplicando il minimo garantito del vostro stato per quattro. L’ Ufficio statistiche del Lavoro degli Stati Uniti pubblica questa dato per ciascuno Stato.

Se poi – continua Mutter – preferite calcolare il compenso sulla base delle parole, ci sono le righe 12 e 13 che vi permettono di fare il calcolo.

I 35 centesimi a parola comunque mi sembrano troppo pochi: e quindi inserire voi stessi la cifra che vi sembra più giusta.

In ogni caso – conclude Mutter – non vi svendete per poco, perché i giornalisti non possono proteggere la società se loro stessi non possono proteggere la propria carriera.

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