Arianna Huffington: prematuro il requiem per i giornali

| 19 febbraio 2010 |

Huffington

Su elmundo.es la fondatrice del sito web più potente e influente del mondo politico Usa mostra convinzioni ottomistiche sul futuro del giornalismo e dell’ editoria – ‘’Molti giornali hanno saputo adattarsi, con risultati più o meno positivi, al nuovo ambiente informativo’’, dice – Aggiungendo di credere ‘’fermamente che il futuro del giornalismo sarà ibrido’’- Quasi 10 milioni di visitatori unici (superato solo dal NYT), un fatturato di 16 milioni di dollari e un valore globale che oscilla fra i 100 e i 200 milioni di dollari, una redazione che ha raggiunto gli 89 giornalisti, l’ Huffington Post ha dato vita a una Fondazione per sostenere il giornalismo investigativo – ‘’Il buon giornalismo costa’’, ammette la signora Huffington: “Per questo abbiamo deciso di creare una nostra Fondazione, per poter finanziare il giornalismo di qualità su tutte le possibili varietà di media’’

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In meno di cinque anni Arianna Huffington ha rivoluzionato il panorama mediatico negli Stati Uniti. Nato come un blog dichiaratamente politico – racconta Carlos Fresneda su elmundo.es -, l’ Huffington Post  è diventato il sito web più potente e influente dell’ America progressista, con 9,8 milioni di visitatori unici (più del Washington Post o del Los Angeles Times, e superato solo dal New York Times).

‘’Il requiem per i giornali è stato prematuro’’, assicura Huffington, cosciente della sua condizione di Davide fra i giganti. “Molti giornali hanno saputo adattarsi, con risultati più o meno positivi, al nuovo ambiente informativo. Credo fermamente che il futuro del giornalismo sarà ibrido’’.

I vecchi media stanno ormai abbracciando i metodi di quelli nuovi, fra cui la trasparenza, la interattività e la immediatezza’’, sottolinea la madrina del giornalismo online. ‘’Quelli nuovi, da parte nostra,  devono adottare le pratiche migliori della vecchia scuola, come il rigore, l’ equilibrio e il giornalismo di informazione’’

Appena superata l’ angoscia che ha fatto traballare i grandi imperi editoriali, è venuto il momento di cambiare un po’ la prospettiva. ‘’La domanda non è come salvare i giornali – aggiunge Huffington -. Quello che dobbiamo chiederci è come salvare e rafforzare il giornalismo’’.

Con epicentro a Los Angeles,  Huffington Post – prosegue elmundo.es – ha però assecondato la tendenza iperfocale della Rete, con edizioni a New York, Denver e Chicago. Nell’ ultimo anno, poi, l’ ‘Huffpost’ ha creato una Fondazione per il giornalismo investigativo, sostenuta dai suoi lettori. L’ ultima novità è stato il ‘’No impact project’’, per una mobilitazione su cause ambientali o sociali o per canalizzare gli aiuti in occasione di emergenze ambientali, come è accaduto per Haiti.

Nel pieno della crisi, Huffington Post ha chiuso l’ anno con un fatturato fra i 12 e i 16 milioni di dollari  e si è permesso il lusso di ampliare la redazione da 49 a 89 redattyori. Il sito web, nato con capitali venuti, fra gli altri, da Ken Leher, Sofbank Capital o Geycroft Partners e cresciuto anche con investimenti di singoli soggetti stimolati dalla sua capacità di raccolta nella Rete, viene valutato oggi, secondo PaidContent, fra ui 100 e i 200 milioni di dollari.

Osservatori scettici come James Rainey, del Los Angeles Times, rilevano che sono solo 11 giornalisti a dedicarsi specificamente alla creazione di contenuti originali, che i salari non possono essere paragonati a quelli della stampa e che il settore web beneficia anche del lavoro di volontari.

Huffington si difende sostenendo che i sistemi di consumo (e di produzione) delle notizie sono drasticamente cambiati. Una delle chiavi dell’ aumento dei lettori del sito (150% nennl’ ultimo anno) è stata la sua abilità nel saltare sul carro di Facebook e Twitter. Oltre ad essere stato uno dei primi siti a offrire una versione per l’ iPhone.

“Malgrado tutte le cattive notizie sul giornalismo della carta stampata, la verità è che viviamo in una età dell’ oro dell’ informazione – afferma Huffington -. I consumatori possono navigare in rete, usare i motori di ricerca, accedere ai migliori articoli del mondo, fare commenti, interagire, formare delle comunità’’.

Rainey, il critico del settore media del LAT, insiste sul fatto che malgrado tutte le virtù dell’ HuffPost e del suo parco di collaboratori, gli manca da fare ancora moltra strada per poter competere con i grandi giornali sul piano dei contenuti e delle esclusive.

Il buon giornalismo si paga“, ammette Huffington. “Per questo abbiamo deciso di creare una nostra Fondazione per le inchieste, per poter finanziare il giornalismo di qualità in tutte le possibili varietà di media’’.

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