Anche in Uk si comincia a parlare di sostegni del governo alla stampa

| 3 febbraio 2010 |

Bailout Secondo sir Martin Sorrell, capo del gigante della comunicazione WPP, la situazione dei giornali potrebbe essere paragonata a quella delle banche – ‘’Si può ritenere che i giornali forniscano un servizio altrettanto vitale’’, ha detto, e si potrebbero adottare molti strumenti di sostegno, anche indiretti

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Anche nel Regno Unito si comincia a parlare di possibii interventi governativi in relazione alla crisi della stampa. Sir Martin Sorrell, presidente del gigante della pubblicità WPP, ha detto che il governo deve muoversi e sostenere i giornali in difficoltà se le perdite li dovesse spingere sull’ orlo del collasso.

In una intervista ad Arabian Busines – riporta oggi l’ IndependentMartin ha paragonato la situazione ai recenti aiuti governativi alle banche. ‘’Si può ritenere che i quotidiani forniscano un servizio altrettanto vitale’’, ha detto. ‘’E’ lo stesso problema, valuyare se lo statio debba intervenire in certi settori per preservare un servizio. E’ su questo che si regge ogni segmento dell’ economia del welfare’’.

I mezzi di informazione hanno subito un declino delle entrate sin dall’ inizio della recessione economica, che ha portato al più grave calo degli investimenti pubblicitari che si ricordi. Da allora molti gruppi editoriali hanno cercato nuove fonti di reddito, come far pagare l’ online, per compensare il calo della pubblicità. Sorrell cita il Guardian come esempio. “A lungo termine non può continuare a perdere soldi’’, ha rilevato. “Così noi diciamo, comed ipotetici alleati, che il Guardian non potrebbe resistere oltre un certo periodo e allora bisogna cominciare a pensare se il Governo non debba sostenerlo, magari indirettamente, fornendo agevolazioni fiscali a chi volesse dare dei sussidi diretti’’.

Aggiungendo che si possono ipotizzare tanti strumenti di salvataggio delle testate giornalistiche. Quando alla pubblicità, sir Martin Sorrell ha spiegato che, se le perdite stanno rallentando, non ci sono però ancora segni di una ripresa. In ottobre comunque – ha detto – l’ Armageddon economica era stata evitata e le condizioni di mercato sono diventate ‘’meno gravi’’.

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