Monthly Archives: dicembre 2010

Tv e giornali ancora i media più popolari nei paesi in via di sviluppo

8 dicembre 2010
Tv Uno studio pubblicato da Ad Age Insights illustra lo stato di salute del mercato dei media a livello mondiale – Internet si diffonde nelle aree metropolitane e la comunicazione video diventa parte preponderante del traffico che viaggia sulla rete – I ‘mobili’ sono i dispositivi di accesso alla rete più immediati e diffusi ---- Nei Paesi a più basso grado di alfabetizzazione e con i più alti tassi di povertà la televisione e i giornali si affermano come i mezzi di comunicazione più popolari. Internet si diffonde nelle aree metropolitane e la comunicazione video diventa parte preponderante del traffico che viaggia sulla rete. I dispositivi di comunicazione mobile, in primis il cellulare, sono i dispositivi di accesso alla rete più immediati e popolari, con un grado di diffusione di gran lunga più alto rispetto alla comunicazione fissa. Sono i dati più significativi di uno studio pubblicato in questi giorni da Ad Age Insights (a pagamento), intitolato Global Media Habits 2010. (continua...)

Italia seconda nell’ Ue per numero di testate digitali

8 dicembre 2010
ItaliaOnline Al primo posto la Germania, al quarto la Spagna, prima della Svezia – La ricerca annuale dell’ Aede (associazione editori dei quotidiani spagnoli) segnala intanto una forte crisi dei ricavi della stampa negli ultimi 4 anni: meno 25% per le vendite e meno 41% nella pubblicità ----- L’ Italia è il secondo paese dell’ Unione europea  per numero di testate giornalistiche digitali, dopo la Germania e prima di Svezia e Spagna. Ne dà notizia – riportando però i dati relativi alla Spagna - 233grados.com,  citando l’ annuale ‘’Libro bianco della stampa quotidiana’’, pubblicato in questi giorni (a pagamento) dalla Associazione degli editori dei quotidiani spagnoli (Aede). Aggiornamento: La Germania, secondo la ricerca, conta 267 giornali online, l' Italia 108, la Svezia 78. Seguono Spagna (59), Danimarca (58), Francia (57), Finlandia (49) e Olanda (33). (continua...)

Pubblicità online, la nuova frontiera di Frontierville

7 dicembre 2010
Frontierville I giochi online come Farmville o Frontierville, che contano milioni di appassionati, sono al centro di nuove strategie pubblicitarie, che vedono appunto nei social games un terreno tutto da scoprire. Si tratta di una platea in forte crescita tanto che, per esempio, solo negli Usa sono 56 milioni gli internauti che si dedicano a questi giochi, come spiega Affaritaliani.it. L’ idea è quella di legare brand già noti a delle singole operazioni interne al gioco, offrendo anche eventuali vantaggi nel gioco stesso in cambio dell’ attenzione portata a quella determinata marca. Motivazione che nei tradizionali banner delle pagine online mancano del tutto. (continua...)

Robot giornalisti per le cronache sportive

5 dicembre 2010
Basket Negli Stati Uniti si continua a lavorare per mettere a punto dei programmi di scrittura automatica di cronache sportive sulla base dei dati relativi ai singoli incontri. Dopo il baseball e il softball una piccola azienda della Carolina del Nord ci prova col basket, costruendo un software (ancora in beta) che costruisce automaticamente articoli sugli incontri di basket . StatSheet Network copre per ora le 345 squadre dei College Usa fornendo oltre a gran quantità di dati statistici anche le cronache delle partite e personalizzandole anche sulla base delle aspettative delle varie squadre. E un esperto di linguistica le giudica abbastanza favorevolmente, anche se ci sono ancora molti problemi. Un articolo del New York Times ----- When the Software Is the Sportswriter di Randall Stross, docente di economia alla San Jose State University (Nytimes.com) Solo un redattore (umano)  può distillare da un mucchio di dati sportivi un articolo avvincente. O almeno i redattori (umani) sono contenti di credere che sia così. Statsheet.com, un’ azienda di Durham (Nord Carolina) che sforna dati e statistiche sportive in quantità mostruose la pensa diversamente. L’ azienda, con nove addetti, sta lavorando per mettere a

Robusta ripresa pubblicitaria in Usa, ma non per i quotidiani

5 dicembre 2010
Mutter1 I ricavi sono scesi di un altro 5,4% nel terzo trimestre 2010, registrando il 17/o periodo di calo consecutivo – Discreta crescita nell’ online dei giornali, ma è solo l’ 11% di tutto il fatturato dei quotidiani --------- I ricavi pubblicitari nei quotidiani hanno continuato ad affondare nel terzo trimestre del 2010 nonostante la robusta ripresa che ha iniettato danaro fresco in tutti gli altri media. Mentre gli introiti pubblicitari di televisione, radio, riviste e internet  si sono mossi positivamente quest' anno dopo aver  pagato le conseguenze della recessione economica negli ultimi anni, per i quotidiani - osserva Alan Mutter in uno delle sue ultime Reflections of a Newsosaur - i ricavi sono scesi di un altro 5,4% nel terzo trimestre, registrando il 17/o periodo di calo consecutivo. (continua...)

In 5 mesi di paywall il Times online conserva solo il 14% dei suoi vecchi lettori

5 dicembre 2010
Times Il quotidiano inglese The Times ha perso l’ 86% dei suoi lettori online dopo aver introdotto nel giugno scorso un sistema di pagamenti (paywall). Lo ha rilevato una analisi realizzata da Oliver & Ohlbaum Associates, secondo quanto riporta  Journalism.co.uk. Solo il 14% dei lettori ha infatti sottoscritto l’abbonamento all’ edizione web del giornale. Fra i vecchi lettori del Times online, il 35% lo hanno sostituito con un altro sito web gratuito e il 51% ‘’non sono ancora passati su un altro sito’’, ha spiegato Mark Oliver, Ceo della Oliver & Ohlbaum Associates, secondo quanto   riferisce PaidContent.org. "Finora, nessuna delle previsioni sul future è risultata attendibile’’, ha commentato Dominic Young , direttore  strategic di News International, sottolineando che il paywall ha avuto un ‘’avvio molto incoraggiante’’. Secondo la News International - il gruppo editoriale cui fanno capo le due testate -Times e Sunday Times hanno comunque registrato più di 105.000 lettori paganti a partire da giugno.

Perù: un giornalista e un missionario in difesa della foresta amazzonica e del diritto a sapere

5 dicembre 2010
Bartolini Entro dicembre verrà emessa la sentenza al processo contro un missionario passionista di origini marchigiane (al centro nella pagina del quotidiano 'Republica') e un giornalista peruviano, direttore di una radio che trasmette nella provincia di Yurimaguas -  Nei mesi scorsi si sono schierati a fianco delle comunità indigene minacciate dal disboscamento dell' alta Amazzonia, dove il governo ha concesso ad una multinazionale la possibilità di distruggere la foresta per fare posto alle coltivazioni di biomasse per diesel, e la pubblica accusa ha chiesto nei loro comnfronti condanne a 15 e 10 anni di reclusione - Sono imputati di ''istigazione alla ribellione contro l’ ordine pubblico’’, ma i due sono sempre stati contrari ad azioni violente – Attorno alla vicenda si è creato un vasto movimento di opinione - La Fnsi ha espresso solidarietà e preoccupazione mentre il Sindacato dei giornalisti marchigiani ha già chiesto un incontro all' ambasciatore del Perù in Italia

----- Padre Mario Bartolini, è un missionario passionista che da 35 anno opera in Perù, zona dell'alto Amazonas. E' originario di Roccafluvione (AP). Geovani Acate Coronel, giornalista, è il direttore di "Radio Oriente", la radio diocesana della provincia di Yurimaguas

I magazine Usa sparano a zero sulla Rete

4 dicembre 2010
Magazines Una campagna pubblicitaria sulle maggiori riviste americane punta sulle differenze fra carta e online, nella convinzione che ‘’in un mondo costantemente digitalizzato, la cosa interessante è la passione che le persone continuano ad avere per il prodotto stampato” – Su MediaDecoder, un blog del New York Times, Jeremy w. Peters, giornalista specializzato in media, analizza il taglio di questa nuova campagna , basata sul claim ‘Magazines, the power of print’ ------- Magazines Take a Shot at the Net di Jeremy W. Peters (Mediadecoder) Allora, cosa è meglio: la carta stampata o la versione digitale di un magazine? Un’ innovativa campagna pubblicitaria dei maggiori editori americani, uscita su numerose testate per ribattere alla percezione che la stampa sia un media morente, non parteggia per il nuovo mezzo digitale. “Questo non è internet. Sentitevi liberi di accartocciarlo e di stare bene con lui”:  la frase apre l’ inserzione che presenta un’ immagine a tutta pagina con è una donna distesa su di un’amaca fra due alberi di palma senza alcuna rivista fra le mani. “I magazine non ammiccano di qua e di là” recita la pubblicità. “Non mostrano video o

Giornalismo online: 1 miliardo di dollari per la curation

3 dicembre 2010
Curation2 Gli algoritmi per l’ aggregazione e l’ editorializzazione dei contenuti non è sufficiente e si sta quindi diffondendo sempre di più la figura del ‘’content curator’’ (chi trova, raggruppa, organizza e condivide online i contenuti migliori e più pertinenti su un determinato argomento), una funzione chiave dell’ informazione in Rete - In un articolo che analizza le varie piattaforme di curation che stanno nascendo TechCrunch cita previsioni  di osservatori Usa secondo cui si profilerebbe per il settore un mercato miliardario – Molti lo fanno già naturalmente: chi col bookmark, chi condividendo su  Facebook o Twitter, chi inviando mail; la scommessa di queste nuove piattaforme è di unificare queste azioni naturali dando loro un senso – Al di là delle differenze, puntano tutte sul fattore umano, sull’ idea che nelle sottigliezze dei contenuti e della semantica l’ uomo ha ancora una distanza di vantaggio sulla macchina ------ Qualcuno che trova, raggruppa, organizza e condivide online i contenuti migliori e più pertinenti su un determinato argomento.  E’ il ‘’content curator’’, la nuova figura professionale che la Rete ha già distillato e che si profila come una funzione chiave dell’ informazione in Rete. Dopo il

La via buddista al buon giornalismo

2 dicembre 2010
[caption id="attachment_6685" align="alignleft" width="220" caption="Una raffigurazione della Ruota dell' esistente"]Una raffigurazione della Ruota dell' esistente[/caption] Niente gossip per il giornalista che si ispiri alle indicazioni del buddismo e che deve astenersi dalla menzogna e dalla parola che divide (scrivere con pregiudizio), dalla parola ingiuriosa (scrivere diffamando) e dalla chiacchiera oziosa – Anche se le caratteristiche dell’esistenza implicano l’ irraggiungibilità di un giornalismo perfetto, l’ approccio buddista richiede di purificare le proprie menti, poiché un pensiero impuro produrrà un giornalismo impuro -   Shelton A. Gunaratne, professore di giornalismo alla  Minnesota State University (Usa), ha scritto un breve saggio, che Lsdi pubblica, come introduzione ad un approccio buddista al giornalismo - Le perplessità del movimento religioso verso le relazioni pubbliche e la pubblicità, considerate da qualcuno lesive perché incoraggerebbero  “ l’avidità, l’odio e la delusione’’, o corromperebbero la verità” - Una comparazione fra le principali caratteristiche del giornalismo tradizionale di stampo anglo-americano e il contesto di riferimento buddista fa emergere degli aspetti molto interessanti, e in particolare una notevole distanza di quest’ ultimo da alcuni dei principi essenziali della tradizione giornalistica occidentale -  La prospettiva buddista considera le notizie come un bene sociale e