Alcuni ex colleghi nell’ avventura di Wikileaks criticano il modo con cui Assange ha associato i suoi problemi personali all’ attività del sito e puntano di più sulla funzione di intermediari - Il nuovo sito si limiterà a ‘’garantire l’ anonimato delle fonti’’ giocando ‘’il ruolo di messaggero fra la ‘gola profonda’ e la testata con cui desidera cooperare’’e sperano così di evitare la pressione politica subita da WL – Invitando a notare che ‘’la rabbia politica è stata diretta molto poco verso i giornali che utilizzano le fonti di WL’’
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Come se la situazione non fosse già abbastanza complicata, con una guerra dell’ informazione ufficialmente dichiarata fra WikiLeaks e i suoi nemici, i suoi difensori e i nemici dei suoi difensori, ecco che entrano in gioco dei nuovi protagonisti: i rivali di WL.
Alcuni ex colleghi di Julian Assange, scontenti del modo con cui lui ha gestito l’ iniziativa – come se fosse una crociata personale -, hanno annunciato in una intervista al quotidiano scedese Dagens Nyheter la decisione di mettersi in proprio. Domani lanceranno ufficialmente OpenLeaks, un sito specializzato – come WL – nella diffusione di
OpenLeaks: stessi obbiettivi di WikiLeaks, nessuna personalizzazione
Alcuni ex colleghi nell’ avventura di Wikileaks criticano il modo con cui Assange ha associato i suoi problemi personali all’ attività del sito e puntano di più sulla funzione di intermediari - Il nuovo sito si limiterà a ‘’garantire l’ anonimato delle fonti’’ giocando ‘’il ruolo di messaggero fra la ‘gola profonda’ e la testata con cui desidera cooperare’’e sperano così di evitare la pressione politica subita da WL – Invitando a notare che ‘’la rabbia politica è stata diretta molto poco verso i giornali che utilizzano le fonti di WL’’
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Come se la situazione non fosse già abbastanza complicata, con una guerra dell’ informazione ufficialmente dichiarata fra WikiLeaks e i suoi nemici, i suoi difensori e i nemici dei suoi difensori, ecco che entrano in gioco dei nuovi protagonisti: i rivali di WL.
Alcuni ex colleghi di Julian Assange, scontenti del modo con cui lui ha gestito l’ iniziativa – come se fosse una crociata personale -, hanno annunciato in una intervista al quotidiano scedese Dagens Nyheter la decisione di mettersi in proprio. Domani lanceranno ufficialmente OpenLeaks, un sito specializzato – come WL – nella diffusione di
La Rete non è solo Twitter. Fuori c’ è un altro (grande) mondo
Sono l’ 8% gli internauti americani usano Twitter e solo il 2% lo fanno con una certa costanza - I risultati di una recente ricerca realizzata da PewInternet
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Attenzione, la Rete non è solo Twitter. Al di là del cinguettio c’ è tutto il grande mondo di internet, non lo dimenticate!
Zombie Journalism, un blog curato da un giovane americano arrivato al giornalismo ‘’proprio quando il giornalismo è stato dato per morto’’, segnala con questa avvertenza i risultati della ricerca realizzata da Pew sugli utenti di Twitter secondo cui solo l’ 8% degli internauti americani usano Twitter e solo il 2% lo fanno in maniera costante.
Quindi – raccomanda ancora lo zombie-giornalista – poiché circa il 74% degli adulti americani vanno online, questo significa che gli utenti di Twitter sono solo il 6% dell’ intera popolazione adulta.
Quando tutti i tuoi amici, le tue compagne e tutti i media che consumi sono su Twitter può sembrare logico credere che il grosso dell’ America fa lo stesso. Ma è una convinzione pericolosa per i giornalisti e le redazioni.
(continua...)
Pubblicità: inserzione video fra le pagine di una rivista di carta
L’ edizione di dicembre di Vogue Russia ha adottato la nuova tecnologia detta ‘Video-in-print’, con una inserzione visibile su un sottile schermo con un piccolo altoparlante inserito in una pagina interna della rivista
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Video-in-Print: la nuova tecnologia che consente di incorporare su carta uno schermo dove è possibile proiettare un video è stata adottata dall’ edizione russa di Vogue, che contiene una inserzione della Martini con un filmato.
Il sistema permette di inserire nella pagina un sottile schermo a cristalli liquidi con una risoluzione di 320x240 e un minuscolo altoparlante, come si può vedere qui sopra.
La rivista della Condé Nast è stata la prima in Europa a sperimentare questa pubblicità, che in precedenza era stata adottata sperimentalmente dall’ edizione Usa di Entertainment Weekly.
(via 233grados.com)
L’ iPad danneggia il sistema degli abbonamenti dei quotidiani cartacei
Secondo una ricerca del Reynolds Journalism Institute il 58,1% dei possessori di Pad sono decisi a disdire l’ abbonamento al giornale di carta entro sei mesi
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Brutte notizie per l’ industria dei quotidiani dal fronte iPad.
Una ricerca del Reynolds Journalism Institute (RJI) mostra che i possessori di iPad tendono a leggere le notizie sul loro apparecchio piuttosto che sui quotidiani di carta.
La ricerca – riporta Tuaw (The unofficial Apple weblog) - è stata compiuta su un campione di 1.600 possessori di iPad, a cui sono state poste domande sulle loro abitudini, in particolare per quanto riguarda la lettura e il consumo di informazioni.
(continua...)
Il NYT elimina la figura del social media editor
Il lavoro giornalistico con i media sociali deve essere integrato in tutto il processo editoriale e nel quotidiano newyorchese tutta la redazione si sarebbe ormai abituata all’ uso delle reti sociali
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Il lavoro con i media sociali non può essere fatto da una sola persona, ma si deve trasformare in una parte del lavoro di tutti i redattori e deve essere integrato quindi in tutto il processo editoriale.
E’ sulla base di questa convinzione che il New York Times si appresta a eliminare la figura specifica del ‘’social media editor’’.
La giornalista che da un anno e mezzo ricopre questo incarico, Jennifer Preston, ha annunciato qualche giorno fa che lo abbandonerà per tornare a fare il lavoro di cronaca, spiegando a Poynter che questo suo ritorno rientra nel progetto del giornale di eliminare questo ruolo specifico a partire dall’ inizio del 2011.
Si tratterebbe, secondo la Preston, di un lavoro sempre meno necessario, in quanto ormai tutta la redazione si è abituata all’ uso delle reti sociali.
Il progetto complessivo del giornale è spiegato da NewsKataweb : ‘’l’ Interactive News Editor del quotidiano, Aron Pilhofer, ha detto che le strategie di
Wikileaks: un po’ di imbarazzo per gli ambasciatori è una tragedia, 15.000 civili uccisi in Iraq una statistica
Perché succede che i dati relativi ai 15.000 civili uccisi che sono stati rivelati dai documenti sull’ Iraq non hanno spinto le autorità americane a chiudere gli hosting di WikiLeaks e i loro account PayPal? Perché non avevano dominato l’ agenda mediatica allo stesso modo?- Fra i tanti interrogativi che accompagnano la vicenda di WL Paul Bradshaw solleva la questione delle differenze di scala del lavoro di Assange, parlando di ‘’giornalismo su scala industriale’’ – Mentre il fondatore di WL rivendica il merito di fare del ‘’giornalismo scientifico’’ e qualche osservatore teme addirittura che Assange possa rivelarsi il più grande nemico della trasparenza dai tempi di Nixon – Ma quello che fa WL è giornalismo oppure no? – E’ quello che ha preso il posto del vecchio ‘’cane da guardia’’, ormai morto? – Ma al di là di tutto salvare WL vuol dire battersi per la libertà di espressione
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Julian Assange sostiene che Wikileaks lavora a un nuovo tipo di giornalismo: il giornalismo scientifico (il suo editoriale sull’ Australian, quotidiano di Murdoch, scritto alla vigilia del suo arresto).
‘’ Il giornalismo scientifico – spiega – ti permette di leggere
WikiLeaks, ma perché Mentana lo definisce ‘’sito pirata’’?
I nuovi media valgono ormai quanto i vecchi
Russia: la legislazione sull’ ‘’estremismo’’ per zittire le voci scomode
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Rischia la chiusura la Novaja Gazeta, il giornale per cui lavorava Anna Politkovskaja, ‘’ammonito’’ da un servizio statale di ‘’supervisione’’ delle comunicazioni di aver fatto propaganda di idee nazionalistiche pubblicando una inchiesta sulle organizzazioni russe di estrema destra dopo l’ arresto di due militanti slavofili sospettati dell' omicidio di un’ altra sua giovane cronista, Anastasia Baburova, e di Stanislav Markelov, avvocato e attivista dei diritti umani - I paradossi della legislazione russa che consente al governo di utilizzare il concetto di ‘’materiale estremistico’’, introdotto nella legislazione sui media a metà decennio, per colpire qualsiasi articolo politicamente sgradito - Per mesi i giornalisti hanno contestato la decisione, ma a settembre di quest'anno un tribunale di Mosca ha dato ragione al governo, dichiarando fondate le motivazioni alla base del monito – Dopo due ‘’ammonizioni’’ la testata potrebbe essere chiusa - La “Novaja Gazeta” intende fare ricorso alla Corte suprema ed eventualmente rivolgersi al tribunale europeo per i diritti dell'uomo
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di Valentina Barbieri
Con l' attacco alle Torri Gemelle, tutto il mondo è cambiato. Si sono avute restrizioni forti in materia di circolazione di
Pubblicità: ripresa globale entro il 2012
Dopo la crisi dell’ ultimo triennio, la spesa pubblicitaria globale dovrebbe crescere nei prossimi tre anni superando i livelli del 2008 nel 2012, quando dovrebbe toccare i 495 miliardi di dollari (480 mld nel 2008). Sono le previsioni di Zenith Optimedia, secondo quanto riporta la Reuters. Il 2012 dovrebbe essere anche l’ anno in cui gli investimenti pubblicitari nei quotidiani saranno superati da quelli su internet quale secondo medium globale, dopo la televisione. Questa seconda previsione è del network di concessionarie di pubblicità GroupM ed è stata riportata da MediaGuardian. Anche secondo i darti di GroupM il mercato pubblicitario globale dovrebbe toccare nel 2012 i 500 miliardi di dollari Usa. (continua...)