Monthly Archives: dicembre 2010

Internet non distoglie gli americani dalla tv

18 dicembre 2010
Tv I cittadini adulti Usa passano in media 4,5 ore al giorno (30 ore alla settimana) davanti al piccolo schermo contro le 2,5 ore al giorno (18 ore settimanali) dedicate alla Rete – Una ricerca di eMarketer – Fra i canali più utilizzati la radio è al terzo posto (90 minuti al giorno) mentre i sistemi mobili sono al quarto posto (50 minuti) ----- Se l’ uso di internet sui sistemi mobili e fissi cresce a ritmo sostenuto fra gli americani, non per questo la televisione viene sfavorita o detronizzata dal monitor del Pc. Lo illustra una ricerca condotta da eMarketer, secondo cui gli adulti Usa hanno trascorso in media nel corso del 2010 quattro ore e mezza al giorno davanti alla tv – quindi 30 ore a settimana; contro le due ore e mezza al giorno (18 ore a settimana) dedicate al computer. Una quantità di tempo cresciuta del 6% quest’ anno rispetto al 2009, ma che non mette in forse le abitudini e l’ attaccamento dei cittadini nei confronti del piccolo schermo. La ricerca (eMarketer cita comunque risultati diversi di altri studi in relazione al rapporto tv/internet) mostra che l’ uso

La soffiata diventa moda, dopo OpenLeaks ecco BrusselsLeaks e TradeLeaks

18 dicembre 2010
Trade Il primo è un sito nato per iniziativa di un gruppo di giornalisti e addetti alla comunicazione della capitale europea che hanno  sempre ‘’sentito parlare o visto circolare documenti riservati’’ e che sperano ora di contribuire col loro sito a vederli pubblicati – Il secondo invece annuncia di voler fare nel campo del commercio quello che Wikileaks fa nel settore della politica ----- Dopo Openleaks, ecco altri due siti sulla scia di WikiLeaks. Si tratta di Brusselsleaks, un sito nato per iniziativa di un gruppo di giornalisti e addetti alla comunicazione che – hanno spiegato all’ European Journalism Centre - hanno sempre ‘’sentito parlare o visto circolare documenti riservati’’ e che si impegnano ora a vederli pubblicati. E Tradeleaks, che annuncia di voler fare nel campo del commercio quello che Wikileaks fa nel settore della politica. BruxellesLeaks ricorda che la città è il luogo dove vengono prese delle decisioni di grande impatto a livello planetario e che alla capitale dell’ Unione europea fa capo una vastissima rete di consulenti, avvocati, associazioni, aziende, NGO, ecc.) che cercano di influenzare il processo legislativo. Si tratta di almeno 15.000 addetti

Unificare web e carta in un’ unica struttura, l’ esperienza positiva di The Atlantic

18 dicembre 2010
Atlantic Dopo aver abbattuto il paywall sull’ edizione online e aver unificato le redazioni il mensile bostoniano è riuscito a ‘’ realizzare il sogno della piena sostenibilità economica di un sistema ibrido online-offline’’ ----- Per la prima volta in 10 anni la direzione di The Atlantic, un mensile americano fondato nel 1857 a Boston, ha annunciato di aver ottenuto profitti (per 1,8 milioni di dollari). Lo segnala Piero Macri sull’ Osservatorio europeo di giornalismo come un esempio della possibilità di ‘’ realizzare il sogno di molti, ovvero la piena sostenibilità economica di un sistema ibrido online-offline’’. La rivista, storicamente vicino al mondo letterario e culturale e oggi focalizzata in particolare su temi di politica interna e internazionale, osserva Macri, ci è riuscita ‘’dopo una lunga sperimentazione durante la quale sono state avviate iniziative di tutti i tipi, diverse e contrarie’’. Ad esempio, ‘’aveva inizialmente optato per il paywall per poi abbatterlo definitivamente nel 2008. Da allora The Atlantic è disponibile free, una decisione che non è stata mai più rimpianta’’. (continua...)

Time premia il Grande fratello Facebook: una ‘’ipocrisia ripetuta’’?

18 dicembre 2010
Time La vicenda, secondo Gennaro Carotenuto, sarebbe ‘’un utile esempio di come il giornalismo mainstream utilizzi ma allo stesso tempo svuoti la partecipazione popolare insita nel medium. Tale partecipazione, infatti, una volta evocata risulta difficile da governare. Diviene quindi preferibile edulcorarla. Per il Time è evidentemente meglio Zuckenberg che il negraccio Chávez o il terrorista Assange'' ----- Una parte della Rete ha accolto la decisione di Time di proclamare Mark Zuckerberg, l’ inventore di Facebook, ‘’personaggio dell’ anno’’, come una nuova prova di ipocrisia, mirata in particolare a svuotare di peso la percezione di Wikileaks come una grande esperienza ‘’antisistema’’ e come il più importante contributo alla trasparenza che sia stato registrato nel corso del 2010. Gennaro Carotenuto, docente di Storia del giornalismo a Macerata, interpreta sul suo blog questa convinzione  accusando la rivista Usa di ‘’ipocrisia ripetuta’’. ‘’Piuttosto che la Rete liberatoria, distributrice di informazione verticale da molti a molti – commenta Carotenuto -, si sceglie di premiare un simbolo della Rete commerciale come Facebook in una ripetuta antinomia, legittima e allo stesso tempo resa stridente dalla manipolazione. ‘Adattatevi’, sembra dire Time come fosse il ministro Frattini, ‘la Rete libera è terrorista e

Un caffè-redazione dove giornalisti e cittadini stanno gomito a gomito

18 dicembre 2010
Redazione-caffèL' ha aperta il Register Citizen, un periodico del Connecticut, offrendo uno spazio dove poter elaborare congiuntamente idee e progetti di giornalismo partecipativo ----- Il giornale locale americano The Register Citizen (Connecticut), ha annunciato che potenzierà la funzione di citizen journalism della testata attraverso un modello di ‘’redazione aperta’’ in cui cittadini e giornalisti potranno stare, letteralmente, gomito a gomito. Si tratta di una redazione-caffetteria – spiega  233grados.com – con postazioni internet e collegamenti diretti e gratuiti agli archivi del giornale, un’ aula e uno spazio di lavoro per i lettori che potranno contattare i redattori in qualsiasi momento, discutendo con loro idee, progetti, e servizi realizzati direttamente dalla comunità.  E potranno partecipare a corsi di formazione di giornalismo civico, mentre potranno vedere via streaming sul web le varie fasi del lavoro della redazione.

In Francia un Centro di ricerca sulla redazione del futuro

15 dicembre 2010
Redazione-del-futuro Il progetto è stato messo a punto dall’ Associazione mondiale dei giornali e degli editori giornalistici (WAN-IFRA) con la collaborazione di due università francesi ed è in fase di realizzazione a Saint-Etienne – Sarà operativo nell’ aprile del 2012 e si dedicherà a innovazione creativa, formazione dei giornalisti e sperimentazione sul campo delle redazioni del futuro ----- Un Centro dedicato a innovazione creativa, training e ricerca per la redazione del futuro. Lo sta progettando l’ Associazione mondiale dei quotidiani e degli editori giornalistici (Wan-Ifra ), in collaborazione con l’ Università Jean Monnet e l’ università Lumière Lyon 2. L' International Media Center (IMC Rhône-Alpes), sorgerà a Saint-Etienne,  nella Francia centro-orientale. ‘’Il Centro di dedicherà in particolare alla formazione dei giornalisti, alla ricerca sull’ integrazione nelle redazioni e all’ uso delle nuove tecnologie digitali nel campo dei media. L’ obbiettivo – spiega  Christoph Riess, CEO di WAN-IFRA – è realizzare una sperimentazione di base per la redazione del futuro e anticipare i cambiamenti nel lavoro giornalistico che si verificheranno nei prossimi anni’’. (continua...)

Ma c’ è anche lo Slow journalism, misurare le notizie in mesi e non in minuti

14 dicembre 2010
SlowSlow journalism. Una nuova rivista, dedicata proprio al giornalismo lento, è stata lanciata dal gruppo editoriale inglese Time Out. Sarà un trimestrale, si chiamerà Delayed Gratification, sarà diretta da Marcus Webb e il primo numero verrà pubblicato a gennaio . La rivista si descrive come ‘’un antidoto ai giornali usa e getta’’ e annuncia che non punterà sulle ultime notizie:   Slow Journalism – spiega la testata – misura le notizie in mesi e non in minuti, tornando sulle vicende dopo che la polvere si è posata. La rivista sarà bella, disegnata per essere conservata e per diventare un oggetto da collezione. Ogni numero – promette l’ editore - sarà un distillato di tre mesi di vita politica, culturale, scientifica e sportiva del Regno Unito: una combinazione di reportage, saggi e materiali da almanacco.

Da Indymedia a Wikileaks: la cultura giornalistica degli hacker e il futuro della professione

13 dicembre 2010
Indymedia New York nel 2002 Lo  scontro sviluppatosi attorno a Wikileaks, e le questioni giornalistiche che esso solleva, rappresentano degli sviluppi di tendenze a lungo termine di una storia che risale a quasi due decenni fa:  l’impatto del sito di Assange sul giornalismo è un impatto di grado piuttosto che di genere; ciò che sta accadendo non è del tutto nuovo, ma ha dimensioni senza precedenti - Su NiemanLab un’ analisi delle tendenze più recenti dell’ hack-attivismo sul giornalismo dei nostri giorni - La sfida che i giornalisti tradizionali oggi si trovano ad affrontare riguarda il come “fare i conti” con la presenza degli ‘’strani oggetti’’ che sono entrati nel Dna del giornalismo - Ma la differenza tra le fotografie dei cittadini e i database è una differenza di scala, e differenze di scala estreme alla fine si tramutano in differenze di genere – Per questo, sebbene possa essere rincuorante riempire le fila del giornalismo tirando dentro tutti i sostenitori della trasparenza digitale, è necessario che i giornalisti valutino quali aspetti di queste potenti comunità digitali intendono sposare e quali, invece, lasciarsi alle spalle - Ma ciò, osserva l’ analisi del

Anche su Libération un ‘mirror’ per Wikileaks

13 dicembre 2010
Libé In un editoriale sul sito online del quotidiano francese, il direttore Laurent Joffrin sostiene che ‘’attaccare illegalmente WL, come stanno facendo diversi Stati, è una minaccia che tutti i giornali liberi devono denunciare’’ ------ Anche Libération ospita sui suoi server il sito di Wikileaks. Il quotidiano francese lo ha annunciato con una nota sulla sua edizione online spiegando che, ‘’come migliaia di altri siti, Libération.fr ha deciso di partecipare al movimento di sostegno  che si sta sviluppando sulla Rete replicando quasi alla lettera il contenuto di Wikileaks. Questi siti detti  ‘mirror’ possono essere ospitati da chiunque dispone di abbastanza spazio sui propri server. Cosa che – aggiunge il giornale – noi abbiamo fatto per impedire che scompaiano dalla Rete  le informazioni di Wikileaks selezionate insieme ai giornali partner’’. Oggi il direttore Laurent Joffrin, in un editoriale dal titolo ‘’Perché Libé ospita Wikileaks’’, spiega il perché. (continua...)

Thinking the Unthinkable, Napoli e i giornalismi

12 dicembre 2010
Youcapital Portare a Napoli, tra le migliaia di tonnellate di immondizia che riempiono i marciapiedi delle strade più belle del mondo, una discussione diversa, sui temi della cultura e del giornalismo, cercare di mettere in luce le energie positive di quella città che ogni giorno muore ed ogni giorno risorge. Questo è ‘’pensare l’ impensabile’’,  come recitava il titolo del convegno  che si è tenuto nei giorni scorsi  e di cui è ora disponibile un’ ampia documentazione - La registrazione di gran parte degli interventi, la cronaca del convegno  ed altro materiale sono nel documents repository dell’ evento - Qui una riflessione di Antonio Rossano. ------- Perché siano chiare dinamiche ed obiettivi di questo incontro è necessario tornare un attimo indietro. Una delle problematiche della comunicazione virtuale è oggi nel riuscire a materializzare la grande energia comunicativa disponibile in rete in qualcosa che poi prenda forme concrete e generi risultati reali. E questo non è un elemento secondario o poco  significativo  in quanto, laddove le istanze civili, sociali e culturali che emergono dai social network e dalla rete non assumano la forma del coinvolgimento reale, del confronto e del dibattito, restando confinate nel