Giornalisti: una Carta per i diritti dei detenuti
14 novembre 2010
Copyright: una ricerca Usa individua 400.000 articoli ripubblicati illegalmente
13 novembre 2010
Cresce il non profit, il nuovo ecosistema del giornalismo Usa
13 novembre 2010
Molti giornalisti e responsabili di redazione hanno scelto di migrare alla ricerca di un contesto lavorativo più ospitale, un ambiente non commerciale e senza fini di lucro, più incline ad un giornalismo di inchiesta votato al servizio pubblico. È così che nel corso del tempo è andato emergendo un nuovo ecosistema giornalistico, quello del giornalismo non profit - Una ricerca su questa nuova realtà ha analizzato 60 organizzazioni impegnate nell’informazione di pubblico servizio, che impiegano 443 giornalisti a tempo pieno e registrano un fatturato complessivo fra gli 80 e gli 85 milioni di dollari l’ anno – Questi nuovi siti, secondo Poynter.org, “offrono una solida base all’informazione dei cittadini, pur operando nell’atroce dubbio della sostenibilità. In quanto no-profit, sfidano in maniera più diretta il cittadino ponendogli la domanda: chi pagherà per le notizie? - L’ autore della ricerca, Charles Lewis, spiega come sia particolarmente importante questo nuovo ecosistema citando Barry Sussman, notissimo giornalista americano e docente ad Harvard: “Il Watergate ha consegnato alla gente un giornalismo onesto, un lavoro che valesse la pena svolgere. Oggi la percezione è mutata. Il modello no-profit, nel suo percorso di crescita, rafforzamento e mantenimento
Dieci lezioni chiave per il giornalismo iper-locale
13 novembre 2010
Sul sito della OJR, l’ Online Journalism Review, Pekka Pekkala, ricercatore di modelli di business sostenibili all’ USC Annenberg (importante scuola americana di comunicazione e giornalismo) ed esperto di tecnologia, individua 10 punti fondamentali a cui far riferimento nella gestione di un sito di giornalismo iper-locale. Le 10 lezioni raccolgono le problematiche emerse con maggior peso nel dibattito alla Online News Association Conference, che si è svolta a Washington dal 28 al 30 ottobre. Si tratta ovviamente di valutazioni tratte dalle esperienze editoriali americane, anche se alcune idee di fondo possono essere interessanti anche per la situazione europea. Pekkala, d’ altra parte, è finlandese ed ha lavorato come responsabile del settore Sviluppo all’ Helsingin Sanomat, il più grande quotidiano di Helsinki.
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The top 10 key lessons for hyperlocal journalism startups from ONA10
di Pekka Pekkala
(Ojr)
(traduzione di Claudia Dani)
Quando si progetta un sito personale di news, bisogna essere consapevoli che non si è soli: siti iper-localizzati stanno spuntando ovunque. Nei giorni scorsi, durante l’ONA2010, i veterani delle scene iper-locali hanno condiviso le loro esperienze, i successi e i fallimenti. Qui, i dieci punti più ricorrenti emersi dai tre giorni
Produzione di contenuti a mezzo web editor (e il giornalista non c’ è più)
9 novembre 2010
Fra i nuovi gruppi editoriali che si muovono nel campo dell’ informazione online una proposta particolare viene da GoAdv, recentemente evolutasi in Populis – Si tratta di una struttura editoriale che distribuisce contenuti (circa 10.000 fra scritti e video al mese, in 8 lingue), prodotti non da giornalisti ma da web editors che lavorano da casa – Un centinaio di persone con cui la società non ha contatti diretti, ma che vengono remunerati per i contenuti che creano
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di Marco Renzi
Da qualche mese una delle piattaforme professionali di informazione italiane più quotate del web, Blogosfere, ha cambiato padrone, passando dal controllo del gruppo Sole 24 ore a quello del gruppo GoAdv, evolutosi recentemente in Populis.
Non si è trattato a nostro avviso solo di un grosso business che ha spostato milioni euro, ma di un passaggio epocale per il mondo dell'editoria nazionale e forse anche di un valido esempio da studiare, non solo dagli analisti finanziari, anche a livello globale.
(continua...)
Due ore al giorno sull’ iPad per i francesi
9 novembre 2010
Il primo studio realizzato oltralpe sull' utilizzo della tavoletta di Apple mostra che gli utilizzatori francesi lo usano dieci volte al giorno in media - E spendono circa 27 euro al mese su AppStore e iTunes – La ricerca, raccontano gli autori, ‘’ha mostrato anche che grazie al suo design e la sua facilità nell' utilizzo, l'iPad riesce a rendere il gratuito pagabile: gli utilizzatori pagano per dei contenuti che potrebbero trovare gratuitamente su internet’’
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Les utilisateurs d' iPad en France y passent 2 heures par jour
(lesechos.fr)
(traduzione di Gian Luca Modolo)
Ai possessori dell'iPad piace il loro nuovo giocattolo. Secondo uno studio realizzato dal gruppo FullSIX, i francesi lo utilizzano in media 10,5 volte al giorno, per una durata totale media di due ore.
Questo studio, condotto dal 15 al 25 ottobre 2010 da OTO Research, istituto specializzato nello studio del marketing interattivo, su 270 possessori di iPad, è il primo realizzato in Francia sul modo in cui è usato l'apparecchio. L'iPad è venduto in Francia da fine maggio e avrebbe sedotto, secondo le ultime stime non ufficiali, 400.000 consumatori malgrado il suo prezzo elevato (da 499 a 799 euro).


