Il Giornalaio, il blog di Pier Luca Santoro, ha appena pubblicato la traduzione in italiano della infografia sulle nuove funzioni sviluppate dal mondo digitale di cui avevamo parlato qualche giorno fa.
Qui la nuova infografica.
Nove nuovi mestieri nella Rete/ aggiornamento
30 novembre 2010
Il Giornalaio, il blog di Pier Luca Santoro, ha appena pubblicato la traduzione in italiano della infografia sulle nuove funzioni sviluppate dal mondo digitale di cui avevamo parlato qualche giorno fa.
Qui la nuova infografica.
Giornalismo: pensare l’ impensabile, un incontro a Napoli sulle trasformazioni del sistema dell’ informazione
30 novembre 2010
Data journalism, il futuro della professione?
30 novembre 2010
E’ la convinzione di Paul Bradshaw, esperto di giornalismo online, che in questo articolo su Poynter analizza le prospettive di un incontro ravvicinato fra il lavoro giornalistico e i ricchi giacimenti di dati disseminati nella Rete ‘’leggibili’’ da programmi informatici – Affiancare il potere dell’elaborazione computerizzata al nostro arsenale giornalistico ci consente di fare di più, più velocemente, più accuratamente, ed in condivisione con gli altri – I due movimenti culturali che si sono incrociati aggiungendo una dimensione politica alla diffusione dei dati: quello degli open data e quello dei linked data; i giornalisti dovrebbero avere familiarità con entrambi i movimenti – Il caso del lancio degli archivi governativi in Uk e gli esempi del data mashup ChicagoCrime.org e della open source Everyblock - La sovrabbondanza di dati pubblici resi disponibili costituisce un ricco serbatoio di materiale grezzo. La scarsità invece riguarda le professionalità in grado di collocare e dare senso a tutto quel materiale, una programmazione capace di scavarlo a fondo e raffrontarlo con altre fonti, le competenze statistiche per spacchettarlo e quelle grafiche per disegnare un layout per la visualizzazione – Dovrà quindi cambiare la formazione dei
Haiti: il primo Twitter-disastro
28 novembre 2010
’L’ Apocalisse nell’ era del 2.0’’, una tesi di laurea sul modo con cui i social network hanno contribuito alla diffusione dell’informazione nelle prime 24 ore dopo il tremendo terremoto del 12 gennaio scorso, mostra come, anche se Internet è stato uno strumento fondamentale nella circolazione dell’ informazione, esso si sia rivelato inutile per le popolazioni haitiane, totalmente prive di accesso alla Rete - Una conferma di come può incidere concretamente il digital divide, il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell'informazione e chi ne è escluso, in modo parziale o totale
-----
Anche se Internet è stato uno strumento fondamentale nella circolazione dell’ informazione, tanto che i primi aiuti concreti sono arrivati proprio dalla rete, anticipando tutti i governi mondiali, esso è stato francamente inutile per le popolazioni haitiane. Una conferma di come sia pesante il digital divide, il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell'informazione (in particolare personal computer e internet) e chi ne è escluso, in modo parziale o totale.
Vista la condizione di povertà della maggior parte dei cittadini del paese caraibico, l’accesso alla Rete (anche solo per comunicare a qualche
Verso un mondo Googlizzato?
28 novembre 2010
Ken Auletta, uno dei maggiori conoscitori del mondo dei media, descrive in un libro appena pubblicato in Italia ‘’ la fine del mondo come lo conosciamo’’ – ‘’Effetto Google’’ racconta la velocissima ascesa di una delle più ricche aziende del mondo e ne esplora anche i meccanismi interni, sostenendo che, in effetti, ‘’ Il timore dei media tradizionali nei confronti di Google è più che giustificato’’
-----
'Il timore dei media tradizionali nei confronti di Google e' piu' che giustificato. Oggi le iniziative in fatto di software di Google invadono tutti i media, dal telefono alla tv, dalla pubblicita' ai quotidiani, dalle riviste ai libri, dagli studios di Hollywood ad aziende digitali come Microsoft, Amazon, Apple o eBay. Per aziende costruite sul possesso, sulla vendita o sulla distribuzione di quelle informazioni, Google puo' rappresentare veramente il nuovo 'impero del male' ''. E' la coinvinzione di Ken Auletta, uno dei maggiori conoscitori americani del mondo dei media, autore di numerosi saggi e dal 1992 responsabile della rubrica Annals of Communication sul New York Times.
Alla grande G di Mountain View Auletta ha dedicato il suo ultimo libro, dal titolo appunto ''Effetto Google'' (Garzanti).




