Monthly Archives: novembre 2010

Nove nuovi mestieri nella Rete/ aggiornamento

30 novembre 2010

Giornalismo: pensare l’ impensabile, un incontro a Napoli sulle trasformazioni del sistema dell’ informazione

30 novembre 2010
Pulitzer Il mondo dell’ informazione cambia. Più velocemente di quanto gli stessi suoi analisti e studiosi possano prevedere o anche solo immaginare. E’ questo il motivo per cui al convegno nazionale sull’ informazione che si terrà a Napoli venerdì prossimo (3 dicembre) è stato dato il titolo di Thinking the Unthinkable (“Pensare l’ impensabile “), ispirato a uno storico articolo di Clay Shirky sul suo blog, dal titolo appunto “Newspapers and Thinking the Unthinkable“. In quel post – ricorda l’ Associazione Pulitzer, che organizza il convegno - Shirky analizzava la grave crisi del mondo delle informazioni e della carta stampata, mettendo in luce le gravi colpe e la miopia degli editori, incapaci di riuscire a trovare o immaginare modelli di sviluppo nuovi ed alternativi compatibili con le nuove tecnologie. Ecco la necessità di cambiare l’ angolazione della visuale, di “pensare l’ impensabile”. (continua...)

Data journalism, il futuro della professione?

30 novembre 2010
Data E’ la convinzione di Paul Bradshaw, esperto di giornalismo online, che in questo articolo su Poynter analizza le prospettive di un incontro ravvicinato fra il lavoro giornalistico e i ricchi giacimenti di dati disseminati nella Rete ‘’leggibili’’ da programmi informatici Affiancare il potere dell’elaborazione computerizzata al nostro arsenale giornalistico ci consente di fare di più, più velocemente, più accuratamente, ed in condivisione con gli altri – I due movimenti culturali che si sono incrociati aggiungendo una dimensione politica alla diffusione dei dati: quello degli open data e quello dei linked data; i giornalisti dovrebbero avere familiarità con entrambi i movimenti – Il caso del lancio degli archivi governativi in Uk e gli esempi del data mashup ChicagoCrime.org e della open source Everyblock - La sovrabbondanza di dati pubblici resi disponibili costituisce un ricco serbatoio di materiale grezzo. La scarsità invece riguarda le professionalità in grado di collocare e dare senso a tutto quel materiale, una programmazione capace di scavarlo a fondo e raffrontarlo con altre fonti, le competenze statistiche per spacchettarlo e quelle grafiche per disegnare un layout per la visualizzazione – Dovrà quindi cambiare la formazione dei

Haiti: il primo Twitter-disastro

28 novembre 2010
Haiti ’L’ Apocalisse nell’ era del 2.0’’, una tesi di laurea sul modo con cui i social network hanno contribuito alla diffusione dell’informazione nelle prime 24 ore dopo il tremendo terremoto del 12 gennaio scorso,  mostra come,  anche se Internet è stato uno strumento fondamentale nella circolazione dell’ informazione, esso si sia rivelato inutile per le popolazioni haitiane, totalmente prive di accesso alla Rete - Una conferma di come può incidere concretamente il digital divide, il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell'informazione e chi ne è escluso, in modo parziale o totale ----- Anche se Internet è stato uno strumento fondamentale nella circolazione dell’ informazione, tanto che i primi aiuti concreti sono arrivati proprio dalla rete, anticipando tutti i governi mondiali, esso è stato francamente inutile per le popolazioni haitiane. Una conferma di come sia pesante il digital divide, il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell'informazione (in particolare personal computer e internet) e chi ne è escluso, in modo parziale o totale. Vista la condizione di povertà della maggior parte dei cittadini del paese caraibico, l’accesso alla Rete (anche solo per comunicare a qualche

Verso un mondo Googlizzato?

28 novembre 2010
Google Ken Auletta, uno dei maggiori conoscitori del mondo dei media, descrive in un libro appena pubblicato in Italia ‘’ la fine del mondo come lo conosciamo’’ – ‘’Effetto Google’’ racconta la velocissima ascesa di una delle più ricche aziende del mondo e ne esplora anche i meccanismi interni, sostenendo che, in effetti, ‘’ Il timore dei media tradizionali nei confronti di Google è più che giustificato’’ ----- 'Il timore dei media tradizionali nei confronti di Google e' piu' che giustificato. Oggi le iniziative in fatto di software di Google invadono tutti i media, dal telefono alla tv, dalla pubblicita' ai quotidiani, dalle riviste ai libri, dagli studios di Hollywood ad aziende digitali come Microsoft, Amazon, Apple o eBay. Per aziende costruite sul possesso, sulla vendita o sulla distribuzione di quelle informazioni, Google puo' rappresentare veramente il nuovo 'impero del male' ''. E' la coinvinzione di Ken Auletta, uno dei maggiori conoscitori americani del mondo dei media, autore di numerosi saggi e dal 1992 responsabile  della rubrica Annals of Communication sul New York Times. Alla grande G di Mountain View Auletta ha dedicato il suo ultimo libro, dal titolo appunto ''Effetto Google'' (Garzanti).

Cinque falsi miti sul giornalismo digitale

28 novembre 2010
Digitali Fra le tante affermazioni che si dicono continuamente sull' informazione online il blog 10.000 words ha scelto 5 luoghi comuni più diffusi nelle discussioni sul futuro dei mezzi di comunicazione ------ Fra tutte le cose che si dicono continuamente sul giornalismo in internet, il blog 10.000 words ha scelto 5 luoghi comuni (cinque ''falsi miti'') che si ritrovano continuamente nelle discussioni sul giornalismo digitale e il futuro dei mezzi di comunicazione. 1. I giornalisti devono sapere tutto. Non è vero che i giornalisti debbano essere una sorta di coltellino svizzero con tutti gli strumenti e le conoscenze del settore. Possedere molte abilità è importante, ma nella pratica non è possibile metterle in atto tutte. (continua...)

Nuovi ”supereroi” in tempi di recessione

28 novembre 2010
Uneployed Dagli Usa una graphic novel dedicata alle Adventures of Unemployed Man, le avventure di un disoccupato ----- Diventeranno i  nuovi supereroi? Sono i protagonisti di una nuova graphic novel, “The Adventures of  Unemployed Man” [Le Avventure di un Disoccupato] che descrive avventure e disavventure di milioni di nuovi eroi alle prese con la più grave recessione che si ricordi. Come segnala Pier Luca Santorto su Giornalaio, al protagonista -  disegnato come un superman dei nostri giorni, gli autori – Eric Origen e Gan Golan,  giornalisti del New York Times - affiancano una serie di figure che descrivono egregiamente  il mondo del lavoro attuale e i suoi contorni. Da “Wonder Mother”, la massaia che lotta per far quadrare il bilancio familiare, a “Master of Degrees”, studente a vita per costrizione, passando per “The Firing Squad”, il team aziendale dedicato ai licenziamenti, e “The Outsourcerer”, mago aziendale della riduzione di costi, la ricchezza narrativa è davvero tale. La novella grafica - commenta Santoro - se, da un lato, conferma il valore di questa forma di storytelling, dall’altro, ripropone la necessità diffusa di forme di “flexi-sicurezza” adeguate all’attuale scenario.

La produzione di riviste su tablets costa di più (per ora) di quelle su carta

28 novembre 2010
Applicazioni Lo segnala David Link, direttore creativo di The Wonderfactory, spiegando che alcune applicazioni arrivano a 'pesare' fino a 500 Mb e che questo implica dei forti costi in termini di banda ----- La produzione e la diffusione di riviste per i tablket e gli altri dispositivi mobili costano quanto quelle delle edizioni di carta, se non di più. Lo ha calcolato David Link, direttore creativo di The Wonderfactory, una azienda che si occupa di sviluppo e design delle applicazioni per magazine su iOPad. Il problema, spiega Link - secondo quanto riporta 233grados.com - è che le applicazioni per le riviste  arrivano a 'pesare' fino a 500 Mb nei casi estremi, e questo implica dei forti costi in termini di banda. Ciò, secondo 233grados - non riguarda coloro che vendono direttamente tramite Apple, che cura i download in cambio di uno sconto del 30% sul costo di vendita. Ma molti editori non sono soddisfatti di questa soluzione perché preferiscono controllare anche il rapporto diretto con l' utente. Secondo Link comunque l' ampiezza della banda e la compressione dei file andrà migliorando col tempo, anche se per il momento, se si vuole offrire ai lettori delle

Twitter: 15 cose per cui chi si occupa di media non può snobbarlo

25 novembre 2010 Tag:,
Guardian Alan Rusbridger, direttore del Guardian (uno dei quotidiani all’ avanguardia nella trasformazione digitale), analizza gli aspetti più rilevanti del social network - Twitter è un potente mezzo di distribuzione di notizie, sottolinea, un luogo in cui le cose sembrano accadere per prime: ha ormai acquisito il ruolo di motore di ricerca, è un formidabile strumento di aggregazione, cambia la nozione di autorità, è un formidabile agente di cambiamento, e  a ben riflettere può diventare anche un efficace strumento di marketing virale ----- Alan Rusbridger: Why Twitter matters for media organizations di Alan Rusbridger (traduzione di Claudia Dani) Ho perso il conto, da tempo, delle persone – incluso un sorprendente numero di colleghi dei gruppi editoriali – che si voltano dall’altra parte appena viene menzionato Twitter. “Non c’è tempo per questo” rispondono. “Inutile robaccia che riguarda cosa gli stupidi hanno mangiato a colazione. Nulla a che fare con il business delle notizie”. Beh, sì e no. Sicuramente ci sono un sacco di sciocchezze. Ma affermare che Twitter non ha nulla a che fare con il mondo delle notizie significa avere un’opinione sbagliata. La prima cosa che mi viene in mente è che esistono 15

Wikileaks: altri 3 milioni di documenti ‘’in fuga’’

25 novembre 2010
Assange
Grande allarme nella diplomazia Usa per la presenza, nella nuova ondata di documenti che Assange si appresta a rendere pubblici, di file riservati con accuse di corruzione nei confronti di diversi capi di Stato e di governo e ministri di Paesi amici degli Stati Uniti – Oltre a New York Times, Guardian e Spiegel, questa volta Assange avrebbe passato i materiali anche a El Pais e a leMonde ----- Tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima Wikileaks potrebbe diffondere file riservati con accuse di corruzione nei confronti di diversi capi di Stato e di governo e ministri di Paesi amici degli Stati Uniti. La previsione, che ha provocato la massima allerta nella diplomazia Usa, è del Pentagono, secondo cui il sito fondato da Julian Assange si appresta a pubblicare altri 3 milioni di documenti. I documenti che hanno particolarmente allarmato il governo Usa – secondo quanto riporta l’ Agi/Afp – fanno parte dei rapporti riservati che i diplomatici americani inviano periodicamente a Washington da tutto il mondo. Come già fece con i documenti riservati sulla guerra in Iraq e il conflitto afghano, il sito fondato da Assange – che