E’ partito ai primi di settembre in Svizzera un portale di informazione in lingua tedesca che si basa sul lavoro gratuito di 80 giornalisti in pensione che propongono quello che per molti altri media non ha più importanza: un giornalismo fatto di approfondimenti, commenti, opinioni e contestualizzazione degli eventi - Tutto questo per il puro piacere di farlo, senza nessun compenso
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Un portale di informazione online che si basa sul lavoro di giornalisti pensionati che offrono la loro esperienza e la loro professionalità gratuitamente, per il piacere di farlo. E’ www.journal21.ch , una testata della Svizzera tedesca diretta da un ex conduttore e direttore del notiziario svizzero televisivo “Tagesschau”, Heiner Hug.
Lo segnala l’ Osservatorio europeo di giornalismo raccontando che i pensionati raccolti intorno alla testata sono una ottantina e che, sentendosi ‘’tutti più giovani di quello che sono’’, si fanno chiamare “la band dei pensionati”.
Dall’inizio di settembre, dunque, - racconta l’ Ejo - i giornalisti pensionati propongono quello che per molti altri media non ha più importanza: un “valore aggiunto” al giornalismo di tutti i giorni, fatto di approfondimenti commenti, opinioni e contestualizzazione degli eventi. Tutto questo per
Una ‘’band’’ di pensionati che offrono (gratis) valore aggiunto al giornalismo di tutti i giorni
5 ottobre 2010 Tag:giornalismo, giornalismo online, giornalisti pensionati, svizzera
E’ partito ai primi di settembre in Svizzera un portale di informazione in lingua tedesca che si basa sul lavoro gratuito di 80 giornalisti in pensione che propongono quello che per molti altri media non ha più importanza: un giornalismo fatto di approfondimenti, commenti, opinioni e contestualizzazione degli eventi - Tutto questo per il puro piacere di farlo, senza nessun compenso
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Un portale di informazione online che si basa sul lavoro di giornalisti pensionati che offrono la loro esperienza e la loro professionalità gratuitamente, per il piacere di farlo. E’ www.journal21.ch , una testata della Svizzera tedesca diretta da un ex conduttore e direttore del notiziario svizzero televisivo “Tagesschau”, Heiner Hug.
Lo segnala l’ Osservatorio europeo di giornalismo raccontando che i pensionati raccolti intorno alla testata sono una ottantina e che, sentendosi ‘’tutti più giovani di quello che sono’’, si fanno chiamare “la band dei pensionati”.
Dall’inizio di settembre, dunque, - racconta l’ Ejo - i giornalisti pensionati propongono quello che per molti altri media non ha più importanza: un “valore aggiunto” al giornalismo di tutti i giorni, fatto di approfondimenti commenti, opinioni e contestualizzazione degli eventi. Tutto questo per
Trasparenza: sui quotidiani gli Usa battono la Germania
5 ottobre 2010 Tag:giornalismo, trasparenza, Usa
Un’ analisi comparata di quattro grandi quotidiani tedeschi e americani mostra che i primi sono meno trasparenti dei secondi - Sul New York Times e il Washington Post la percentuale delle affermazioni prive di indicazione della fonte nel testo era del 23,5%, sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung era del 25%, mentre nei contributi della Suddeutsche Zeitung la provenienza delle informazioni non era indicata in un caso su tre (31,3%)
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Gli articoli pubblicati sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ) e la Süddeutsche Zeitung (SZ) sono meno trasparenti di quelli apparsi sul New York Times (NYT) e il Washington Post (WP). Lo ha appurato una tesi di laurea presentata presso la Technische Universität Dortmund, come rileva l’ Osservatorio europeo sul giornalismo.
La tesi, elaborata da Benjamin Schulz, che lavora come giornalista freelance per lo Spiegel Online, si concentra sulle questioni legate alla trasparenza, sostenendo che ‘’un buon giornalismo non è soltanto ricerca e indagini approfondite’’, ma anche indicazione della provenienza delle informazioni diffuse .
Il primo passo del lavoro – spiega l’ autore in un articolo sul sito dell’ Ejo - è stato l’identificazione di tutte le affermazioni di fatto contenute nelle notizie
Cercasi cronista: ‘Molto lavoro, poco salario’
5 ottobre 2010 Tag:giornalismo, lavoro giornalista, offerte lavoro giornalista
Giornalisti digitali: a qualcuno serve un ‘sms-ista’?
5 ottobre 2010 Tag:giornalismo digitale, internet, nuove tecnologie
L' editoria tradizionale continua ad avere enormi difficoltà nell'adattare le proprie notevoli risorse alle dinamiche del web - In alcuni quotidiani si sono inventati figure professionali come i redattori da sms, giornalisti che passano il proprio turno in redazione confezionando micronews da telefonino (altro che twitter!), sottraendo braccia e menti ad un lavoro che potrebbe essere svolto da un algoritmo in totale e completa indipendenza robotica
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di Marco Renzi
Smsista offresi: sintetizzo articoli di ogni genere nel minuscolo spazio di un sms; recensisco qualunque evento sport/spettacolo/cultura nello spazio di un messaggio telefonico.
Sembra o forse è una boutade ma, se vi capita di aver bisogno dei miei servigi non esitate a scrivermi presso la redazione di Lsdi!
Scherzi a parte nel complesso e arzigogolato universo dell'informazione on line trovano spazio anche figure professionali di questo tipo.
(continua...)
Fotogiornalismo: ma lo spettacolo uccide l’ informazione
4 ottobre 2010 Tag:Fotogiornalismo, giornalismo spettacolo
El Mundo in Orbyt contro la crisi
3 ottobre 2010 Tag:crisi giornalismo, edicola digitale, el mundo
Il Times continua a perdere lettori online dopo l’ introduzione del paywall
2 ottobre 2010 Tag:crisi giornalismo, inghilterra, paywall, The times
Il quotidiano britannico The Times continua a perdere lettori dopo l’ introduzione del sistema a pagamento per la sua versione online. Lo rilevano gli ultimi dati raccolti da comScore, secondo cui la versione web del giornale ha perso altri 120.000 visitatori unici, scendendo a 1,459 milioni di agosto dai 1,579 milioni di luglio, con un calo del 7,6%.
Tra l’ altro, segnala Sfnblog citando Thinq, News International, la società editrice proprietaria del giornale, ha registrato perdite anche sul versante carta, visto che il Times ha toccato le 494.205 copie vendute, la prima volta dall’ aprile 1994 che le vendite sono scese sotto la soglia delle 500.000 copie vendute.
Le donne rappresentate ‘poco e male’ nei media
Le donne sono ‘’rappresentate decisamente poco e male’’ sui media. Lo ha rilevato una ricerca condotta dal Global Media Monitoring Project, secondo cui il pregiudizio antifemminile è presente anche nell’ informazione online.
Lo studio, 'Who Makes the News', è il frutto di un monitoraggio di 17.795 articoli comparsi su 1.000 testate giornalistiche di 108 paesi nello stesso giorno, il 10 novembre del 2009.
Il lavoro, coordinato dalla World Association for Christian Communication (e di cui nel marzo scorso vennero diffuse delle anticipazioni), ha accertato fra l’ altro un aumento della presenza femminile fra i giornalisti dal 28 al 37% negli ultimi 15 anni, ma senza nessuna variazione di rilievo negli ultimi 5 anni. La tv è la piattaforma con la maggiore presenza femminile, il 44% dei giornalisti, mentre nei giornali la percentuale è al 33%.
Per quanto riguarda i contenuti, le notizie analizzate si riferivano per il 24% a protagoniste femminili, contro il 76% di maschi, con un aumento del 3% di temi femminili rispetto a 5 anni fa.
Lo studio ha compiuto anche un confronto fra giornalismo tradizionale e giornalismo
L’equivoco del citizen journalism e il consumo partecipativo
2 ottobre 2010 Tag:Citizen journalism, giornalismo partecipativo
‘Mobile’ e applicazioni: editori euforici, ma le entrate?
1 ottobre 2010
L’ associazione degli editori on-line (AOP) segnala una fenomenale crescita del mercato delle applicazioni - Significa che il settore dell’editoria on-line è fuori pericolo? – Entrate in risalita rispetto ai giorni bui del biennio 2008-2009, ma il quadro non è ancora chiaro
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L’ ultimo sondaggio realizzato dalla Associazione degli Editori On-line rivela una rinnovata fiducia basata su mobile, applicazioni e dispositivi: si tratta di qualcosa di concreto o gli editori stanno semplicemente rifacendo il trucco alle proprie aspettative in merito a modelli di business promettenti ma in attesa di conferme?
Lo studio annuale - racconta il Guardian - chiede agli editori di indicare i piani di sviluppo del proprio business per i successivi 12 mesi. Sebbene i rapporti forniti non indichino le entrate in maniera dettagliata, è opinione generale che queste ultime siano in risalita dopo i giorni bui del biennio 2008-2009. Nel report si parla anche dell’incredibile crescita delle applicazioni e del ruolo chiave che svolgono in merito alla fruizione di contenuti on-line a pagamento.
(continua...)