Monthly Archives: ottobre 2010

Una ‘’band’’ di pensionati che offrono (gratis) valore aggiunto al giornalismo di tutti i giorni

5 ottobre 2010 Tag:, , ,
Journal21 E’ partito ai primi di settembre in Svizzera un portale di informazione in lingua tedesca che si basa sul lavoro gratuito di 80 giornalisti in pensione  che  propongono quello che per molti altri media non ha più importanza: un giornalismo fatto di approfondimenti,  commenti, opinioni e contestualizzazione degli eventi - Tut­to questo per il puro piacere di farlo, senza nessun compenso ---------- Un portale di informazione online che si basa sul lavoro di giornalisti pensionati che offrono la loro esperienza e la loro professionalità gratuitamente, per il piacere di farlo. E’ www.journal21.ch ,  una testata della Svizzera tedesca diretta da un ex conduttore e direttore del notiziario svizzero televisivo “Tagesschau”, Heiner Hug. Lo segnala l’ Osservatorio europeo di giornalismo raccontando che i pensionati raccolti intorno alla testata sono una ottantina e che, sentendosi ‘’tutti più giovani di quello che sono’’, si fanno chiamare “la band dei pensionati”. Dall’inizio di settembre, dunque, - racconta l’ Ejo - i gior­nalisti pensionati propongono quello che per molti altri media non ha più importanza: un “valore aggiunto” al giornalismo di tutti i giorni, fatto di approfondimenti commenti, opinioni e contestualizzazione degli eventi. Tut­to questo per

Trasparenza: sui quotidiani gli Usa battono la Germania

5 ottobre 2010 Tag:, ,
Lettore-di-giornaleUn’ analisi comparata di quattro grandi quotidiani tedeschi e americani mostra che i primi sono meno trasparenti dei secondi - Sul New York Times e il Washington Post la percentuale delle affermazioni prive di indicazione della fonte nel testo era del 23,5%, sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung era del 25%,  mentre nei contributi della Suddeutsche Zeitung la provenienza delle informazioni non era indicata in un caso su tre (31,3%) ---------- Gli articoli pubblicati sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ) e la Süddeutsche Zeitung (SZ) sono meno trasparenti di quelli apparsi sul New York Times (NYT) e il Washington Post (WP). Lo ha appurato una tesi di laurea presentata presso la Technische Universität Dortmund, come rileva l’ Osservatorio europeo sul giornalismo. La tesi, elaborata da Benjamin Schulz, che  lavora come giornalista freelance per lo Spiegel Online, si concentra sulle questioni legate alla trasparenza, sostenendo che ‘’un buon giornalismo non è soltanto ricerca e indagini approfondite’’, ma anche indicazione della provenienza delle informazioni diffuse . Il primo passo del lavoro – spiega l’ autore in un articolo sul sito dell’ Ejo - è stato l’identificazione di tutte le affermazioni di fatto contenute nelle notizie

Cercasi cronista: ‘Molto lavoro, poco salario’

5 ottobre 2010 Tag:, ,
Pesantejob “Molto lavoro, poco salario” (Long hours, low pay). Con questo annuncio tra il sincero e il cinico un piccolo giornale locale americano – l’ Illinois Valley News - sta cercando di richiamare l’ attenzione dei possibili candidati a un posto di cronista. Il resto dell’ inserzione, apparsa su Journalismjobs.com (un sito specializzato nell’ offerta/domanda di lavoro giornalistico), insiste sulle pesanti condizioni di lavoro che dovrà sobbarcarsi l’ aspirante cronista selezionato. Il teso dell’ annuncio dice più o meno così: “Quanto desideri fare il reporter? Tanto da lavorare anche la notte e i fine settimana? Il povero masochista che accetterà questo lavoro si occuperà di cronaca locale, nazionale, sportiva e di vicende di interesse generale. In cambio di questo grosso impegno di lavoro gli saranno assicurati un salario bassino e una polizza sanitaria limitata. Inviare un curriculum con le copie di 3 articoli a     wonclive@yahoo.com. Si tratta di un posto di lavoro a tempo pieno. Sede, lo splendido nordovest”. Il compenso offerto è fra i 20 e i 25.000 dollari annui, pari a circa 14.000 euro. Per chi fosse interessato, le domande scadono il 5 novembre. (via 233grados.com e Greenslade

Giornalisti digitali: a qualcuno serve un ‘sms-ista’?

5 ottobre 2010 Tag:, ,
sms L' editoria tradizionale continua ad avere enormi difficoltà nell'adattare le proprie notevoli risorse alle dinamiche del web - In alcuni quotidiani si sono inventati figure professionali come i redattori da sms, giornalisti che  passano il proprio turno in redazione confezionando micronews da telefonino (altro che twitter!), sottraendo braccia e menti ad un lavoro che potrebbe essere svolto da un algoritmo in totale e completa  indipendenza robotica ---- di Marco  Renzi Smsista offresi: sintetizzo articoli di ogni genere nel minuscolo spazio di un sms; recensisco qualunque evento sport/spettacolo/cultura nello spazio  di un messaggio telefonico. Sembra o forse è una boutade ma, se vi capita di aver bisogno dei miei servigi non esitate a scrivermi presso la redazione di Lsdi! Scherzi a parte nel complesso e arzigogolato universo dell'informazione on line trovano spazio anche figure professionali di questo tipo. (continua...)

Fotogiornalismo: ma lo spettacolo uccide l’ informazione

4 ottobre 2010 Tag:,
Santi Una tesi di laurea su ‘’Informazione e immagini cruente’’ affronta le questioni che ripetutamente l’ attualità ci propone di fronte a vicende di morte, crudeltà, violenza - Dove si trova il limite tra ciò che è giusto vedere e ciò che trasforma l’osceno in spettacolo? Qual è il ruolo del giornalismo per immagini? E’ possibile costruire, rispetto al partito del “vedere ad ogni costo”, una linea di equilibrio, che faccia prevalere le ragioni di coloro che, al  contrario, riconoscono le conseguenze di questo “vedere” e cercano una soluzione alternativa? - Una strada, secondo la tesi, c’ è,  ‘’Un duplice equilibrio: rispetto per chi guarda e rispetto per chi é guardato’’ ------- L’ informazione è vitale, ma la spettacolarizzazione la uccide. E’ la conclusione di una tesi di laurea sul tema del rapporto fra informazione e immagini cruente che cerca di rispondere ai complessi interrogativi che l’ attualità ci ripropone in continuazione di fronte a episodi di morte, di guerra, di violenza. Dove si trova il limite tra ciò che è giusto vedere e ciò che trasforma l’osceno in spettacolo? E come far prevalere rispetto al partito del “vedere ad ogni costo”, una linea

El Mundo in Orbyt contro la crisi

3 ottobre 2010 Tag:, ,
MundoContenuti di base gratuiti e valore aggiunto a pagamento - E’ la nuova strategia del quotidiano spagnolo El Mundo che ha messo una sua edicola digitale - Per 14,90 euro al mese offrirà la versione stampata e online del quotidiano e delle riviste del gruppo, archivi, video, una newsletter quotidiana con l’ attualità della giornata, accesso a settori vip per le partite del Real Madridi, e così via – Anche con 26 milioni di visitatori unici il giornale registra, come tutti gli altri quotidiani spagnoli, delle forti difficoltà ----- In Orbyt contro la crisi. E’ l’ edicola digitale messa a punto da El Mundo che per 14,90 euro al mese propone una serie di servizi: versioni stampata e web del quotidiano e delle riviste del gruppo, archivi, video, newsletter quotidiane che offrono per email l’ attualità della giornata (dalle 8 alle 23), accesso a settori vip dello stadio per le partite del Real Madrid, e così via. L’ iniziativa è stata illustrata da Inaki Gil, direttore generale aggiunto di (secondo quotidiano spagnolo) alle agenzie di stampa europee riunite nei giorni scorsi a Ginevra. (continua...)

Il Times continua a perdere lettori online dopo l’ introduzione del paywall

2 ottobre 2010 Tag:, , ,
Times Il quotidiano britannico The Times continua a perdere lettori dopo l’ introduzione del sistema a pagamento per la sua versione online. Lo rilevano gli ultimi dati raccolti da comScore, secondo cui la versione web del giornale ha perso altri 120.000 visitatori unici, scendendo a 1,459 milioni di agosto  dai 1,579 milioni di luglio, con un calo del 7,6%. Tra l’ altro, segnala Sfnblog citando Thinq, News International, la società editrice proprietaria del giornale, ha registrato perdite anche sul versante carta, visto che il Times ha toccato le 494.205 copie vendute, la prima volta dall’ aprile 1994 che le vendite sono scese sotto la soglia delle 500.000 copie vendute.

Le donne rappresentate ‘poco e male’ nei media

2 ottobre 2010 Tag:,
Who Le donne sono ‘’rappresentate decisamente poco e male’’ sui media. Lo ha rilevato una ricerca condotta dal  Global Media Monitoring Project, secondo cui il pregiudizio antifemminile è presente anche nell’ informazione online. Lo studio, 'Who Makes the News', è il frutto di un monitoraggio di 17.795 articoli comparsi su 1.000 testate giornalistiche di 108 paesi nello stesso giorno, il 10 novembre del 2009. Il lavoro, coordinato dalla World Association for Christian Communication (e di cui nel marzo scorso vennero diffuse delle anticipazioni), ha accertato fra l’ altro un aumento della presenza femminile fra i giornalisti dal 28 al 37% negli ultimi 15 anni, ma senza nessuna variazione di rilievo negli ultimi 5 anni. La tv è la piattaforma con la maggiore presenza femminile, il 44% dei giornalisti, mentre nei giornali la percentuale è al 33%. Per quanto riguarda i contenuti, le notizie analizzate si riferivano per il 24% a protagoniste femminili, contro il 76% di maschi, con un aumento del 3% di temi femminili rispetto a 5 anni fa. Lo studio ha compiuto anche un confronto fra giornalismo tradizionale e giornalismo

L’equivoco del citizen journalism e il consumo partecipativo

2 ottobre 2010 Tag:,
Cellulari Piuttosto che sottolineare la potenziale vena giornalistica di ciascuno di noi, l’attenzione andrebbe spostata sulle diverse forme di fruizione che stanno modellando variegati (e ancora poco chiari) tipi di consumo partecipativo – E si scoprirebbe, ad esempio, che la moltiplicazione di eventi notiziabili e notiziati, l’addensamento di soggetti sociali interessati a fornire una prospettiva, un frame, a ognuno di tali eventi, l’ indistinto rumore di fondo che si ingenera come probabile conseguenza, sono le caratteristiche principali del nuovo ambiente comunicativo e portano il pubblico a richiedere prese di posizioni, valutazioni, letture preferenziali.– Si chiede ad esempio ai media giornalistici di schierarsi. Una richiesta mai esplicita, perché nel giornalismo continua a prevalere il richiamo formale all’obiettività; ma intuibile nella fidelizzazione dei consumatori, che motivano la fedeltà a una testata più che con attestazioni di credibilità con una stima che potremmo definire “focalizzazione della fiducia” - Una interessante riflessione di Carlo Sorrentino (Università di Firenze) a un workshop della Società italiana di sociologia ----- Grazie alle nuove tecnologie si è diffusa la convinzione che chiunque abbia un computer e un collegamento in rete possa immettere contenuti autoprodotti in un circuito informativo globale e in

‘Mobile’ e applicazioni: editori euforici, ma le entrate?

1 ottobre 2010
Apps L’ associazione degli editori on-line (AOP) segnala una fenomenale crescita del mercato delle applicazioni - Significa che il settore dell’editoria on-line è fuori pericolo? – Entrate in risalita rispetto ai giorni bui del biennio 2008-2009, ma il quadro non è ancora chiaro ---- L’ ultimo sondaggio realizzato dalla Associazione degli Editori On-line rivela una rinnovata fiducia basata su mobile, applicazioni e dispositivi: si tratta di qualcosa di concreto o gli editori stanno semplicemente rifacendo il trucco alle proprie aspettative in merito a modelli di business promettenti ma in attesa di conferme? Lo studio annuale - racconta il Guardian - chiede agli editori di indicare i piani di sviluppo del proprio business per i successivi 12 mesi. Sebbene i rapporti forniti non indichino le entrate in maniera dettagliata, è opinione generale che queste ultime siano in risalita dopo i giorni bui del biennio 2008-2009. Nel report si parla anche dell’incredibile crescita delle applicazioni e del ruolo chiave che svolgono in merito alla fruizione di contenuti on-line a pagamento. (continua...)