Guerra in Israele (fra i giornali)
12 ottobre 2010
Quelle zone franche al confine fra pubblicità e giornalismo
12 ottobre 2010
Un primo sguardo sull’ ibrido mondo del pay-to-write, dove gli esempi di corretta convivenza fra business e buona informazione sono molto scarsi - A chi si lascia convincere a scrivere per questi siti c'è il miraggio di diventare un “giornalista”, anche se è chiaramente specificato in calce agli stessi siti, che non si tratta di testate giornalistiche, che l'attività svolta non ha periodicità e quindi non può essere considerata di tipo giornalistico
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di Marco Renzi
Nel sempre più variegato e composito mondo dell'informazione on line, occupano uno spazio importante i siti-portali dedicati alle notizie pay-to write.
Si tratta di zone franche al confine fra pubblicità e giornalismo in cui sulla base di una presunta classifica di merito, si assegnano remunerazioni a chi vi scrive notizie.
Questi angoli di web in cui imprenditori o società - quasi mai editori, meno che meno editori puri -, “offrono” la possibilità ai citizen journalist di diventare “voci” più o meno accreditate della rete; e basano la loro fortuna sull' ennesima trasformazione dell' algoritmo che ha tributato il successo planetario al motore di ricerca Google.
Ad ogni pagina web di notizie pubblicate sui siti pay-per-click il software “Google Adsense” attribuisce
Italiani gli internauti più ‘partecipativi’
10 ottobre 2010
Uno studio condotto da Forrester su 275.000 persone in Asia, Europa e America del nord ha accertato che solo il 15% degli utenti contribuiscono con i loro contenuti ai social network, ma la percentuale sale al 24% nel caso degli internauti italiani – Un dato leggermente inferiore a quello Usa (23%) - La Francia ha uno dei più bassi tassi di “creatori” in Europa (11%) e solo la Germania (8%) è ancora più ‘’passiva’’
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(da blog.lefigaro.fr/medias/)
Più di 500 milioni di utenti su Facebook che creano in media 90 contenuti al mese ciascuno. Circa 24 ore di video caricati ogni minuto su YouTube. Oltre 90 milioni di “tweets” pubblicati ogni giorno su Twitter. La 5miliardesima foto postata su Flickr qualche giorno fa. Ancora un po' e potremmo pensare che l’ intero Web si sia dedicato alla creazione di contenuti, popolato di internauti impegnati a cogliere qualsiasi strumento del 2.0 che si possa loro proporre.
In realtà – spiega un blog del Figaro dedicato ai media -, siamo lontani da una “collaborazione generalizzata”, rivela uno studio realizzato da Forrester su 275mila consumatori di Asia, Europa e America del Nord. Secondo lo studio,
Al sen. Butti il nobel per la pace in Cina ?
9 ottobre 2010
Ma che senso ha costruire autostrade dell’informazione se poi si fanno leggi e si adottano posizioni che impongono di percorrerle a piedi?
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di Andrea Fama
Zapping digitale. Google News → L’Unità - Fini: contro mafia più risorse a giudici. E apre a social network → Il Sole 24 Ore - Vodafone Italia: piano investimenti da 1mld su banda larga via radio → Tiscali.it - Tiscali e Zte insieme per la rete a banda ultra larga in Sardegna → Punto Informatico - Leggi di carta contro l'informazione di bit.
Ma procediamo con ordine.
Da Google News mi imbatto in un pezzo dell’Unità dal titolo accattivante: Fini, mafia, giudici, social network. Clicco.
Che il Presidente della Camera non fosse nuovo ad aperture alla Rete quale mezzo di pace era cosa già piacevolmente nota, giunta all’opinione pubblica sulla scia dell’importante campagna Internet for Peace per il 2011, portata orgogliosamente avanti in suolo italico da Wired Italia.
(continua...)
Guerra di calendari alla facoltà di giornalismo di Mosca
8 ottobre 2010 Tag:giornalismo, Putin, Russia
A un calendario che nasce come regalo per il 58° compleanno di Putin e in cui 12 aspiranti giornaliste in lingerie inneggiano spudoratamente al premier, altre sei studentesse hanno risposto con un altro calendario facendosi fotografare con la bocca chiusa da un cerotto e ponendo al premier sei domande scottanti sulla libertà di informazione, il terrorismo, i diritti umani e ricordandogli che sono passati 4 anni dall’ uccisione di Anna Politkovaskaja
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di Valentina Barbieri
Parlare di "guerra dei calendari" in questo periodo dell'anno è quasi scontato. La portata della notizia cambia, e di molto, se i due calendari in questione sono entrambi dedicati al premier russo Putin e se ad essere protagoniste del calendario non sono le soubrettes di turno ma le studentesse di giornalismo dell'università statale di Mosca (MGU).
Due calendari molto diversi tra di loro per stile e scopo.
Da una parte, 12 studentesse dell'MGU che posano in completo intimo inneggiando a Vladimir Vladimirovic. Dall'altra, altre 6 studentesse vestite di nero che pongono domande dolorose sulla Russia di oggi.
(continua...)
Giornalismo d’ inchiesta? Ma è molto più semplice pubblicare verbali
8 ottobre 2010 Tag:bettencourt, Francia, giornalismo inchiesta, Le Monde
Pubblicare il virgolettato di un testimone che è stato torchiato da un poliziotto o da un magistrato è cosa molto più succulenta, e molto meno stancante, del lavoro di manovalanza giornalistica - E i direttori, più che mai responsabili della produttività della propria redazione, incoraggiano ampiamente questo tipo di pratiche: anziché mettere insieme un gruppo di reporter, basta raggiungere un amico con buoni contatti e si è nel business. Oggi, assoldare e gestire le “talpe” costituisce il cuore del giornalismo d’inchiesta francese - Confrontando le reazioni di Le Monde e Daily Telegraph a comportamenti illeciti dell’ esecutivo, Frédéric Filloux, in una delle sue MondayNote, critica il comportamento del quotidiano parigino: invece di una ‘’inconsistente azione legale’’ la risposta migliore avrebbe dovuto essere di carattere giornalistico: una settimana con cinque o sei inchieste sulle pratiche di insabbiamento del governo, sull’ossessione di vendetta che nutre l’attuale amministrazione, sugli ostacoli che questo Paese pone allo svolgimento di una schietta attività giornalistica, sulla subordinazione dell’apparato giuridico, o sull’incapacità del parlamento francese di avviare indagini indipendenti
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Two situations, two attitudes
di Frédéric Filloux
(traduzione di Andrea Fama)
Le Monde e Daily Telegraph. Entrambi quotidiani di punta, ed
Elezioni in Bosnia, la vittoria è di internet
8 ottobre 2010 Tag:elezioni bosnia, internet
Le campagne informative della rete e delle ong sono riuscite a contenere l’ astensionismo, mentre i media ufficiali hanno confermato di essersi ridotti a semplici ‘’megafoni del potere’’ – La Rete è stata il motore dell'informazione contro i partiti al potere – Una interessante analisi del voto sull’ Osservatorio sui Balcani
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La vera vittoria nelle elezioni di questi giorni in Bosnia l' hanno ottenuta internet e le organizzazioni non governative che, grazie alle proprie campagne informative, sono riuscite a contenere l'astensionismo. Internet è stato il motore dell'informazione contro i partiti al potere, un'informazione spesso ripresa ed amplificata dai grandi media della carta stampata e della televisione.
Lo rileva, sull’ Osservatorio sui Balcani, un articolo da Sarajevo di Valentina Pellizzer, spiegando, fra l’ altro che Internet ha significato produzione di video, articoli, analisi, strumenti come il “verito-metro” o come “puliamo il parlamento” che con un click impietoso hanno offerto il confronto fra grandi promesse, strepitosi stipendi ed appannaggi di politici e funzionari, e una miseria sempre più diffusa fra la popolazione. Ha fatto eccezione la campagna 101 ragioni per votare le donne che, anche se
Pubblicità: in netta ripresa l’ online in Europa occidentale
6 ottobre 2010 Tag:Pubblicità, pubblicità online
Crescita costante, anche se a una cifra, nei prossimi quattro anni – Una ricerca di eMarketer
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La pubblicità online in Europa occidentale è in netta ripresa anche se la percentuale di crescita, almeno fino al 2014, resterà sempre a una cifra.
Lo prevede una nuova ricerca di eMarketer, secondo cui, l’ Europa occidentale pesa per il 27,7% degli investimenti pubblicitari globali nel 2010, circa 17,1 miliardi di dollari. Che dovrebbero salire a 24,3 miliardi nel 2014. La crescita annua dovrebbe essere vigorosa ma, ad eccezione del 2012 – l’ anno delle Olimpiadi a Londra – l’ incremento sarà a una cifra.
(continua...)
La lista nera delle pubblicità ingannevoli
6 ottobre 2010 Tag:Pubblicità, pubblicità online, pubblicità sleale
Raddoppiati in tre anni in Spagna i giornalisti disoccupati
6 ottobre 2010 Tag:disoccupazione, giornalismo, giornalisti, giornalisti disoccupati, Spagna