Durissime dichiarazioni di Julian Assange su Twitter: la rivista ‘’ha una sua precisa agenda, non verifica i fatti ed è inaffidabile’’- Un articolo del Guardian – Secondo Assange la notizia diffusa da Wired secondo cui il suo sito starebbe per pubblicare una enorme quantità di dossier sulla guerra in Iraq sarebbe ‘’un’ altra bufala’’
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Il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, ha sferrato un duro attacco verbale contro la rivista Wired US, sostenendo che la pubblicazione “ha una sua precisa agenda, non verifica i fatti e non è affidabile”.
Assange, che guida il controverso sito al centro della pubblicazione di numerose fughe di notizie – riporta il Guardian -, ha spiegato che la testata edita da Condé Nast è in costante e netta opposizione ed è una “fonte di ogni sorta di disinformazione nei confronti di WikiLeaks”. In particolare, il riferimento è alle anticipazioni (giudicate ‘’false’’) secondo cui il sito sarebbe stato in procinto di pubblicare 500.000 documenti riservati degli Stati Uniti relativi alla guerra in Iraq.
(continua...)
Il fondatore di WikiLeaks dichiara guerra a Wired
22 ottobre 2010
Durissime dichiarazioni di Julian Assange su Twitter: la rivista ‘’ha una sua precisa agenda, non verifica i fatti ed è inaffidabile’’- Un articolo del Guardian – Secondo Assange la notizia diffusa da Wired secondo cui il suo sito starebbe per pubblicare una enorme quantità di dossier sulla guerra in Iraq sarebbe ‘’un’ altra bufala’’
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Il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, ha sferrato un duro attacco verbale contro la rivista Wired US, sostenendo che la pubblicazione “ha una sua precisa agenda, non verifica i fatti e non è affidabile”.
Assange, che guida il controverso sito al centro della pubblicazione di numerose fughe di notizie – riporta il Guardian -, ha spiegato che la testata edita da Condé Nast è in costante e netta opposizione ed è una “fonte di ogni sorta di disinformazione nei confronti di WikiLeaks”. In particolare, il riferimento è alle anticipazioni (giudicate ‘’false’’) secondo cui il sito sarebbe stato in procinto di pubblicare 500.000 documenti riservati degli Stati Uniti relativi alla guerra in Iraq.
(continua...)
Trasparenza e pubblica amministrazione: un amaro reportage dal mondo dell’ opacità
19 ottobre 2010
In Svizzera il record dei posti di lavoro tagliati in una sola casa editrice: 229 in 16 mesi. ‘’Congratulazioni’’ dall’ Ejo
17 ottobre 2010
In ‘’modo apolitico e distaccato’’ (e non mettendosi nella ‘’tipica prospettiva di un giornalista, ovvero di sinistra’’) l’ Osservatorio europeo sul giornalismo si rallegra e porge i suoi complimenti, spiegando che sono stati “mandati a casa” perché anche la categoria degli editori ‘’è piombata definitivamente nell’ economia reale’’ e ‘’valgono pertanto anche qui i criteri tipici di qualsiasi sistema economico, ovvero, maggiore produttività a costi ridotti e potenziamento dell’efficienza’’
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Aggiornamento: un commento anonimo ci avverte che ''l’ articolo NON è scritto dall’Osservatorio europeo sul giornalismo, ma si tratta della traduzione di un articolo pubblicato dal settimanale Weltwoche (e semplicemente riportato dall’Osservatorio in questione)''. Fatto sta che l' Ejo lo ha pubblicato senza prendere nessuna distanza. Segno che, evidentemente, in qualche modo lo condivideva. Il titolo: 'Triste ma vero…anzi no, solo vero' (p.r.).
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La casa editrice zurighese Tamedia ha raggiunto il record del maggior numero di posti di lavoro tagliati: 229 in 16 mesi. La cifra più alta registrata in tutta Europa.
E il bello è che l’ Osservatorio europeo sul giornalismo porge le sue congratulazioni, spiegando anche che ‘’non è una notizia di cui essere tristi’’, e che, alla
I siti online dei quotidiani attirano i due terzi degli internauti Usa
17 ottobre 2010
Una ricerca di comScore per la NAA - Le visite ai siti dei giornali in settembre sono state il 10% in più di quelle registrate da Yahoo! News, CNN ed MSNBC
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I quotidiani attraggono quasi i due terzi di tutti gli internauti adulti degli Stati Uniti verso i loro siti web. Lo ha accertato uno studio condotto da comScore per la la Newspaper Asssociation of America (NAA), riporta riporta Editor & Publisher.
Gli utenti hanno visitato 4,1 miliardi di pagine e hanno speso più di 3,3 miliardi di minuti navigando sui siti dei giornali, che raggiungono il 55% degli americani fra I 25 e I 34 anni d’ età. Cosa interessante, leggono la versione online dei quotidiani il 73% degli utenti appartenenti a famiglie con un reddito superior ai 100.000 dollari all’ anno.
"Questi dati rafforzano quegli editori di quotidiani che puntano a contenuti originali e di alta qualità per costruire un’ audience forte e impegnata nello spazio digitale’’, ha commentato il presidente e Ceo della NAA John F. Sturm in una nota.
L’ analisi ha accertato anche che le visite ai siti dei giornali sono il 10% in più di quelle
Giornalismo partecipativo: su Youcapital l’ inchiesta sull’ inferno di Terzigno
16 ottobre 2010
da Vittorio Pasteris
L ’inchiesta sulle incredibili condizioni di vita accanto alla discarica riaperta da Bertolaso in Campania. Un reportage realizzato da Valigia Blu e finanziato dagli abitanti della zona Questo reportage, realizzato dall’Associazione Cittadini Giornalisti e da Valigia Blu, è stato finanziato dai cittadini (soprattutto di Terzigno, Boscoreale, Napoli e Caserta) attraverso la piattaforma internet per il finanziamento solidale delle inchieste giornalistiche, YouCapital.
Arianna Ciccone via l’Espresso (qui il video)
Ma è un’emergenza rifiuti o un’emergenza democratica? Me lo sono chiesto subito appena arrivata a Terzigno e alla discarica S.A.R.I riaperta due anni fa da Guido Bertolaso per risolvere l’emergenza rifiuti della Campania.
(continua...)
Giornalisti imprenditori e preservativi bucati
15 ottobre 2010
Tra alcuni dei protagonisti del dibattito mondiale sul giornalismo si è sviluppato nei giorni scorsi un avvincente botta e risposta sul tema del giornalismo imprenditoriale - Sostenitori e detrattori si sono citati, criticati, linkati e commentati, dando vita ad un duello tanto aperto quanto corretto, che riguarda da vicino anche casa nostra – La strada della separazione netta, col giornalista che storce il naso di fronte alla sola parola ‘commerciale’, non ha funzionato, dice Marc Reeves - Mentre Jeff Jarvis sostiene da anni che la Rete ha reso possibile una combinazione di innovazione giornalistica ed imprenditoriale valorizzando la figura del giornalista-imprenditore - Roy Greenslade, pur schierandosi assolutamente a favore dell’innovazione, sostiene che la divisione tra contenuti e pubblicità resta assolutamente fondamentale e ammette che gli vengono “le vertigini” al pensiero di giornalisti in atteggiamento da venditori – Ma Jarvis replica: Roy, quello che scrivi sull’alta caratura morale suona bene, ma lascia che ti ponga una domanda che mi sento spesso rivolta: di cosa mangeranno i giornalisti? E aggiunge: E ricordiamoci anche quanto dice Alan Rusbridger, sulla storia dei giornali, che è stata la pubblicità a liberarci dalla proprietà delle forze
Giornalisti (e giornali) ”comprati”
15 ottobre 2010
Un Rapporto realizzato per il Center for International Media Assistance (CIMA) denuncia la sottovalutazione del problema della corruzione nel giornalismo - ‘’ Siamo stati tanto impegnati a difendere i giornalisti da diventare troppo timidi nell' analisi e nella denuncia di questo aspetto del nostro mestiere'', denuncia la Ricerca e indica una serie di misure per combattere ‘’il lato oscuro della professione’’ - Un ampio paragrafo viene dedicato alla situazione in Europa e Nord-America che risulta altrettanto - se non più - preoccupante rispetto al resto del pianeta.
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In Ghana un giornalista va a una conferenza stampa e nella cartellina trova una busta marrone con dentro un assegno per un valore di 20 dollari. Non si meraviglia, e alla fine dell' incontro la infila in borsa e torna in redazione a scrivere il pezzo.
In Russia un' agenzia di pubbliche relazioni manda in giro un falso comunicato relativo a una azienda inesistente. Tredici testate abboccano e si dicono disponibili a pubblicare la nota in forma di articolo, ma solo dietro pagamento di soldi, con richieste che vanno dai 120 ai 2.000 dollari.
Soldi per scrivere (o per non scrivere): è quello che Rosental Alves,
Giornali: bastano il 20% dei giornalisti per l’ informazione di base
14 ottobre 2010
Su Internet gli utenti possono accollarsi una gran parte del lavoro di selezione, analisi, testimonianza e arricchimento del flusso dell’ informazione generalista – E quindi, secondo Benoit Raphael, una redazione che si basa sulla comunità per co-produrre informazione avrebbe necessità di molti meno redattori per le notizie ‘’che bisogna avere’’ e potrebbe utilizzare gli altri per trovare fatti nuovi e fare lavoro di inchiesta
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Il futuro dei giornali non si basa sulle dimensioni delle redazioni ma è nella riorganizzazione del processo di produzione.
Lo rileva Benoit Raphaël su Owni.fr, osservando come la produzione dei contenuti di base non sia più l’ elemento distintivo e preponderante del lavoro giornalistico, come quando l’ ambiente dell’ informazione giornalistica era un mondo chiuso. Nella situazione attuale, in cui tutto e tutti sono connessi, non c’ è bisogno di produrre tutti i contenuti generali della propria testata. Nel momento in cui una notizia diventa pubblica, essa viene condivisa in pochi secondi da migliaia di utenti. Anche se bloccate l’ accesso al contenuto originale, niente impedisce a un internauta, o a un altro media, di riportare o riassumere quella informazione, associandovi del valore aggiunto: un commento,
A Chicago ora anche i blogger hanno l’ accredito stampa
13 ottobre 2010
Quotidiani: per la prima volta in calo la diffusione a livello mondiale
13 ottobre 2010
Nel recente Forum che World Association of Newspapers and News Publishers (WAN-IFRA) ha tenuto ad Amburgo, un Rapporto ha indicato un calo dello 0,8% contro un aumento del 6% registrato globalmente negli ultimi 5 anni - Il declino non è omogeneo: i due mercati più sviluppati, Europa e Nord-America sono stati quelli più colpiti, con un calo del 13,9 e del 4,9%
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Nel 2009, per la prima volta da diversi anni, la diffusione dei quotidiani a livello globale è calata. Lo annuncia l’ ultimo Rapporto annuale ‘’World Press Trends’’, stimando un calo (fra il 2008 e il 2009) dello 0,8%. Almeno negli ultimi cinque anni – ha spiegato Christoph Reiss, CEO di World Association of Newspapers and News Publishers (WAN-IFRA) presentando il rapporto nel corso del Forum annuale che si tenuto quest’ anno ad Amburgo – la diffusione mondiale dei quotidiani era cresciuta costantemente, con un aumento globale del 6%.
Secondo Reiss - segnala Journalism.co.uk -, il declino non è ovviamente omogeneo. I due mercati più sviluppati, Europa e Nord-America sono stati colpiti duramente, con un calo del 13,9 e del 4,9%, rispettivamente. Un andamento da valutare nel