Una ricerca sulla condizione dei giornalisti italiani “visibili’’, condotta da Lsdi sulla base dei dati forniti da Inpgi, Ordine dei giornalisti e Fnsi, fa emergere il quadro di una professione frammentata, con status professionali ed economici molto vari e con differenze, a volte, molto profonde fra i vari segmenti che la compongono- Su 108.437 iscritti all’ Ordine, alla fine del 2009 solo 49.239 giornalisti (il 45,4%) erano titolari di una posizione contributiva all’ Inpgi, come lavoratori subordinati o autonomi –La profonda spaccatura fra lavoro dipendente e lavoro autonomo - Di fronte alla tenuta del giornalismo garantito dai contratti e dagli istituti di categoria (crescita che dai quotidiani si è allargata all’ emittenza locale, ai piccoli periodici e agli uffici stampa, privati e pubblici), il giornalismo autonomo ancora annaspa, senza riuscire a trovare uno statuto,contrattuale e professionale, adeguato alla sua forza quantitativa, che ormai è pari se non superiore a quella del lavoro dipendente. E senza riuscire ancora ad entrare nell’ area del giornalismo “garantito” - Nel 2009, ad esempio, mentre solo un lavoratore subordinato su 3 aveva un reddito annuo inferiore ai 30.000 euro lordi, più della metà degli autonomi
Giornalisti: solo uno su due in Italia risulta ‘’attivo’’
Vistosa frattura fra dipendenti e autonomi
31 ottobre 2010
Una ricerca sulla condizione dei giornalisti italiani “visibili’’, condotta da Lsdi sulla base dei dati forniti da Inpgi, Ordine dei giornalisti e Fnsi, fa emergere il quadro di una professione frammentata, con status professionali ed economici molto vari e con differenze, a volte, molto profonde fra i vari segmenti che la compongono- Su 108.437 iscritti all’ Ordine, alla fine del 2009 solo 49.239 giornalisti (il 45,4%) erano titolari di una posizione contributiva all’ Inpgi, come lavoratori subordinati o autonomi –La profonda spaccatura fra lavoro dipendente e lavoro autonomo - Di fronte alla tenuta del giornalismo garantito dai contratti e dagli istituti di categoria (crescita che dai quotidiani si è allargata all’ emittenza locale, ai piccoli periodici e agli uffici stampa, privati e pubblici), il giornalismo autonomo ancora annaspa, senza riuscire a trovare uno statuto,contrattuale e professionale, adeguato alla sua forza quantitativa, che ormai è pari se non superiore a quella del lavoro dipendente. E senza riuscire ancora ad entrare nell’ area del giornalismo “garantito” - Nel 2009, ad esempio, mentre solo un lavoratore subordinato su 3 aveva un reddito annuo inferiore ai 30.000 euro lordi, più della metà degli autonomi
Wikileaks: è cominciata l’ era della trasparenza?
31 ottobre 2010
L’ unico antidoto alla fuga di notizie non è maggiore segretezza, ma piuttosto una più ampia trasparenza, sostiene Jeff Jarvis sul suo Buzzmachine - Solo quando i governi capiranno che i propri cittadini sono in grado di controllarli, meglio di quanto non possano fare viceversa i governi stessi,vedremo il potere deterrente della trasparenza – E allora diventeremo il grande fratello del grande fratello
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Big Brother’s Big Brother
di Jeff Jarvis
(da Buzzmachine)
Wikileaks ha spinto oltre ogni limite la definizione e il problema della trasparenza, pubblicando centinaia di migliaia di documenti confidenziali sulla guerra in Afghanistan e Iraq, attraverso media quali Guardian, The New York Times, Der Spiegel, Le Monde e OWNI (un sito francese dedicato al giornalismo digitale che ha realizzato uno strumento di crowdsourcing che consente ai lettori di selezionare i documenti alla ricerca dei passaggi salienti). Le fughe di notizie hanno indignato il governo statunitense, che le ha definite illegali e pericolose, ma hanno altresì rivelato al pubblico azioni di quello stesso governo che sono o dovrebbero essere illegali. A chi il primato di moralità?
(continua...)
Il mondo visto dai cinesi di MapWorld
29 ottobre 2010
Lanciato a Pechino un servizio governativo di cartografia online che punta a fare concorrenza a Google Map e a Google Earth
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Un ufficio governativo cinese (lo State Bureau of Surveying and Mapping) ha lanciato MapWorld, un servizio di cartografia online in due e tre dimensioni che punta a fare concorrenza a Google Map e Google Earth.
Gli utenti – spiega China Daily – possono utilizzare il servizio entrando direttamente tramite i siti www.tianditu.cn o www.chinaonmap.cn, ottenendo immagini da satelliti con una risoluzione di 500 metri, che viene però fortemente aumentata, a 2,5 metri, per le immagini dal territorio cinese e di 0,6 metri per 300 città del paese.
Come primo effetto – racconta Francis Pisani sul suo blog su lemonde.fr – fa strano vedere l’ Europa (e il resto del mondo) coperti di ideogrammi. Un giusto contrappasso per chi è abituato a vedere la cina (e il resto del mondo) coperti di caratteri latini.
(continua...)
Nei notiziari delle tv Usa più violenza rispetto a quelli di Europa e Medio Oriente
28 ottobre 2010
Le reti televisive americane mandano in onda una maggiore quantità di servizi dedicati ad episodi di violenza rispetto ai concorrenti europei e del Medio oriente. Lo ha accertato una Ricerca di Measuring Peace in the Media, condotto per la prima volta dall’ Institute for Economics and Peace (IEP) e da Media Tenor, che hanno analizzato i programmi di informazione di 37 emittenti televive che fanno capo a 23 reti di 15 paesi e li hanno confrontati con il Global Peace Index (GPI), l’ indice che misura il livello di violenza in 149 paesi del mondo.
Secondo questo studio – rileva l’ European Journalism Center – i quattro programmi che dedicano più del 50% della loro ‘copertura’ a fatti di violenza sono CBS Evening News, Fox Special Report e ABC World News per gli Stati Uniti e ITV News at 10 per l’ UK.
Secondo il Rapporto BBC Newsnight e ZDF Heute Journal sono i due programmi più in linea con il Global Peace Index, mentre BBC World è stata indicata come la rete che ha ‘’la più ampia copertura giornalistica internazionale’’, con servizi
Google regala 5 milioni di dollari alla sperimentazione, un ‘’gesto ambiguo’’?
28 ottobre 2010
Un gesto ambiguo: così viene definito da Meedia.de, uno dei principali siti tedeschi che si occupano di media e di informazione, la decisione di Google di donare 5 milioni di dollari ad enti senza fine di lucro per “esplorare nuovi approcci al giornalismo nell’era digitale”.
Due milioni andranno alla Knight Foundation , la Fondazione Usa collegata al gruppo editoriale a cui fa capo la catena di quotidiani locali Knight-Ridder, che finanzia molti progetti innovativi nel campo dei nuovi media. Gli altri tre – osserva Massimo Russo sul suo blog - sono destinati al resto del mondo, e di questi una parte significativa - fanno sapere informalmente dalla società - dovrebbe arrivare in Europa all’inizio del 2011.
Mentre molti editori classificano Google come una minaccia, la grande G vorrebbe invece porsi come “partner della comunità giornalistica”, aggiunge Meedia.de.
Da una parte - afferma Nikesh Arora, responsabile per lo sviluppo del business – Google vuol fornire al giornalismo nuovi strumenti tecnologici di visualizzazione e presentazione delle notizie, come avviene con YouTube direct e Google maps; dall’altra “riteniamo sia cruciale finanziare l’innovazione dal basso”.
Molti, nota Russo, ‘’diranno ora che con quel che
Copertine, storia ed estetica di uno specchio della società
27 ottobre 2010
Covers - i linguaggi di copertina
Una ricerca sui linguaggi passati e presenti utilizzati nella creazione delle copertine dei magazine, dal Gentlemen’s magazine del 1731 all’ iPad – ‘’Covers – I linguaggi di copertina’’ è la tesi di laurea in cui una studentessa padovana ricostruisce la storia dei magazine,attraverso alcune delle principali testate (il New Yorker, naturalmente, oltre agli ‘storici’ Time e Life, e poi People, Rolling Stones e Sports Illustrated) e ne analizza la funzione sociale
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Una ricerca sui linguaggi passati e presenti utilizzati nella creazione delle copertine dei magazine, dalla carta del Gentlemen’s magazine (1731) all’ iPad. E’ ‘’Covers – I linguaggi di copertina’’, la tesi con cui una studentessa padovana si è laureata in Comunicazione
Twitter può predire l’ andamento dei mercati azionari?
27 ottobre 2010
Twitter permette di afferrare gli umori del momento e questi sembrano tradursi molto fedelmente nei singulti di Wall Street, se si crede a uno Studio citato da Wired. Secondo cui si riesce a predire con tre o quattro giorni d' anticipo alti e bassi del mercato azionario.
Ne dà notizia Francis Pisani sul suo blog su leMonde.fr, citando la rivista Usa:
Misurando la 'temperatura' di Twitter in un dato giorno si può intuire la direzione dei cambiamenti degli indici azionari con tre giorni di anticipo con una accuratezza dell' 86,7%. “Siamo rimasti veramente meravigliati, ma la cosa funziona davvero'', ha spiegato Johan Bollen, un esperto computazionalista dell' Indiana University-Bloomington. I risultati compaiono in uno studio su arXiv.org'' Ricordiamo – aggiunge Pisani - che Google è in grado, basandosi sulle domande che vengono poste al motore di ricerca, di predire le epidemie di influenza prrima che esse vengano registrati da medici e ospedali. Funziona. Ma torniamo a Twitter e a Wall Street. Quando si chiede a Johan Bollen come spieghi la sua scoperta, lui risponde: ''non lo sappiamo''. E quindi, sfera diInternet: dopo Wikileaks un campo di battaglia per il controllo dell’ informazione
27 ottobre 2010
Mentre Julian Assange in una intervista accusa la stampa americana di ‘’gornalismo tabloid’’, dalla Svezia, il titolare dell’ azienda che ospita i server del sito, un ex militante di Pirate Bay, assicura che continuerà a garantire al lavoro del sito il massimo dell’ anonimato, in linea con le norme svedesi che assicurano una assoluta protezione alle fonti di informazioni giornalistiche
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Al di là delle rivelazioni contenute nei quasi 400 mila nuovi documenti appena pubblicati, l’ irruzione di Wikileaks sulla scena dell’ informazione mondiale ha trasformato internet in un ‘’ campo di battaglia di una nuova zona di guerra’’, dove ‘’ad essere conteso è il controllo completo sull’ informazione’’.
Le questioni di scenario sollevate dall’ attività di Julian Assange e del suo sito sono al centro di una serie di interessanti riflessioni su Myweb2.0.it.
Intanto, il titolare dell’ azienda che ospita Wikileaks spiega che continuerà ad assicurare al lavoro del sito il massimo dell’ anonimato, in linea con le norme svedesi che assicurano una assoluta protezione alle fonti di informazioni giornalistiche. Mentre Assange, in un' ampia intervista a Democracy Now, accusa i giornali Usa di fare giornalismo ''da
Quotidiani Usa, continua – ma rallenta – il calo della diffusione
26 ottobre 2010
Continua il calo della diffusione dei quotidiani negli Usa, anche se il tasso di diminuzione rallenta.
Secondo gli ultimi dati dell’ Audit Bureau of Circulations, fra aprile e settembre le copie diffuse dai 635 quotidiani americani nei giorni feriali sono calate del 5% rispetto allo stesso periodo dell’ anno scorso. Nel 2009 rispetto al 2008 la diminuzione era stata di circa il 10%.
Per l’ edizione della domenica la diffusione è calata invece mediamente del 4,5%.
Il quotidiano con la diffusione maggiore è il Wall Street Journal, con oltre 2 milioni di copie nei giorni feriali, anche se il dato include 450.000 abbonamenti all’ edizione online. Si tratta di uno dei due soli giornali che registrano un aumento delle copie (l’ altra testata è il Dallas Morning News). Dietro il WSJ, si piazzano Usa Today (1,8 milioni di copie nei giorni feriali) e il New York Times (con 877.000 copie), che vedono una diminuzione della diffusione rispettivamente del 4 e del 6%.
La domenica, i giornali più diffusi sono New York Times (1.352.000 copie; meno 3%), Los Angeles Times (900.000, meno 8%) e il Chicago Tribune (768.000, meno 4% ).
(via European Journalism Centre)
Internet il terzo media degli italiani dopo tv e radio
26 ottobre 2010
Dopo televisione e radio, internet è il terzo media in termini di utilizzo quotidiano con oltre un terzo della popolazione che afferma di utilizzarlo quotidianamente. Lo segnala sul suo Giornalaio citando l’indagine relativa al rapporto con l’informazione da parte degli italiani appena diffusa da Demos.
Viene dunque confermata la rilevanza di questo media anche se – osserva PierLuca Santoro -, dopo il balzo tra 2007 e 2009, si tratta più di un consolidamento che di un ulteriore crescita.
Il mondo dei lettori di quotidiani sembra, attualmente, continuare a privilegiare la versione tradizionale cartacea e la penetrazione di coloro che leggono esclusivamente on line le notizie è di poco superiore al 10% - rileva Santoro, aggiungendo:
Non vi è dubbio che, in prospettiva, il futuro dei quotidiani si giocherà sulla capacità di realizzare sinergie, convergenza, tra le versioni digitali e quelle tradizionali, utilizzando ciascun mezzo, ciascuna versione a supporto dell’altra.
E’ una tesi che il Giornalaio sostiene da tempo.