Duecento35 persone, fra giornalisti e dipendenti di testate giornalistico, hanno donato complessivamente 469.900 dollari a candidati, comitati e partiti politici nel corso del ciclo elettorale del 2010 negli Stati Uniti.
Lo ha accertato una analisi del Center for Responsive Politics, come segnala la CJR.
I dati – consultabili qui – mostrano che le donazioni ai democratici sono state superiori a quelle finite ai repubblicani. Fra le donazioni più consistenti, tre da 30.400 dollari sono andate in particolare al DNC (Democratic National Committee).
Dai giornalisti Usa 470.000 dollari di donazioni ai partiti nel 2010
16 settembre 2010
Duecento35 persone, fra giornalisti e dipendenti di testate giornalistico, hanno donato complessivamente 469.900 dollari a candidati, comitati e partiti politici nel corso del ciclo elettorale del 2010 negli Stati Uniti.
Lo ha accertato una analisi del Center for Responsive Politics, come segnala la CJR.
I dati – consultabili qui – mostrano che le donazioni ai democratici sono state superiori a quelle finite ai repubblicani. Fra le donazioni più consistenti, tre da 30.400 dollari sono andate in particolare al DNC (Democratic National Committee).
WikiLeaks? Alla fine è una buona idea
16 settembre 2010
Il web documentario, un nuovo modo di raccontare
15 settembre 2010
Philippe Brault, uno degli autori di Prison Valley, il web documentario vincitore all’ ultimo Festival di Perpignan, racconta la storia del progetto e i cambiamenti nel punto di vista che ha dovuto adottare per realizzarlo
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Come possiamo raccontare una storia in un modo diverso sfruttando la tecnologia che c’è e con la consapevolezza che è arrivato il tempo di farlo? Come mantenere l’energia e il rigore del giornalismo e realizzare qualcosa di diverso, consapevoli del fatto che non ci siano alternative nell’odierna crisi del giornalismo?
E’ partendo da questa domande che due ex giornalisti di Libération, Philippe Brault e David Dufresne hanno realizzato Prison Valley – The Prison Industry, un documentario su Canon City, una cittadina di 36 ila anime in cui ci sono 13 carceri, tra cui il “Supermax”, la nuova Alcatraz d’America (vedi Lsdi, Prison Valley, un nuovo giornalismo è già in azione).
Prison Valley, che ha vinto qualche giorno fa il premio come miglior web documentario al Festival di Perpignan, è il risultato di un lavoro di squadra.
(continua...)
Reinventare la blogosfera federando i blog
14 settembre 2010
Thierry Crouzet, esperto di Rete e scrittore eccentrico (convinto che il futuro del web sia la fine dei siti web), propone ai blogger francesi di cominciare prima di tutto a federare le loro statistiche - Non si tratta tanto di creare un aggregatore, ma più che altro uno strumento di valutazione e di autopromozione
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Reinventiamo la blogosfera federando i blog: è l’ invito lanciato da Thierry Crouzet, esperto francese di media digitali e di Rete, scrittore (autore fra gli altri dei saggi L'alternative nomade e Le peuple des connecteurs) e sperimentatore eccentrico.
Sul suo blog, Crouzet (di cui Lsdi ha pubblicato tempo fa un articolo provocatorio e stimolante) ammette di avere a volte idee bizzarre e sterili. Come coZop.com - un esperimento di ripubblicazione e di lettura cooperativa – che non è decollato.
(continua...)
Pubblicità: online al 12% e nel 2014 salirà al 17,2%
14 settembre 2010
La pubblicità su Internet ha rappresentato l’ anno scorso a livello globale circa il 12% del totale della pubblicità sui media, una percentuale che nel 2014 dovrebbe salire al 17,2%.
Lo rileva uno studio della società di ricerca “eMarketer“, secondo cui gli investimenti pubblicitari su Internet aumenteranno quest’anno dell’ 11,9% (raggiungendo i 61,8 miliardi di dollari).
eMarketer - spiega mediaduemila.it - prevede che il trend positivo con tassi di crescita annuali superiori al 10% si manterrà fino al 2014, quando gli investimenti pubblicitari globali su Internet sfioreranno i 100 miliardi di dollari (96,8, per la precisione), crescendo a ritmi superiori a quelli d’ogni altro media.
Il Nord America e l’ Europa rappresentavano, nel 2009, circa i tre quarti della spesa mondiale on line. Ma eMarketer prevede che, nei prossimi anni, aree in via di sviluppo come l’Asia Pacifico, l’ Europa dell’ est e l’ America Latina, registreranno tassi di crescita della spesa on line superiori a quelli di Nord America ed Europa.
Un giornalismo di immersione per vivere l’ attualità dall’ interno
12 settembre 2010
Influenza suina: colpa dei media il fallimento della campagna vaccinazioni?
11 settembre 2010
Pubblicato su Youcapital.it un progetto degli studenti del Master in Comunicazione della Scienza della Scuola Internazionale Superiore Studi Avanzati di Trieste sugli aspetti informativi e mediatici relativi al caso “virus H1N1”
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“Fallimento della vaccinazione per l’influenza suina. E’ colpa dei media?”. E’ il tema di un progetto di inchiesta giornalistica proposto dagli studenti del Master in Comunicazione della Scienza della Scuola Internazionale Superiore Studi Avanzati di Trieste e appena pubblicato su Youcapital.it .
La comunicazione in merito all’influenza H1N1 – spiega una nota dell’ Associazione culturale Pulitzer, a cui fa capo Youcapital.it, ha suscitato nell’ultimo anno un vero e proprio vespaio: si sono diffuse notizie su sospetti di collusione fra politica e case farmaceutiche, ipotesi di complotto da parte dell’Oms, polemiche sul livello di allarme dichiarato da istituzioni e mezzi di comunicazione.
Obiettivo del progetto è produrre un’inchiesta giornalistica sul perché la comunicazione ufficiale non ha convinto i cittadini: in particolare sul ruolo che hanno avuto i media e i medici di base.
(continua...)
Il progetto-Api dei public media Usa un motore per l’ innovazione del giornalismo
11 settembre 2010
I giornalisti delle principali strutture radiofoniche pubbliche (non profit) degli Stati Uniti - American Public Media, Public Radio Exchange, Public Radio International, PBS and NPR – stanno lavorando da diversi mesi per creare un sistema che consenta di condividere e di diffondere i contenuti dei ‘public media’ su qualsiasi piattaforma.
L’ obbiettivo – spiega Poynter.org – è creare una "Public Media Platform" , una API aperta (Application Programming Interface API, Interfaccia di Programmazione di un' Applicazione) che consenta alle redazioni dei media ‘pubblici’ di tutti gli Stati Uniti di condividere i contenuti fra di loro, con gli sviluppatori delle applicazioni e con i produttori ed editori di contenuti indipendenti.
E che potrebbe diventare quindi un ‘motore di innovazione’ per il giornalismo.
Oltre a dare ai cittadini un più ampio accesso ai contenuti, questa Public Media Platform renderà più semplice l’ aggregazione e la ‘confezione’ di servizi giornalistici diversi su vicende più rilevanti, come l’ esoplosizxione della piattaforma BP o il terremoto ad Haiti.
(continua...)
500 euro lordi al mese per il ‘redattore senza contratto giornalistico’
10 settembre 2010
E’ il salario medio del web editor, una figura che consentirebbe anche ai grandi ‘pure player’ di internet (portali cone libero.it o yahoo.it, ecc.) di adottare “strutture di costo con meno vincoli sulla forza lavoro”, invece che giornalisti regolarmente a contratto come ha fatto ad esempio Luca Sofri col suo ‘Post’
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Cinquecento euro lordi al mese; 6.000 euro lordi l’ anno.
E’ il salario medio di un web editor secondo quanto riporta Alessandro Sisti, un esperto di mezzi di comunicazione, digital marketing, web e social network, in un articolo in cui analizza la questione dell’ andamento economico del Post di Luca Sofri, al centro in questi giorni di un acceso dibattito innescato da una seriedi valutazioni di Massimo Russo.
Al di là del giudizio sui compensi da fame per i web editor, quello che colpisce in particolare in questo articolo è la assoluta franchezza con cui si attribuisce a queste figure professionali del mondo dell’ informazione digitale la definizione di “redattori senza contratto giornalistico”, dando per scontato che nel web ci possano essere persone che fanno lavoro giornalistico (in che cosa il lavoro del web editor differisce da quello
Una informazione sempre più “verticale” e specializzata per affrontare lo scoglio dei paywall
9 settembre 2010
L’ Osservatorio europeo di giornalismo (Ejo) analizza la ricerca di un modello di proposizione dei contenuti più articolato e coerente con le aspettative del web, riferendosi agli esempi del Financial Times e di Usa Today.
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Esclusività, originalità ed affidabilità. E’ su questi tre parametri che alcuni gruppi editoriali controcorrente orientano il proprio sviluppo, anche nella speranza di ridurre sempre di più la dipendenza dalla pubblicità e di aumentare le risorse ottenute direttamente dai lettori, anche attraverso il pagamento dei contenuti online.
L’ Osservatorio europeo di giornalismo, in un articolo di qualche giorno fa, cita in particolare i casi del Financial Times e di Usa Today, impegnati a costruire, attraverso la verticalizzazione e la specializzazione, un modello di proposizione dei contenuti più articolato e coerente con le aspettative del web.
(continua...)