Monthly Archives: agosto 2010

HuffPost: un modello per il giornalismo del futuro

8 agosto 2010
Huff0 Molti sostengono che abbia già lasciato un segno nella storia del mondo dell'informazione.  In un momento delicato per l'editoria, l' esempio di HuffingtonPost e di Arianna Huffington, la sua fondatrice, sembra ridare ossigeno e speranza. Per alcuni il sito risulta essere un vero e proprio "vaccino contro l'influenza del giornalismo" ----- La formula vincente dell'Huffington Post sembra lanciare un segnale agli editori di tutto il mondo: il giornale online, senza corrispettivo cartaceo, può "funzionare" economicamente, può conquistare i giovani, può diventare autorevole, può superare, a livello di audience, le grandi testate storiche, anche nel giro di pochi anni”. Una approfondita analisi  del fenomeno HuffPost è contenuta in uno dei capitoli conclusivi della tesi di laurea di Roberta Bertero, “Il quotidiano online in Italia: stato dell’arte e possibili evoluzioni”, che abbiamo appena pubblicato. "Cambiare i termini e le strategie della propria presenza online,[…] farsi venire delle idee nuove, investire in innovazione tecnologica”. Questi alcuni dei suggerimenti che Arianna Huffington porge in una fanta-intervista che l’ autrice della tesi ha realizzato mettendo assieme brani di interventi e riflessioni che la creatrice di HuffPost ha distribuiti nel corso di questi anni di successi e che riproduciamo

Il giornalismo e la Rete: ma la legge-bavaglio nega ai cittadini anche il diritto di informare

8 agosto 2010
Bavaglio Su Apogeonline Giovanni Boccia Artieri rilancia l’ appello di Massimo Mantellini al mondo del giornalismo a un impegno sulla “legge bavaglio” che vada oltre il parziale risultato pro domo ottenuto e si estenda al diritto di parola più allargato – E il post di accompagnamento ad alcuni articoli di Repubblica “La legge-bavaglio nega ai cittadini il diritto di essere informati”, simbolo di contestazione visibile, andrebbe rivisto per ampliarne il senso anche sul lato dei lettori-potenziali-scrittori: “La legge-bavaglio nega ai cittadini il diritto di informare” ---------- Ai giornalisti il diritto di informare e ai cittadini il diritto di essere informati? E invece no, non è più così. Con la Rete quel diritto dei cittadini si è sdoppiato: diritto ad essere informati (correttamente) ma anche diritto a produrre informazioni. Quello che una massa crescente di soggetti (non più solo oggetto delle comunicazioni di massa e quindi audience per i media, consumatori per il mercato e cittadini rispetto alla sfera pubblica – osserva Giovanni Boccia Artieri su Apogeonline) sta facendo ormai da tempo  “esprimendo valutazioni nei nostri blog, difendendo posizioni con commenti nei gruppi su Facebook, caricando messaggi video che raccontano il presente attraverso

Quotidiani online in Italia: molti progressi ma posizioni ancora arretrate

7 agosto 2010
Lsdi-Bertero-sottotitolo Solo i siti web dei due giornali più diffusi, Corriere e Repubblica, possono competere con lo scenario dei quotidiani online Usa – Una tesi di laurea aggiorna la ricerca, "I quotidiani italiani e Internet", effettuata quattro anni fa da Luca Conti – Vengono analizzate le prime 50 testatE, ricavandone alcune linee di tendenza – I quotidiani online italiani, secondo la tesi, devono ancora investire molto, sia per quanto riguarda la realizzazione di prodotti multimediali, sia sul piano dell'interattività che, insieme alla personalizzazione, costituisce la principale sfida del futuro - Un’ analisi Swot ---------- Nonostante i notevoli passi avanti compiuti dal 2006 ad oggi, i siti web dei quotidiani italiani sono ancora in posizione piuttosto arretrata rispetto alla scena globale dell’ editoria online, e in particolare di quella Usa con cui possono competere solo i siti dei due giornali più diffusi, la Repubblica e il Corriere della Sera, caratterizzati da editori disposti a investire nella rete e da giornalisti competenti. E’ il giudizio complessivo che emerge da un aggioramento della ricerca "I quotidiani italiani e Internet" effettuata quattro anni fa da Luca Conti  (Luca Conti, I quotidiani italiani e Internet, 7 agosto 2006, reperibile interamente

Time: un “controspin” del governo Usa per ribaltare gli effetti dei diari afghani di Wikileaks

5 agosto 2010
Time Secondo l’ Osservatorio europeo sul giornalismo la foto shock sulla copertina di Time sarebbe stata fatta filtrare alla redazione da spin doctor dell’ amministrazione per ‘nobilitare’ la guerra a Kabul dopo i contraccolpi delle rivelazioni di WikiLeaks ---------- Non conoscendo le tecniche dello spin, i giornalisti diventano strumenti inconsapevoli degli spin doctor. E’ quello che sarebbe accaduto, secondo Marcello Foa, dell’ Osservatorio europeo sul giornalismo (Ejo), per la copertina di Time con la foto shock di una donna col volto sfigurato che tanto ha fatto discutere in questi giorni. La foto – secondo Foa - sarebbe un caso di “controspin” o di “spin difensivo” da parte del governo americano. (continua...)

WikiLeaks ‘mollata’ dai democratici Usa

5 agosto 2010
wikileaks I senatori americani che stanno lavorando al “Media schield”, il progetto di legge che dovrebbe assicurare un’ ampia protezione ai giornalisti che rifiutano di far identificare le proprie fonti confidenziali, hanno preso le distanze da Wikileaks, elaborando un emendamento per chiarire che la norma protettiva si applica solo alle tradizionali forme di attività giornalistica e non ai siti web che si prefiggono la diffusione di massa di documenti segreti ------ I senatori democratici americani che stanno lavorando al “Media schield”, il progetto di legge che dovrebbe assicurare un’ ampia protezione ai giornalisti che rifiutano di far identificare le proprie fonti confidenziali, hanno preso le distanze da WikiLeaks, il sito web che ha diffuso nei giorni scorsi migliai di documenti segreti sulla guerra in Afghanistan. Lo osserva il New York Times, spiegando che i  senatori Charles E. Schumer e Dianne Feinstein, Democratici di New York e della California, stanno infatti elaborando un emendamento per chiarire che la norma protettiva si applica solo alle tradizionali forme di attività giornalistica e non ai siti web che si

OhmyNews chiude il sito internazionale

5 agosto 2010
Ohmynews La testata pioniera nel campo del citizen journalism lo trasformerà in un blog sulle questioni del giornalismo fatto dai cittadini -  Resta normalmente attivo invece il sito d’ origine di lingua coreana: 150 articoli al giorno inviati da oltre 63.000 cittadini coreani che collaborano con OMN e 70 redattori a tempo pieno ---------- Ohmy News,  la testata  coreana  pioniere nel campo del citizen journalism, ha chiuso il suo sito di Informazione Internazionale,  rilanciandolo come  un blog sul c-j. Il sito originale OhmyNews Korea, che è stata la base dell’ azienda (venne lanciato nel 2000), continuerà ad operare normalmente, mentre il blog  - riporta Journalism.co.uk - si concentrerà non sulle notizie, ma sul dibattito e la discussione sul giornalismo fatto dai cittadini. (continua...)

Giornalisti digitali: vendersi per 50 centesimi?

2 agosto 2010
Online-Renzi-htmlLsdi ha cominciato a perlustrare la giungla della ‘compravendita di servizi editoriali’ per il web in Italia scoprendo prima di tutto che la parola ‘giornalista’ è stata ormai sostituita da quella di ‘articolista’ – Questo  primo sguardo fra le pieghe dell’ industria della produzione di contenuti (a parte l’ enclave delle redazioni delle testate tradizionali) dimostra chiaramente che essa si basa su un massiccio sfruttamento del lavoro di centinaia o forse migliaia di artigiani del web content, manovali dell’ informazione non pagati o sottopagati, che accettano, od offrono, pacchetti di articoli nella speranza che la Rete prima o poi li compensi ---------- di Marco Renzi Quando costa fare il giornalista per il web? Come quando costa? C'è un errore, forse la domanda giusta è: quanto si guadagna a scrivere per il web? Nessun errore! Al giorno d'oggi per riuscire a costruirsi una professione nel più tecnologico, futuribile, democratico, accessibile, semplice, accreditato, e forse anche “letto” fra i mass-media specificamente deputati alla divulgazione dell' informazione,  non basta avere una seria base professionale alle spalle, non serve neanche essere creativi quanto basta, e, soprattutto nel nostro paese, non è assolutamente necessario, anzi forse può diventare un ostacolo avere un'idea

Come internet incide sul giornalismo tradizionale

1 agosto 2010
Oriella Un po’ più di ottimismo rispetto all’ anno scorso per l’ aumento dei budget destinati alla pubblicità, ma una persistente preoccupazione per la tenuta sul lungo periodo dei media tradizionali - E’ questa, in estrema sintesi, la conclusione di una Ricerca che Oriella, uno dei più noti network di pubbliche relazioni, ha svolto fra maggio e giugno di quest’ anno interpellando 770 giornalisti di 15 paesi ---------- Un po’ più di ottimismo rispetto all’ anno scorso per l’ aumento dei budget destinati alla pubblicità, ma una persistente preoccupazione per la tenuta sul lungo periodo dei media tradizionali. E’ questa, in estrema sintesi, la conclusione di una Ricerca che Oriella, uno dei più noti network di pubbliche relazioni, ha svolto fra maggio e giugno di quest’ anno interpellando 770 giornalisti di 15 paesi. “Preoccupazioni per la resistenza dei tradizionali canali di informazione giornalistica (stampa, radio e tv) si sono intensificati”, afferma il Rapporto. (continua...)

La Cia si allea a Google per prevedere progetti terroristici

1 agosto 2010
Recorded-future Cia e Google hanno costituito una joint venture per monitorare la rete alla ricerca di segnali che possano prefigurare attività terroristiche. La compagnia – come segnala Wired - è stata chiamata Recorded Future e scandaglierà decine di migliaia di siti web, blog ed account Twitter per scoprire le relazioni fra persone, organizzazioni, azioni e avvenimenti, sia già in corso che prevedibili. In una nota l’ azienda spiega che il suo motore di analisi temporale va oltre la semplice ricerca, puntando a’ “collegamenti invisibili” fra documenti che parlano delle stesse entità o degli stessi eventi o che ad essi sono correlate. I servizi segreti Usa stanno diventando sempre più interessati a lavorare sulla “open source intelligence”, quell’ insieme di informazioni che sono disponibili a tutti, ma che spesso sono nascoste nelle valanghe di articoli di giornali, blog, e servizi radio-televisivi.