In Asia e in America latina i quotidiani gratuiti continuano ad andare a gonfie vele e per per quanto riguarda i paesi europei il mercato era talmente competitivo che alcune chiusure erano inevitabili – L’ ultima Newsletter di Piet Bakker dedicata alla free press quotidiana
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Nella sua ultima Newsletter, Piet Bakker segnala come in America Latina e Asia non ci siano segnali di declino, mentre in Europa – osserva - il mercato era talmente competitivo che alcune chiusure erano inevitabili.
Nel 2007 c’ erano in Europa 140 testate con una diffusione di 27 milioni di copie, mentre nel 2010 le testate si erano ridotte a 87 con una diffusione di 19,3 milioni di copie.
Quello che ora rimane – sottolinea Bakker - è una situazione con minori testate per paese (3,6 per ciascun mercato), che è un livello più sano rispetto a quelli del 2007 e 2008 (4,7 testate per paese).
(continua...)
Free press: problemi in Europa ma il modello economico non è in declino
24 agosto 2010
In Asia e in America latina i quotidiani gratuiti continuano ad andare a gonfie vele e per per quanto riguarda i paesi europei il mercato era talmente competitivo che alcune chiusure erano inevitabili – L’ ultima Newsletter di Piet Bakker dedicata alla free press quotidiana
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Nella sua ultima Newsletter, Piet Bakker segnala come in America Latina e Asia non ci siano segnali di declino, mentre in Europa – osserva - il mercato era talmente competitivo che alcune chiusure erano inevitabili.
Nel 2007 c’ erano in Europa 140 testate con una diffusione di 27 milioni di copie, mentre nel 2010 le testate si erano ridotte a 87 con una diffusione di 19,3 milioni di copie.
Quello che ora rimane – sottolinea Bakker - è una situazione con minori testate per paese (3,6 per ciascun mercato), che è un livello più sano rispetto a quelli del 2007 e 2008 (4,7 testate per paese).
(continua...)
Free press: ‘Leggo’ e ‘City’ fra i primi 4 quotidiani gratuiti più diffusi al mondo
24 agosto 2010
Giornalismo iperlocale: AOL investe 50 mln di dollari ma i risultati sono deludenti
23 agosto 2010
Lavoro massacrante per i giornalisti e scarsissimi ricavi da parte della pubblicità – Nonostante l’ intervento di grossi gruppi editoriali, le iniziative di informazione iperlocale negli Usa, secondo un’analisi di Themediatrend, non hanno ancora trovato un modello economicamente sostenibile –Il caso di Patch.com e il crollo di diversi redattori, fra cui una giornalista che ha scritto a Den Kennedy, docente di Giornalismo alla Norstheastern University, di non poter più lavorare così - "Le settimane di lavoro sono di 70 ore. Sì, 70 ore e più. E’ una start up, con tutto quello che segue, e lo sapevo che sarebbe stato un lavoro duro. Ma è inquietante il fatto che io non possa avere una pausa. Da più di 20 anni sono nel giornalismo, come cronista, redattore online, segretaria di redazione in un settimanale, ma non ho mai lavorato tanto nella mia vita”
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L’ informazione locale ha un futuro? Marc Mentre, su Themediatrend.com, compie una interessante analisi di quello che sta accadendo negli Stati Uniti e scopre che i risultati degli investimenti, anche massicci, sono fino ad ora molto deludenti.
Trende parte dalle iniziative - non più solo sperimentali
Alla ricerca di una Arianna Huffington italiana
20 agosto 2010
(da Vittorio Pasteris)
Una analisi delle dinamiche che hanno portato a questo risultato, non potrebbe prescindere da un’analisi della figura che lo ha propiziato. Arianna Huffington, nata Arianna Stassinopoulos, non era infatti una novizia quando ha cominciato ad interessarsi di giornalismo online, quanto piuttosto una figura giornalistica di successo, che aveva già tentato finanche una sua personale discesa nell’arena politica. Come non bastasse, le “necessità” informative della politica la signora in questione le conosceva bene anche indirettamente, in quanto moglie del miliardario repubblicano Michael Huffington.
…
(continua...)
Il giornalismo anglosassone? E’ ancora un mito
20 agosto 2010
Una comparazione tra Italia e Gran Bretagna, al centro di una tesi di laurea di una studentessa milanese, mette in luce come nonostante alcune tendenze comuni (commercializzazione, infotainment, peso delle pressioni di proprietari, inserzionisti e marketing) esista ancora un divario di cultura professionale fra i due paesi, che rende l’ UK dotata di anticorpi più efficaci – Nonostante l’ Italia sia l’ unico paese al mondo dotato di un Ordine dei giornalisti, nella schiva Inghilterra la tolleranza di comportamenti giornalisticamente scorretti è molto minore - Quello che in Italia sembra mancare è la credibilità della sanzione e soprattutto della sanzione di carattere morale , che invece governa il principio dell’auto-regolamentazione britannica e che risulta molto più effettiva e cogente delle sanzioni, amministrative o giudiziarie che siano, derivate da norme giuridiche di fatto inapplicate – L’ ampia diffusione in Uk dei sistemi di controllo della qualità, che invece sono piuttosto rari in Italia
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Nonostante differenti modelli di struttura proprietaria, una tendenza alla commercializzazione, incarnata dalla degenerazione dell’informazione in infotainment, il peso delle pressioni esercitate dalla proprietà e i condizionamenti provenienti dagli inserzionisti e dal mondo del
Il Birmingham Mail punta sull’ iperlocale con la collaborazione dei blog
19 agosto 2010
Un interessante esperimento che dovrebbe rovesciare i tradizionali rapporti instaurati dai quotidiani con i siti web iperfocali – Il giornale ha dedicato una sezione del suo sito alla costruzione di una serie di comunità che, in collaborazione con i blogger locali, forniranno notizie e informazioni multimediali su 34 aree della regione
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Un interessante esperimento di strategia iperlocale in Uk. Il Birmingham Mail (Trinity Mirror) ha destinato una sezione del sito web per la creazione di una serie di comunità ‘iperlocali’ in collaborazione con i blogger locali, allo scopo di fornire ai lettori notizie e informazioni multimediali su 34 aree delle West Midlands.
Lo annuncia HoldTheFrontPage.co.uk , spiegando – riporta Sfnblog – che le comunità scelte publicheranno servizi e segnalazioni di cronaca locale autoprodotti,notizie su gallerie d’ arte ed avvenimenti culturali, riferimenti immobiliari e una serie di link ai post scritti dai blogger locali. Che avranno anche una voce nelle decisioni su come utilizzare le somme raccolte per beneficenza.
Più di 25 siti web iperlocali della città e delle zone limitrofe hanno aderito al progetto di condividere I propri contenuti sia sull’ edizione a stampa che su quella online, come
Paywall: il Times perde 1,2 milioni di visitatori in due mesi
19 agosto 2010
Il calo sarebbe inferiore però a quanto si temeva, visto che qualche esperto di media aveva ipotizzato addirittura un meno 84% - Una ricerca di comScore
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Il traffico globale sui siti online del Times e del Sunday Times è sceso a 1,61 milioni di visitatori a luglio dai 2,2 milioni di giugno e ai 2,79 milioni di maggio. Lo ho accertato una recente ricerca di comScore, secondo quanto riporta Media Week .
News International, l’ editore dei due quotidiani, si aspettava che la sua readership diminuisse sensibilmente a causa della decisione di far diventare a pagamento i propri contenuti online ai primi di luglio. I dati di comScore però hanno rivelato “una performance migliore rispetto alle previsioni”, ha spiegato The Independent, visto che alcuni esperti di media ipotizzavano perdite superiori all’ 84 percento.
(continua...)
Internet: la crescita degli accessi diretti ridimensiona la “rivoluzione delle applicazioni”
18 agosto 2010
Un Rapporto basato su una ricerca condotta da Pew Internet negli Usa mostra un fortissimo incremento nell’ uso dei cellulari per accedere a Internet, con una crescita del 13% nell’ ultimo anno. “Mentre globalmente il numero degli apparecchi non è aumentato nel corso dell’ ultimo anno, gli utenti dei cellulari stanno sfruttando più intensamente le varie possibilità che essi offrono”, spiega il Rapporto.
I giovani adulti fra i 18 e I 29 anni – riporta EditorsWeblog - sono quelli che usano maggiormente i cellulari per connettersi a internet, con una percentuale del 65% , ma anche le altre fasce d’ età stanno accelerando.
(continua...)
Il New York Times comincia a ‘testare’ la sua strategia per i contenuti a pagamento
18 agosto 2010
Il gruppo editoriale del New York Times ha cominciato a sperimentare la sua strategia per il pagamento dei contenuti online: non direttamente sul sito web di bandiera, quello del Nyt, ma su quello di uno suo quotidiano di Worcester , The Telegram & Gazette.
Come ha annunciato lo stesso NYTimes , a partire da lunedì il giornale del Massachussetts permetterà di leggere gratuitamente 10 articoli al mese e, dopo quella soglia, i lettori potranno scegliere fra diverse opzioni di abbonamento per l’ online, da un pass mensile a 14,95 dollari a un pass quotidiano al prezzo di un dollaro.
Il sito del NYT lancerà il suo sistema di accesso a pagamento all’ inizio del 2011, ma, precisa il quotidiano, “non è stato ancora stabilito un programma specifico di prezzi e il numero di articoli che il lettore potrà consultare gratuitamente”.
(via Sfnblog)
La Svezia protegge Assange (WikiLeaks) con un contratto da giornalista
17 agosto 2010
Pur avendo ammesso tranquillamente di non aver mai studiato per diventare giornalista, Julian Assange, il capo di Wikileaks, è stato 'costretto' a diventarlo. Lo rileva Foxnews.com annunciando che un noto tabloid svedese, l’ Aftonbladet, gli ha offerto una collaborazione come editorialista per assicurargli una copertura giuridica e consentirgli di invocare le protezioni legali riservate ai giornalisti. Protezioni che il sito da lui fondato non poteva fino ad ora invocare. E che invece sarebbero estremamente utili dopo il clamore scatenato dalla pubblicazione dei cosiddetti “diari di guerra afghani”.
“Non è una coincidenza che io cominci a scrivere per un giornale svedese: la cultura editoriale e la legge di questo paese ci hanno sostenuto fin dall’ inizio”, ha raccontato Assange in una intervista, spiegando che i suoi articoli mensili verteranno sui problemi della stampa e dell’ informazione e che il quotidiano potrebbe cominciare presto a lavorare in maniera molto stretta con Wikileaks.
“Collaborando con le tradizionali fonti di informazioni - ha detto ancora Assange – saremo in grado di assicurare la massima valorizzazione del loro materiale”. E nello stesso tempo Wikileaks potrà coprirsi dietro le norme che assicurano ai giornalisti