Monthly Archives: agosto 2010

Fotogiornalismo: Emphas.is, una nuova piattaforma per un legame diretto fra fotogiornalisti e appassionati

31 agosto 2010
Emphas L’ iniziativa, che verrà lanciata all’ inizio del 2011, punta a creare un nuovo modello economico per il fotogiornalismo – La piattaforma si baserà sul sistema del crowdfunding ma innestando l’ incentivo dell’ accesso esclusivo ai visitatori che contribuiscono finanziariamente – I lavori saranno scelti da un gruppo di revisori selezionati  fra i maggiori specialisti del settore ----- Emphas.is è una nuova e innovativa piattaforma per il fotogiornalismo, che verrà lanciata all’ inizio dell’ anno prossimo. Propone un legame diretto e unico fra fotogiornalisti e pubblico e su questa base punta a creare un nuovo modello economico per il fotogiornalismo del 21° secolo. Questo legame diretto è alla base del sistema di crowdfunding su cui dovrebbe reggersi l’ iniziativa. L’ incentivo a contribuire finanziariamente è dato dall’ accesso esclusivo ai lavori dei maggiori fotogiornalisti “accuratamente selezionati da un gruppo di revisori scelti fra i professionisti  del  settore”. E quest’ ultimo dovrebbe essere un ulteriore aspetto di novità dell’ iniziativa. (continua...)

Cambiare la definizione di giornalismo?

31 agosto 2010
Gillmor1 Su Salon.com Dan Gillmor osserva come attraverso i media digitali la funzione giornalistica si sia diffusa in una miriade di contributi che danno vita a un ecosistema giornalistico nuovo, in cui forse ci sarà bisogno anche di nuove definizioni ------ "Poiché i media digitali sono diventati  onnipresenti e siamo sempre di più a comunicare e collaborare online, chiunque è in grado di  fare qualcosa con un valore giornalistico”, osserva Dan Gillmor*  su Salon.com. "In un mondo in cui chiunque può pubblicare quello che scrive – si chiede – chi è un giornalista?" . Ma forse – osserva – la domanda giusta è “che cos’ è il giornalismo?”. Gillmor – riporta Editorsweblog - cita da una parte  BBC News e New York Times come testate che praticano giornalismo a tutto campo, e dall’ altra i social video su YouTube che chiaramente non sono giornalismo. Il problema sorge quando uno guarda “a fondo nei new media e la risposta comincia diventare complicata”. I “commenti di esperti” sono automaticamente giornalismo? E che dire di Facebook? E   la pubblicazione sui siti web di notizie sulle condizioni locali da parte di appartenenti alla stessa comunità

I grandi quotidiani assenti dai primi dieci siti web Usa

28 agosto 2010
comscore Una ricerca di comScore sui primi 50 siti online americani – Il primo gruppo della carta stampata in classifica è il New York Times, al 13° posto, mentre i siti online del Washington Post sono solo al 47° posto ----- Fra i primi 10 siti web americani non ci sono quelli dei maggiori quotidiani Usa. Lo ha rilevato uno studio effettuato da ComScore sui primi 50 siti online Usa mostrando che il primo quotidiano in classifica è il New York Times, ma al 13° posto. Si tratta di uno studio che fotografa la situazione nel giugno scorso e che era molto atteso visto lo sforzo per il potenziamento della propria presenza sul web compiuto negli ultimi mesi da diverse aziende editoriali. L’ analisi tra l’ altro - osserva Editorsweblog - risulta meno negativa di quanto prevedesse lo stesso rapporto dell’ anno scorso. (continua...)

Tre cinesi su quattro usano il microblogging per informarsi

28 agosto 2010
CinaLe reti sociali sono diventate così popolari in Cina che il 73,5% degli internauti utilizzano i microblog, come Twitter, per informarsi: lo ha accertato una ricerca condotta dal China Youth Daily, secondo quanto riporta l’ agenzia Efe. Lo studio ha rilevato anche  una generale fiducia nelle notizie diffuse da questi siti, visto che il 56,5% dei cinesi credono nelle informazioni diffuse dai microblog. Al contrario il 20,3% li considerano “inaffidabili” mentre il 23,2% restano incerti riguardo alla loro affidabilità,  rivela la Xinhua News Agency. "I microblog possono servire solo come un supplemento ai media tradizionali”, sostiene però Kuan Wenbo,  professore di giornalismo all’ Università di Cina. Per lui il problema con questi siti è la difficoltà nel giudicare la veridicità dell’ informazione visto che chiunque può pubblicare qualsiasi cosa. Lo studio si basa sulle risposte di un campione di 3.282 cittadini di 30 province cinesi. Secondo l’ Efe, la Cina ha 420 milioni di internauti, più di qualsiasi altro paese. Ma è anche una delle nazioni che applica con maggiore durezza la censura di internet.

Realtà aumentata: il Suddeutsche Zeitung Magazine ci crede

26 agosto 2010
Realtà aumentata Il Süddeutsche Zeitung Magazine è la prima pubblicazione editoriale di massa a sfruttare la realtà aumentata, cioè la sovrapposizione di livelli informativi [elementi virtuali e multimediali, dati geolocalizzati, ecc.] all’esperienza reale di tutti i giorni. Pierluca Santoro, nel suo blog Il giornalaio, riprende un video in cui viene spiegato con estrema chiarezza come, con l’utilizzo di uno smartphone [ed un'applicazione dedicata liberamente scaricabile], la rivista di carta

Quotidiani: in Usa lieve crescita della pubblicità a partire dal 2014

26 agosto 2010
Pubblicità Secondo una ricerca di VSS il calo degli investimenti pubblicitari sui quotidiani dovrebbe attenuarsi quest’ anno, con una stabilizzazione della situazione nel 2013 e l’ avvio di una nuova crescita all’ inizio del 2014. Ma, con una spesa di soli 36,76 miliardi di dollari quest’ anno, i giornali non potranno raggiungere il tetto di 66,37 miliardi che l’ industria aveva registrato nel 2005 ---------- Il calo degli investimenti pubblicitari sui quotidiani dovrebbe attenuarsi quest’ anno, con una stabilizzazione della situazione nel 2013 e l’ avvio di una nuova crescita all’ inizio del 2014. Ma, con una spesa di soli 36,76 miliardi di dollari quest’ anno, i giornali non potranno raggiungere il tetto di 66,37 miliardi che l’ industria aveva registrato nel 2005. Le previsioni sono della Veronis Suhler Stevenson, l’ azienda Usa specializzata in informazioni e servizi sull’ economia. La VSS – riporta Editor&publisher - prevede che gli inserzionisti, visto il declino della diffusione della stampa, continueranno a spostare i loro investimenti verso le piattaforme digitali puntando a “target mirati e a un buon ‘ritorno’ degli investimenti”, riflettendo quindi la migrazione dei giovani consumatori verso i media elettronici.

Giornali “irrilevanti” a partire dal 2022

26 agosto 2010
Lettore-giovane Ross Dawson, un noto consulente mediatico che già nel 2002 aveva previsto la tedenza a quella ‘evoluzione sociale’ che caratterizza gli attuali portali di informazione, ritiene che i dispositivi mobili saranno la prima fonte di in formazione entro i prossimi dieci anni e che la presenza dei giornali sarà “irrilevante” a partire dal 2022. “Stiamo migrando verso una economia dei media dominata dalle relazioni sociali”, ha osservato Dawson, che prevede un forte abbattimento dei prezzi dei dispositivi come l’ iPad, che dovrebbero arrivare a costare 10 dollari o in molti casi dovrebbero essere regalati. Secondo l’ esperto, che partecipa oggi a un congresso in Australia sul futuro dei media, la reputazione dei giornalisti sarà sempre più importante in futuro per attirare i lettori. (Vía TheAustralian.com.au, 233grados.com)

La stampa svela la corruzione ma in alcuni paesi le denunce vengono ‘sterilizzate’

25 agosto 2010
Cafèbabel Una inchiesta su 'Truffe, crimini e giornalismo in Europa' condotta da CafèBabel – E’ merito dell’intraprendenza della stampa se i casi di corruzione entrano a far parte della sfera pubblica, ma l’ impatto dei media in Europa cambia da paese a paese: se in Gran Bretagna, Germania e Polonia, infatti, le inchieste mediatiche spingono i governi a dimettersi, in Francia e in Italia, l’ informazione è praticamente sterile, “anche se qualcosa comincia a muoversi”. ----- La corruzione politica in Europa è (ri)diventata il tormentone dell’estate. Di fronte alle rivelazioni divulgate dalla stampa, i governi della “vecchia Europa”, castigano, o meglio, imbavagliano uno spazio mediatico quando ne temono l’intraprendenza. Comunque, non c’è un’unica tendenza. Se in Gran Bretagna, Germania e Polonia, infatti, le inchieste mediatiche spingono i governi a dimettersi, in Francia e in Italia, l’informazione è praticamente sterile. Questo il quadro emerso da una inchiesta su crimini e giornalismo pubblicata da CafèBabel L’ autore dell’ inchiesta, Matthieu Amaré, passa in rassegna i vari episodi di corruzione e di impasto politica-crimine denunciati dalla stampa europea e sottolinea come sia “merito dell’intraprendenza della stampa se i casi di corruzione entrano a far parte della sfera pubblica.

Putin, Medvedev e la ‘guerra’ dei blog

25 agosto 2010
Putin In un clima già acceso in vista delle elezioni presidenziali del 2012, la Russia registra la novità dell’ ingresso di Putin a tutti gli effetti nel mondo della comunicazione virtuale - Sebbene il primo ministro già da anni sia presente in internet attraverso i canali ufficiali del governo, fino a questo momento si era limitato ad un tipo di comunicazione standard: immagini, testo e video ma senza interazione – Ma la durissima campagna contro il governo da parte di molti blog russi per l’ inefficienza dimostrata di fronte agli incendi, lo ha spinto a scendere in campo, rispondendo personalmente a uno dei blogger più accesi – Medvedev invece è sempre stato attento al mondo della Rete, essendo egli stesso un blogger molto attivo, ma secondo alcuni osservatori ne uscirebbe l'immagine di un impiego goffo ed encomiastico del mezzo ---------- di Valentina Barbieri Alle elezioni presidenziali del 2012 saranno probabilmente concorrenti. La campagna elettorale, per alcuni aspetti, è già in atto e Dmitrij Medvedev e Vladimir Putin, attuali presidente e primo ministro russo, stanno mirando ad una differenziazione sempre più chiara delle loro proposte. Questo avviene anche attraverso le varie tipologie di media: mentre

Quotidiani Usa: 100.000 dollari al mese per fare lobbying sul governo

24 agosto 2010
NaaNel secondo trimestre di quest’ anno, la Newspaper Association of America (l’ organismo che rappresenta circa 2.000 quotidiani Usa) ha speso 290.000 dollari (228.781 euro) per azioni di lobby nei confronti del governo federale su questioni come il futuro dei media, la privacy e la legislazione diretta a rendere pubbliche le informazioni governative. Lo annuncia un  articolo dell’ Associated Press article pubblicato da Business Week, secondo quanto riporta Sfnblog. Nel trimestre precedente la spesa era stata di 250.000 dollari, mentre nello stesso trimestre del 2009 la NAA aveva investito 278.000 dollari. L’ Associazione, in particolare, ha fatto azioni di lobby sul Senato e sulla Camera Usa in relazione a una proposta di legge chiamata “Free Flow of Information Act”, che dovrebbe proteggere i giornalisti in alcuni casi, esentandoli in particolare dall’ obbligo di rivelare le proprie fonti confidenziali, una misura che dovrebbe incoraggiare segnalazioni e denunce alle redazioni. La NAA  ha ‘lavorato’ anche nei confronti del Future of Media Project, che fa capo alla Federal Communications Commission, che potrebbe influenzare la politica federale sulla proprietà dei media. Intanto la News Corp. di Rupert Murdoch – secondo la  ricostruzione di Politico