Una ricerca di Uk Online Measurement Company (UKOM) - Non solo la Rete in se stessa è in fase di maturazione, ma anche l’ audience si sta spostando verso fasce di età più avanzate - “Nonostante vi sia ancora la percezione che la rete ruoti attorno ai giovani, la realtà non è esattamente così”
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In un anno gli utenti online nel Regno Unito sono cresciuti di quasi 2 milioni, passando dai 36,9 milioni dell’ anno scorso agli attuali 38,8 milioni. Ma l’ aspetto più rilevante di una nuova ricerca della UK Online Measurement Company (UKOM) è che la maggior parte di questi nuovi netizen hanno più di 50 anni di età e sono in prevalenza uomini.
Si tratta del nuovo target dei servizi Internet – osserva newsbbc.co.uk - , costituito dalle generazioni più adulte.
(continua...)
Internet invecchia: la maggioranza dei nuovi utenti online (in UK) hanno più di 50 anni
16 luglio 2010
Una ricerca di Uk Online Measurement Company (UKOM) - Non solo la Rete in se stessa è in fase di maturazione, ma anche l’ audience si sta spostando verso fasce di età più avanzate - “Nonostante vi sia ancora la percezione che la rete ruoti attorno ai giovani, la realtà non è esattamente così”
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In un anno gli utenti online nel Regno Unito sono cresciuti di quasi 2 milioni, passando dai 36,9 milioni dell’ anno scorso agli attuali 38,8 milioni. Ma l’ aspetto più rilevante di una nuova ricerca della UK Online Measurement Company (UKOM) è che la maggior parte di questi nuovi netizen hanno più di 50 anni di età e sono in prevalenza uomini.
Si tratta del nuovo target dei servizi Internet – osserva newsbbc.co.uk - , costituito dalle generazioni più adulte.
(continua...)
La codardia dei giornali Usa di fronte alla parola tortura
8 luglio 2010
Prima del 2004, i quotidiani si riferivano al water boarding come ad una tortura. Dopo le rivelazioni di Guanta- namo e la lista nera di Bush, si sono azzittiti – Su Alternet Will Bunch racconta e denuncia in un articolo dal titolo “La sconvolgente codardia del New York Times e degli altri quotidiani USA: troppo spaventati per dire ‘tortura’ ” come i giornali americani “hanno coraggiosamente girato i tacchi e battuto la ritirata” - La vicenda è sviscerata in un Report della Kennedy School of Government di Harvard, in cui, fra l’ altro, si sottolinea come il waterboarding “sia stato costantemente definito una tortura quando praticato da altre nazioni, ma quando è stato adottato in USA negli anni 2000 si è trattato di una pratica – parafrasando Nixon – non illegale”
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The Appalling Cowardice of the NY Times and the Rest of America's Big Newspapers -- Too Scared to Say 'Torture' di Will Bunch (da Alternet.org ) (traduzione di Andrea Fama)
Da un lato, il waterboarding è una tortura. Dall’altro … spiacente, ma non c’è un altro lato. Il waterboarding è
Russia, battaglia sui commenti online, prevale una linea ‘a misura di web’
8 luglio 2010
Time: l’ ultimo dei grandi settimanali
4 luglio 2010
'TIME MAGAZINE: THE LAST OF THE BIG NEWSWEEKLIES' di David Folkenflik (da npr.org) (traduzione di Giulia Dezi) I proprietari di Newsweek hanno deciso di mettere in vendita la rivista. Questa scelta ha di nuovo scatenato tra i circoli giornalistici una discussione: esiste un ruolo, o un futuro, per le riviste settimanali? “L’idea di una rivista che copre le notizie della settimana, facendone il riepilogo e facendole girare più a lungo, è un po’ un anacronismo” scrive Alan D. Mutter, ex editorialista di giornali e attuale consulente di iniziative mediatiche digitali. “La gente trova notizie a destra e manca, e se cerchi di essere informato, è abbastanza difficile non riuscirci.” Eppure al ventitreesimo piano dello storico palazzo di Time-Life, con uffici con vista sul centro di Manhattan, la direzione della rivista leader in questo settore è molto più ottimistica riguardo al loro destino. “All’interno della nostra categoria, non siamo solo gli ultimi a resistere, ma siamo proprio gli unici” commenta dalla sua alta posizione editoriale Rick Stengel, caporedattore di Time. “Convertiamo le informazioni in conoscenza. La conoscenza è quello che le persone vogliono. La conoscenza è il prodotto”.
