Monthly Archives: giugno 2010

Libri/ L’ informazione al tempo del citizen journalism

10 giugno 2010
Maistrello Esce in libreria”Giornalismo e nuovi media”, il nuovo libro di Sergio Maistrello, che delinea fra l' altro la figura del nuovo giornalista: “un professionista consapevole di non avere più né l’esclusiva né deleghe in bianco, che si accontenti spesso di arrivare in seconda battuta sui fatti a fronte di maggiore approfondimento e che sia in grado di lavorare insieme ai tanti nuovi soggetti che affollano lo spazio pubblico delle idee e delle opinioni, a cominciare dai suoi stessi concittadini” ---------- “Le persone non hanno più bisogno a tutti i costi di mediatori. La società in Rete sta imparando a comunicare, a informarsi, a condividere cultura, a commerciare, ad amministrarsi, a divertirsi, a progettare al di là di ogni forma di mediazione conosciuta in precedenza. Sebbene le prime manifestazioni di tutto ciò possano apparire rozze e imperfette, miglioreranno in fretta. [...] Se l’editoria fa il suo ingresso nel suo decennio più drammatico, il giornalismo potrebbe invece uscire da questo passaggio storico paradossalmente rafforzato. Restano sfide vitali, una per tutte la ricostruzione su nuove basi di un’economia che garantisca la professionalità”. E’ lo scenario tratteggiato da Sergio Maistrello – giornalista, coordinatore

Il bottino di guerra di Wikileaks sulle spalle di apprendisti spie cinesi

9 giugno 2010
Assange Un milione di documenti rubati in occidente sarebbe stato intercettato da un esperto del sito mentre, attraverso un sistema usato per assicurare l’ anonimato nella tramissione di dati su internet, alcuni hacker o spie cinesi li stavano trasferendo in patria – Dall’ appassionante ritratto di Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, tracciato dal New Yorker, emerge la storia di questa colossale intercettazione di documenti, che avrebbe fatto la fortuna del sito – Wikileaks smentisce, ma la vicenda permette a Jean Marc Manach di spiegare come anche i sistemi ritenuti sicuri possano avere delle falle e che solo un sistema di criptaggio efficace possa garantire la confidenzialità delle fonti - “Giornalisti, redazioni, Ong, sindacati, ecc., non avranno più nessuna scusa. E’ assolutamente possibile mettere in sicurezza le proprie comunicazioni, e proteggere le fonti, anche su internet. Basta capire e imparare a controllare gli strumenti” ---------- Lanciando WikiLeaks, sito web specializzato nella pubblicazione anonima di documenti confidenziali, i suoi fondatori annunciavano, nel dicembre 2006, di aver già raccolto più di un milione di documenti. Nessuno era stato in grado di spiegare come mai, già prima di essere lanciato e conosciuto,

Sperimentazioni umane illegali sui detenuti di Guantanamo

9 giugno 2010
Torture Secondo l’ Associazione Usa dei Medici per i diritti umani, il programma di interrogatori “duri” dei presunti terroristi di Al Qaeda (su cui Lsdi a gennaio pubblicò un ampio Dossier) costituiva, al di là di possibili accuse di tortura, una violazione delle norme federali e internazionali che vietano di compiere esperimenti sugli esseri umani – Le polemiche sul ruolo dei medici che monitoravano gli interrogatori per conto della CIA – La richiesta di una indagine federale su tutta la vicenda ---------- Il ruolo dei medici nel programma di interrogatori “duri” a cui vennero sottoposti dalla Cia i detenuti di Guantanamo è al centro di forti polemiche sulla stampa Usa. Nel dibattito è intervenuta l’ Associazione dei Medici per i diritti umani (Physicians for Human Rights), che, in uno studio appena diffuso , osserva come, affidandosi al monitoraggio degli interrogatori da parte dei medici nel tentativo di dare un velo di legalità a quel programma di interrogatori “rafforzati”, in realtà l’ amministrazione Bush avrebbe infranto la legge, in particolare le norme che vietano di compiere esperimenti sugli esseri umani (in questo caso i detenuti), senza il

Stagisti, un bacino di sotto-precari

9 giugno 2010
Stagisti Gli stagisti rischiano di diventare un bacino di sotto-precari come dimostrano i “fenomeni di preoccupante degenerazione” che si registrano nel settore. Lo rileva una ricerca sul mondo degli stage in Italia realizzata da Isfol (un istituto per la formazione al lavoro) e da Repubblicadeglistagisti.it , e presentata ieri a Roma. “I tirocini formativi e di orientamento – spiega la premessa del volume che raccoglie la ricerca, dal titolo “Gli stagisti italiani allo specchio” – “rappresentano, da parte di un numero consistente di aziende, una scorciatoia per acquisire manodopera a basso o bassissimo costo, con scarse tutele, senza che venga erogata effettivamente una qualche forma di attività di tipo formativo o di orientamento al lavoro». (continua...)

Fotogiornalismo: Articolo quinto, chi ha in mano le foto ha vinto!

8 giugno 2010
Foto-rubate1 Un plateale caso di plagio per 13 foto del terremoto di Haiti al centro di un nuovo episodio di quella sorta di serial planetario dal titolo ‘le difficoltà del fotogiornalismo ai tempi di internet’ – Il racconto e le riflessioni (amare) di Fotografia&Informazione - Il 17 giugno udienza al tribunale di New York ---------- Un fotogiornalista haitiano di lunga e significativa esperienza, Daniel Morel, già corrispondente di AP, che si trova ad Haiti il 12 gennaio durante il terrificante terremoto e riesce a scattare una serie di foto e a pubblicarle su Twitter, attraverso TwitPic. Un ladro di diritti d’autore, Lisandro Suero, che si attribuisce la paternità delle fotografie e dopo avere aperto a sua volta un account su Twitter e caricato le foto rubate su TwitPic, reindirizza al proprio recapito telefonico le richieste di contatto per negoziare i diritti di riproduzione. E infine la France Press (AFP) che, senza aver ricevuto risposta dopo vari tentativi di entrare in contatto con Morel, decide comunque di inserire nei propri circuiti distributivi le tredici foto, che naturalmente fanno il giro del mondo, attribuendole ora al vero autore, ora al responsabile

Jarvis: il governo Usa protegge il giornalismo del passato

8 giugno 2010
Ftc In un documento appena pubblicato dopo mesi di audizioni e ricerche sulla salvaguardia del giornalismo, la Federal Trade Commission (l’ agenzia governativa Usa che dovrebbe difendere la concorrenza) propone di cambiare le leggi, “ma a favore degli incumbent e a discapito degli innovatori” - Lo sostiene Jeff Jarvis su Buzzmachine, spiegando che in 35 pagine di testo la parola blog è usata solo due volte, in una nota e a proposito dei siti di nicchia, e non c’ è neanche un accenno a Facebook o Twitter - Secondo Jarvis la Commissione si è arroccata apertamente sulla linea di difesa della struttura del vecchio potere dei media, tanto che il documento “è scritto completamente dal punto di vista delle aziende e delle istituzioni del mondo dell’industria” ---------- FTC protects journalism past di Jeff Jarvis (Buzzmachine) La Federal Trade Commission ultimamente ha preso posizione sulla salvaguardia del giornalismo e nel documento appena pubblicato - Staff discussion draft (una bozza in cui si specifica che si tratta esclusivamente di uno spunto per una discussione, ndt) – sulla “potenziale politica da seguire per sostenere la reinvenzione del giornalismo”, mostra con evidenza la sua posizione

Crisi del fotogiornalismo, mobilitazione in Francia

5 giugno 2010
Fotogiornalismo-crisi Anche in Francia si registra una forte crisi nella professione giornalistica e il settore del fotogiornalismo è quello più direttamente colpito. Più di 3.000 posti di lavoro, secondo i sindacati dei giornalisti, sono stati soppressi nel 2009 (in pratica l’ 8% di tutta la professione) e i piani di licenziamenti continuano nel 2010 a un ritmo simile. E in questo quadro i fotoreporter – sia dipendenti che free lance – sono le prime vittime delle ristrutturazioni editoriali. Tanto che tutti i sindacati dei giornalisti e le associazioni professionali del fotogiornalismo hanno lanciato una campagna comune per la difesa del settore. Le agenzie fotografiche Gamma e Sygma-Corbis, fra le altre, hanno portato i libri contabili in Tribunale e i piani di ristrutturazione prevedono disoccupazione e cassa integrazione per quasi tutti i loro fotografi. Tra l’ altro – denunciano i sindacati – le direzioni di numerose testate chiedono ai loro servizi iconografici di ottenere quanto è più è possibile dei materiali visuali gratuiti e, di fatto, fanno un uso abusivo e crescente di foto “libere da diritti” o firmate “DR” (diritti riservati). (continua...)

I nuovi investigatori. Il giornalismo d’inchiesta nell’era del no-profit

4 giugno 2010
California In un incontro organizzato negli Stati Uniti da California Watch, una delle varie start-up di giornalismo investigativo no-profit che stanno nascendo nel paese, sono stati presentati i risultati di una inchiesta durata sei mesi, fra la commozione generale e i ricordi di quando qualche testata si poteva permettere di distaccare dei propri giornalisti anche per mesi e mesi di ricerche – Ma mentre un tempo l’ obbiettivo (dei media commerciali) era lo scoop ora quello che conta è il massimo impatto, tanto che California Watch cerca di stabilire una data di uscita comune a tutte le redazioni che hanno scelto di pubblicare una determinata storia - Sulla Columbia Journalism Review un articolo di Jill Drew sui “nuovi investigatori” – I gruppi no-profit come California Watch costituiscono ormai “un ecosistema emergente di giornalismo d’inchiesta”, che, secondo alcuni osservatori, sopravviverà soltanto nel mondo delle testate no-profit - In molti, tuttavia, ritengono che sia ancora troppo presto per predire il futuro del giornalismo d’inchiesta in chiave no-profit. Sono diversi coloro che spiegare la situazione attuale ricorrono alla metafora del “Selvaggio West” – Le risorse d’ altra parte ci sono, visto che i filantropi

Gola profonda: come assicurare la copertura delle fonti nell’ era della sorveglianza totale

4 giugno 2010
Manach Passare un documento confidenziale a Wikileaks, va bene.Permettere alle redazioni, ai giornalisti, ai blogger, alle Ong di creare i propri Wikileaks, è meglio - E’ all’ insegna di questo giudizio che Jean Marc Manach ha elaborato per Owni.fr una serie di interessanti appunti sulla confidenzialità nell’ era delle tecnologie informatiche, consigliando a giornalisti e blogger come fare per assicurare alle proprie fonti la massima copertura anche nell’ epoca della sorveglianza totale ---------- La Rete è supersorvegliata quanto si vuole, ma c’ è sempre la possibilità di aggirare la cybersorveglianza. Dopo aver pubblicato nei giorni scorsi su Owni.fr un piccolo manuale di controspionaggio informatico, Jean Marc Manach spiega come fare per contattare qualcuno, facilmente e in maniera supersicura, in piena confidenzialità. Illustrando una serie di strumenti per assicurare ai propri informatori una copertura affidabile. E dando atto che gli hackers “non sono parte del problema, ma sono quelli che al contrario offrono delle soluzioni”. E’  una questione che riguarda molto da vicino i giornalisti, tanto che Manach parte proprio dal Watergate, spiegando che esso non avrebbe avuto luogo e non avrebbe portato alle dimissioni del presidente Usa Nixon – e nello

Le PR il futuro del Giornalismo? Qualcuno dice ‘forse’

4 giugno 2010
Pubbliche-relazioniIl matrimonio fra giornalismo e pubbliche relazioni, che qualcuno auspica, riuscirebbe forse ad alleviare qualche problema economico, ma  potrebbe avere delle conseguenze tragiche straordinarie sulla correttezza e l’ autonomia del giornalismo – Un articolo dell’ Independent ---------- Qualcuno sta cominciando a pensare che le agenzie di pubbliche relazioni potrebbero diventare in futuro una nuova, inattesa fonte giornalistica. Un articolo sull’ Independent di ieri delinea l’ ipotesi che le grosse agenzie di PR stiano lavorando a una nuova strategia che vede grossi nomi del giornalismo strappati al loro mestiere e messi in posizioni chiave nelle agenzie di relazioni pubbliche. L’ articolo – segnala Editorsweblog – cita in particolare l’ assunzione da parte di Edelman, una grossa azienda Usa di pubbliche relazioni, di Richard Sambrook, ex capo redattore di BBC News, nella posizione di responsabile della sezione contenuti. E sottolinea l’ arrivo di Stefan Stern al Financial Times come nuovo capo della strategia della testata. (continua...)