Entro la fine dell'anno Google lancerà un sistema di pagamento integrato con la ricerca che consentirà agli utenti di acquistare con un solo click e agli editori di utilizzare un'infrastruttura unica per web, mobile e tablet per monetizzare i propri contenuti.
Lo annuncia su repubblica.it Massimo Russo, spiegando che “Newspass, questo il nome della piattaforma, è già in fase di test, e Google sta contattando le imprese editoriali per vagliare la loro disponibilità a partecipare alla sperimentazione”.
Per il momento, a parte la notizia pubblicata da repubblica.it, non vi sono comunicati ufficiali da parte di Google e quindi non si conoscono i dettagli dell’operazione.
Quel che è certo – osserva pctuner.net - è che il motore di ricerca di Mountain View ha già iniziato ad indicizzare alcuni contenuti disponibili a pagamento (paywall) e pare che siano in corso trattative con alcuni editori italiani visto che Newspass potrebbe partire proprio dal nostro Paese.
Newspass, Google lancia un nuovo sistema per il pagamento delle notizie
18 giugno 2010
Entro la fine dell'anno Google lancerà un sistema di pagamento integrato con la ricerca che consentirà agli utenti di acquistare con un solo click e agli editori di utilizzare un'infrastruttura unica per web, mobile e tablet per monetizzare i propri contenuti.
Lo annuncia su repubblica.it Massimo Russo, spiegando che “Newspass, questo il nome della piattaforma, è già in fase di test, e Google sta contattando le imprese editoriali per vagliare la loro disponibilità a partecipare alla sperimentazione”.
Per il momento, a parte la notizia pubblicata da repubblica.it, non vi sono comunicati ufficiali da parte di Google e quindi non si conoscono i dettagli dell’operazione.
Quel che è certo – osserva pctuner.net - è che il motore di ricerca di Mountain View ha già iniziato ad indicizzare alcuni contenuti disponibili a pagamento (paywall) e pare che siano in corso trattative con alcuni editori italiani visto che Newspass potrebbe partire proprio dal nostro Paese.
I nuovi media? Per i russi è il ‘posto dove c’ è la vita’
18 giugno 2010
(Valentina Barbieri) - Dall' apertura delle frontiere degli anni '90 la fame di novità e di mondo occidentale in Russia é cresciuta esponenzialmente.Le nuove tecnologie vedono nello spazio russo attuale un mercato potenziale molto forte.Ma chi sono gli utenti delle nuove forme di comunicazione e come si relazionano agli strumenti tradizionali? In che direzione sembrano evolversi i media russi?E qual è il legame tra selettività degli strumenti e selettività del contenuto?
Una ricerca pubblicata ad inizio giugno dalla Nezavisimaja Gazeta (uno dei principali giornali di opposizione, nato all'inizio degli anni '90), che presentiamo qui sotto, fornisce una interessante panoramica degli approcci russi alle nuove tecnologie, arrivando ad individuare nelle fasce più giovani della popolazione una forte tensione all' innovazione, che però non esclude in toto la comunicazione tradizionale.
Inoltre lo studio dimostra che , a differenza di quanto accada di solito, utilizzare molteplici media non vuol dire essere più esigenti verso il contenuto. Anzi.
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Media nuovi per persone nuove
Ma i media tradizionali continuano ad occupare un posto significativo nella vita dei giovani
(Новые медиа для новых людей, Сергей Геннадьевич Давыдов, Nezavisimaja Gazeta, 01.06.2010)
di Sergej Gennad'evič
Giornali: previsioni nere in Usa, ricavi in calo anche nel 2012
16 giugno 2010
Brand e utenti: quale interazione sui social network?
15 giugno 2010
I consumatori sono inclini a stabilire una relazione con i brand. È quanto emerge da alcuni studi pubblicati da eMarketer. Se si pensa che nei soli Stati Uniti il 57,5% degli utenti di Internet (127 milioni di persone) utilizzerà un social network nel corso del 2010, il bacino di utenza delle aziende si fa davvero interessante.
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(a cura di Andrea Fama)
Negli USA l’utenza dei social network ha oggi raggiunto un punto di massa critica. Secondo le stime di eMarketer, nel corso del 2010 il 57,5% degli utenti internet statunitensi (pari a 127 milioni di persone) utilizzerà un social network almeno una volta al mese. Entro il 2014 la percentuale salirà a circa due terzi.
Gli operatori di mercato hanno inseguito per anni una simile utenza, ma la questione rimane: gli utenti notano le loro manovre di avvicinamento? E gli importa qualcosa?
“Coloro che pensano che gli utenti dei social network siano troppo presi dalle attività con i propri amici online per notare l’azione dei ‘marchettari’ devono ricredersi”, sostiene Debra Aho Williamson, analista senior di eMarketer e autrice dello studio Brand Interactions on Social Networks. “”Le interazioni create dai brand sono reali,
Google News sperimenta l’ intervento umano nel flusso delle notizie
15 giugno 2010
Google News ha avviato la settimana scorsa un nuovo esperimento: Editors’ Picks (qui accanto una pagina).
Si tratta di un servizio analogo a quello di Spotlight (una funzione che presenta articoli di approfondimento), ma con la particolarità che i servizi vengono segnalati da redattori in carne ed ossa che lavorano nelle redazioni impegnate nell’ esperimento e collegate a Google.
Come spiega Nieman Labs, in questo senso Editor’s Pick – realizzato attualmente in collaborazione con una dozzina di testate americane, fra cui Washington Post, Newsday, Reuters e Slate – potrebbe rappresentare l’ esperienza di un aggregatore “intelligente” all’ interno del vasto servizio di presentazione delle notizie gestito dall’ algoritmo di Google News.
(continua...)
Internet: la inarrestabile marcia verso lo zero del valore dei contenuti
14 giugno 2010
La “legge” di Scott Adams, famoso disegnatore satirico Usa (nella foto una strip di Dilbert, un suo personaggio), conferma le osservazioni empiriche secondo cui sulla Rete, come osserva Giuseppe Granieri, “il valore dei contenuti giornalistici ha difficoltà ad essere venduto, e sempre più anche a garantire una retribuzione per chi li produce” – Per Adams, autore di alcune riflessioni che Lsdi presenta, "la gente nel futuro potrebbe arrivare a scrivere libri interi, anche buoni, solo a scopo pubblicitario, magari per promuoversi come consulenti, docenti o simili” – Qualcuno dirà che “ il contenuto rintracciabile sui media sarà una schifezza perché non ci saranno professionisti a produrlo”, ma “sono convinto che questo basso livello qualitativo sarà compensato dalle migliori capacità di ricerca. Da qualche parte là fuori ci sono artisti talentuosi che non ci aspetteremmo di trovare e che hanno voglia, per una serie di motivi, di creare contenuto gratuito. E così, più la nostra abilità di cercare contenuto mediatico migliora e più il valore di quel contenuto si avvicinerà allo zero”
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“Man mano che la nostra abilità di cercare nei contenuti dei media diventa più efficace, il valore economico dei
Il segreto dell’ innovazione: puntate…, mirate…, fuoco!
10 giugno 2010
Pubblicità: continua a crescere la quota dell’ online in Europa
10 giugno 2010
Secondo un recente rapporto anche l’ e-advertising è stata toccata dalla crisi, ma leggermente, registrando “solo” un +4% di incremento – Nel Regno unito ha raggiunto una quota di mercato del 30%, contro il 18-19% di media dei 23 paesi europei presi in esame
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Nonostante il rallentamento generale, la quota della pubblicità online sul totale del mercato pubblicitario ha continuato a crescere in modo significativo in tutta Europa. Nel Regno Unito, internet detiene la fetta più grande e si attesta sul 30%, a seguire, i paesi Nordici (Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia), con una quota tra il 20% e il 25%. Francia e Germania sono invece in linea con la media Europea del 18-19%.
Sono dati dell’ ultimo Rapporto annuale sull’ advertising online in Europa elaborato dagli dagli analisti della società di ricerca Screen Digest e diffusi da IAB Europe, associazione internazionale dedicata allo sviluppo della comunicazione pubblicitaria.
Ventitre i paesi presi in esame – spiega IAB Italia -, dai mercati più evoluti dell’Europa nord-occidentale a quelli emergenti di Sud e Est Europa, ai nuovi e per la prima volta inseriti nel rapporto 2009, Russia, Bulgaria, Svizzera e
Il 90% dei giapponesi leggono i quotidiani
10 giugno 2010
Facebook supera i motori di ricerca anche in UK
10 giugno 2010