I dati positivi del primo trimestre 2010 negli Stati Uniti non valgono per l’ industria dei quotidiani e dei magazine, che registrano nel campo dei ricavi pubblicitari un calo rispettivamente del 9,7% e del 3,9%, mentre gli investimenti nella tv crescono del 10,5%, quelli nell’ online del 7.5% e quelli nella radio del 6%.
------------
Anche l’ Economist, normalmente molto tagliente, la settimana scorsa ha dato una valutazione ottimistica sull’ industria dei quotidiani, che molti avevano dato per morta un anno fa.
Ma – consiglia Alan Mutter, uno dei più acuti osservatori dell’ evoluzione del settore - è sicuramente sbagliato credere che i giornali siano in via di guarigione. Gli editori Usa infatti hanno perso una grande occasione non riuscendo ad agganciare la grande ripresa della pubblicità che c’è stata nei primi tre mesi di quest’ anno.
Come si vede nella tabella qui sopra, per quotidiani e riviste gli investimenti pubblicitari sono calati rispettivamente del 9,7% e del 3,9%, mentre gli investimenti nella tv crescevano del 10,5%, quelli online del 7.5% e quelli nella radio del 6%.
(continua...)
Migliora l’ economia ma i giornali Usa sono ancora nei guai
25 giugno 2010
I dati positivi del primo trimestre 2010 negli Stati Uniti non valgono per l’ industria dei quotidiani e dei magazine, che registrano nel campo dei ricavi pubblicitari un calo rispettivamente del 9,7% e del 3,9%, mentre gli investimenti nella tv crescono del 10,5%, quelli nell’ online del 7.5% e quelli nella radio del 6%.
------------
Anche l’ Economist, normalmente molto tagliente, la settimana scorsa ha dato una valutazione ottimistica sull’ industria dei quotidiani, che molti avevano dato per morta un anno fa.
Ma – consiglia Alan Mutter, uno dei più acuti osservatori dell’ evoluzione del settore - è sicuramente sbagliato credere che i giornali siano in via di guarigione. Gli editori Usa infatti hanno perso una grande occasione non riuscendo ad agganciare la grande ripresa della pubblicità che c’è stata nei primi tre mesi di quest’ anno.
Come si vede nella tabella qui sopra, per quotidiani e riviste gli investimenti pubblicitari sono calati rispettivamente del 9,7% e del 3,9%, mentre gli investimenti nella tv crescevano del 10,5%, quelli online del 7.5% e quelli nella radio del 6%.
(continua...)
Nel Newseum di Washigton Carl Bernstein come Tiepolo
25 giugno 2010
Impressioni su una visita al Museo dell’ informazione di Washington – Grande magnificenza ma, quando si esce, una profonda tristezza per essere finiti dentro un memoriale che celebra il giornalismo come se fosse ormai tramontato - Come succede in tutti i musei di storia dell’arte, infatti, si esce dal Newseum con un’impressione di essere stati in un tempio della conservazione della storia del passato e non di un istituto che propone una formazione di una strada per il futuro
-----------
di Giulia Dezi
Due anni fa a Washington è stato inaugurato il Newseum, il magnifico museo della storia dell’informazione. Con una particolare attenzione rivolta al giornalismo e all’impatto della professione nel corso della storia, i sette piani del fantasmagorico palazzo offrono ai visitatori la possibilità di imparare a capire meglio l’importanza del ruolo dei media e dei diritti e delle responsabilità che sono connesse alla libertà di espressione.
Cinque secoli di storia del giornalismo sono miscelati insieme a tecnologie dell’ ultimo minuto e, come in qualsiasi museo americano che si rispetti, l’interattività e la didattica sono i veri pezzi
Nessun segreto: la missione di Julian Assange per la trasparenza totale
25 giugno 2010
Vendite sotto i 5 milioni (come nel 1939) per i quotidiani italiani
24 giugno 2010
I miei futuri redattori capo? Yahoo! o Aol
20 giugno 2010
Dopo aver rilevato Associated Content, un aggregatore di notizie che gestisce migliaia e migliaia di collaboratori non professionisti, Yahoo! starebbe per mettere le mani sull’ Huffington Post (che ormai tallona il New York Times come audience) per centinaia di milioni di dollari, mentre AOL ha deciso di schierare un esercito di 4.000 giornalisti (500 fissi e il resto free lance) da inserire nella catena di montaggio che dovrà produrre contenuti per gli 80 siti tematici che aggrega - Con una sola parola d’ ordine: "soddisfare la curiosità degli internauti" – Ora che un po’ dovunque risuona sempre di più il “finito di stampare”, Jean-Christoph Féraud, un giornalista francese old-style, analizza amaramente il futuro dei giornalisti, consigliando alla fine a chi ha un posto nei “veri” giornali di “conservarlo il più a lungo possibile, prima di dover andare a bussare alla porta dei nostri amici Yahoo! e AOL. Per non parlare poi di quelle dei comunicatori….”
----------
“Il mio capo redattore si chiama Yahoo!, o Aol. Non è fantascienza. E’ già domani.
Perché i Titani dell’ era digitale saranno i soli padroni che assumeranno giornalisti per pisciare qualcosa sui vari schermi della
Un brevetto di Google mette i bastoni fra le ruote ai nuovi produttori di contenuti
19 giugno 2010
Una nuova tecnologia consentirà alla grande G di individuare in rete i temi sviluppati inadeguatamente sulla base di un confronto fra gli argomenti a cui gli internauti mostrano interesse attraverso le ricerche e il materiale che effettivamente trovano online – Secondo Financial Times il sistema potrebbe complicare i progetti di aziende che stanno sviluppando algoritmi per individuare idee per lo sviluppo di contenuti “trendy” – Il caso di Demand Media (nell' immagine), in grado “di sputare fuori contenuti a folle velocità, circa 180 mila pezzi al mese, pagati 15 dollari (12 euro) ' uno a chi li produce”.
------
Google sta sviluppando una tecnologia che le consentirà di competere con un nuovo tipo di aziende digitali: quelle che cercano di produrre contenuti meno cari rispetto ai media tradizionali usando analisi statistiche per identificare gli argomenti che interessano maggiormente gli utenti e quindi assoldano free lance per produrre servizi o video su quei temi.
Google, in particolare, quest’ anno ha brevettato un sistema che gli consentirà di individuare dei temi sviluppati inadeguatamente e quindi suscettibili di approfondimento sul web, sulla base di un confronto fra gli argomenti a cui gli internauti mostrano interesse
Rue89 festeggia i 3 anni di vita andando nelle edicole
19 giugno 2010
Il primo numero del mensile cartaceo del sito francese di informazione è stato stampato in 87.000 copie: l’ obbiettivo è venderne almeno 30.000 (il pareggio è sulle 20.000 copie) – Due terzi dei contenuti sono articoli già pubblicati, ma rielaborati e con una selezione dei commenti più interessanti – L’ altro terzo è fatto di servizi “freschi”
----------
Come annunciato un mese fa (vedi Lsdi, Rue89 va su carta), Rue89 – il sito francese di informazione online – è approdato nelle edicole. Il primo numero (datato 1 luglio) viene diffuso in questi giorni con la testata Rue89 Le Mensuel e raccoglie il meglio della produzione del sito online.
Formato tascabile e prezzo di 3,90 euro per un centinaio di pagine (“meno caro del mensile di le Monde”, dice Pierre Haski, uno dei fondatori, a Gilles Bruno, un suo ex collega a Libération).
(continua...)
Usa e Uk in testa per declino nella diffusione dei quotidiani
19 giugno 2010
L’ iPad ridà potere agli editori, ma Jobs non è il ‘diavolo’
19 giugno 2010
Un motore di analisi semantica per moderare 100.000 commenti al giorno
18 giugno 2010
E’ il lavoro di Adaptive semantics, una piccola azienda che è stata rilevata da Huffington Post – La “macchina” intelligente non solo riesce a individuare affermazioni offensive ed espressioni di odio, ma può aiutare a individuare fra gli autori dei commenti degli esperti in varie questioni
---------
L’ Huffington Post ha rilevato la sua prima azienda – in contanti – e non si tratta di un altro blog o di un sito di informazione, ma di una giovanissima società di tecnologia pura chiamata Adaptive Semantics.
La Adaptive Semantics, che ha solo due addetti, ha messo a punto un motore di analisi semantica (conosciuto anche come JuLiA) che già veniva usato dall’ Huffington Post per moderare i circa 100.000 commenti che ogni giorno vengono pubblicati sul sito.
(continua...)