Sfida all’ Associated Press
26 maggio 2010
Ancora molto diverse le agende di vecchi e nuovi media
26 maggio 2010
I media tradizionali mostrano ancora scarso interesse per l’ agenda dei social media, che hanno dei tempi di concentrazione diversi anche se i link dei blog provengono ancora in gran parte dagli articoli dei media mainstream – Come gli internauti si fermano poco sui vari siti, così i nuovi media si concentrano poco sulle singole vicende, anche quelle importanti – Una ricerca del Project for Excellence in Journalism
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I social media e i media tradizionali seguono delle agende diverse, e i primi registrano dei tassi di attenzione molto più brevi dei secondi quando si tratta di notizie giornalistiche.
Questi alcuni dei principali elementi emersi da New Media, Old Media, una ricerca condotta da Project for Excellence in Journalism del Pew Research Centre, che per oltre un anno ha analizzato la copertura dell’ informazione giornalistica da parte dei due campi.
(continua...)
Google salva i giornali? E se fosse solo spin?
26 maggio 2010
Se lo chiede l’ Osservatorio europeo di giornalismo, spiegando che qualche giorno fa è uscito su The Atlantic un lungo e interessante articolo, in cui si prospettava un nuovo ruolo per Google News: non più di semplice diffusore di articoli pubblicati da altri, ma di produttore di contenuti, in simbiosi con gli editori tradizionali.
Il problema è che l’ autore di quell’ articolo è James Fallow, firma molto conosciuta, e la tesi è suggestiva. Ma Stephan Russ-Mohl, direttore dell’Osservatorio europeo di giornalismo, in un articolo pubblicato da Furche, svela un retroscena significativo.
“Fallow – osserva - non è soltanto una star del giornalismo, ma è anche un amico personale , e intimo, di Eric Schmidt, il numero uno di Google; dunque beneficia di entrature privilegiate, ma, inevitabilmente, di parte”.
Insomma, secondo Russ-Mohl, letto in filigrana, l’articolo di The Atlantic appare non del tutto credibile.
“Il sospetto è che non si tratti un’analisi obiettiva e disinteressata, ma, in buona parte, un’operazione di spin. Tutt’altro che isolata, peraltro; considerati i tentacoli sempre più lunghi degli Spin Doctor. Insomma, è quanto meno prematuro considerare Google come il possibile salvatore del giornalismo…”
Giornalisti in vendita con il personal branding
22 maggio 2010
Vendersi e travestirsi da imprenditori? Lo prospettano anche molte scuole di giornalismo che – spiega Antoine Fontana in un articolo su CQFD che qui traduciamo – si gettano sul concetto, finendo per confondere informazione e comunicazione, e facendo penetrare nei cervelli disponibili la panoplia del lecchino biodegradabile, che intreccia senza fiatare la sottomissione al mercato e la precarietà. Ma attenzione: versione web 2.0 – La strada del personal branding, secondo Fontana, prospetta così un eden liberale per tutti gli editori che, in cerca dei sottoimprenditori con partita iva piuttosto che di impiegati da assumere come salariati (anche come collaboratori), sognano individui isolati, che si sentono dalla parte dell’ impresa, da arpionare colpo dopo colpo senza dover scucire un contratto, in un mercato libero, certo, deregolamentato, concorrenziale, privo dei freni sindacali e di altre tentazioni solidaristiche
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LE JOURNALISTE BRANDE MOU
di Antoine Fontana
(CQFD N°077)
La parola d’ ordine viene dagli Stati Uniti. Apprendista scribacchino, giovane giornalista, costruisciti il tuo brand, diventa la testata di te stesso!
Si chiama personal branding e consiste nell’ essere il più visibile possibile sul web. Attraverso reti sociali, blog, ecc., bisogna costruire la propria reputazione, saltare
Time va su Facebook e cerca di monetizzarlo
22 maggio 2010
Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto. Tradotto in termini editoriali: se il lettore non va al giornale, è il giornale che deve andare al lettore.
E questo è quanto Time sta cercando di realizzare su Facebook in collaborazione con Alvenda, una società americana che sviluppa applicazioni di commercio elettronico.
Lo racconta l’ European Journalism Observatory, spiegando:
L’ idea consiste nel creare uno spazio editoriale direttamente all’interno di Facebook. Obiettivo è consentire la lettura dei contenuti e relativa pubblicità “onsite” senza, quindi, essere trasferiti al sito originario del prodotto editoriale e, al contempo, proporre la sottoscrizione di un abbonamento. In definitiva trovare il il modo di monetizzare la presenza su Facebook, facendo diventare quest’ultimo un possibile vettore di abbonamenti e ricavi pubblicitari.
Citizen journalism: un ossimoro o una definizione in codice di “contenuti gratis”?
21 maggio 2010
Giornalismo partecipativo: un magazine in 48 ore, dalla progettazione alle edicole
20 maggio 2010
Si chiama 48HR, come il suo ciclo di produzione, la nuova rivista di giornalismo partecipativo che sta per essere lanciata nelle edicole di San Francisco – 24 ore per far arrivare in redazione, via online, articoli, commenti, illustrazioni, foto, e altre 24 ore per scegliere i materiali, confezionare il numero e mandarlo in stampa
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Si chiama 48H – 48 ore, come il suo ciclo di produzione – il nuovo magazine partecipativo che sta per essere lanciato nelle edicole di San Francisco (California).
La rivista è frutto di un nuovo e curioso esperimento editoriale. Il giornale verrà fatto in 48 ore, ogni volta su un tema diverso: 24 ore per far arrivare in redazione articolli, commenti, foto, ecc. E altre 24 ore per fare il lavoro di scelta dei materiali e confezionare in numero da mandare in stampa.
Il numero zero è stato dedicato al tema dell’ Hustle: un termine dai diversi campi semantici, che vanno dall’ hip hop alle riviste erotiche, dalle convulsioni delle folle alla lotta…
Dal pomeriggio del 7 maggio a quello del 9, un intero week-end, la redazione ha lavorato per trasformare 1502 contributi provenienti da ogni parte del mondo –
Yahoo! compra Associated Content per 90 mln di dollari
20 maggio 2010
Yahoo! ha comprato per 90 milioni di dollari in contanti la Associated Content, una piattaforma editoriale per la pubblicazione e la distribuzione di contenuti originali. Secondo quando riportato da AllThingsD, l’ acquisizione è “un chiaro tentativo di Yahoo! di inserirsi nello spazio dei contenuti sociali per competere meglio con AOL e Demand Media” (un altro importante sito di social content).
(continua...)
I 200 momenti che hanno trasformato il giornalismo
20 maggio 2010
Oltre 33 milioni gli utenti di internet in Italia
20 maggio 2010