Gli editori on-line inglesi prevedono un 2010 in crescita
20 marzo 2010
Un nuovo portale per i 10 anni dell’ Osservatorio sui Balcani
20 marzo 2010
L’ Osservatorio dei Balcani e del Caucaso festeggia i dieci anni di attività con un nuovo portale.
E' infatti on-line www.balcanicaucaso.org, che – spiega il sito - riunisce in un' unica homepage le sue tre anime: l' informazione sul sud-est Europa, quella sul Caucaso e gli approfondimenti legati al mondo della cooperazione.
Più di 120.000 lettori singoli ogni mese, un archivio di 13.000 articoli, più di cento gallerie fotografiche, decine di contributi audio e video, tutti gli appuntamenti su Balcani e Caucaso degli ultimi anni, un database sui progetti di cooperazione e sulle relazioni tra Italia e sud-est Europa e infine ma, non per ultimo, migliaia di commenti dei nostri lettori. Tutto questo sarà ora più fruibile grazie alla nuova piattaforma.
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Il giornalismo? Spesso solo un canale per le PR
20 marzo 2010
Uno studio condotto in Australia su 10 quotidiani per cinque giorni ha mostrato che più della metà degli articoli erano ispirati da uffici di pubbliche relazioni o addirittura costituiti da comunicati – Una influenza che va dal 70% del Daily Telegraph a “solo” il 40% del Sydney Morning Herald
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Più della metà del materiale che viene quotidianamente spacciato per giornalismo è comunicazione di propaganda. E la percentuale è in crescita.
Lo sostengono alcuni ricercatori dell’ Australian Centre for Independent Journalism della Sydney's University of Technology , che hanno analizzato più di 2.000 articoli di 10 quotidiani australiani nell’ arco di cinque giorni.
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ProPublica lancia il suo primo blog
19 marzo 2010
ProPublica.com, il famoso sito non-profit di giornalismo investigativo Usa, ha lanciato il suo primo blog, dedicato all’ informazione d’ inchiesta e al “giornalismo di impegno”.
In un post introduttivo, la blogger Marian Wang, spiega le ragioni della nascita del blog: “Siamo preoccupati soprattutto per la responsabilità che il giornalismo si trova di fronte. La gente non soffre per mancanza di notizie. Dalla mattina alla sera le persone vengono bombardate da informazioni via tweets, radio, canali tv che fanno informazione 24 ore su 24, blog, aggregatori e media tradizionali. In qualsiasi momento c’ è una marea di notizie che vengono costantemente aggiornate. Quello che manca è invece il contesto per dare un senso a tutto questo. Per rubare una metafora a questo articolo di Poynter, è duro bere da una pompa dei vigili del fuoco”.
Precedentemente Wang aveva lavorato per Mother Jones, dove ha coordinto la strategia della rivista nel settore dei social medi, e come cronista freelance e blogger per Chicago Reporter, Chi-Town Daily News e ChicagoNow.
Le fonti di ricavo per i media non sono solo contenuti e pubblicità
19 marzo 2010
Fotogiornalismo: denunciato da anni il flagello delle agenzie
19 marzo 2010
Il problema delle fotoagenzie che vendono sotto costo sulla pelle dei fotoreporter è stato denunciato inutilmente per anni dai giornalisti dell'informazione visiva impegnati nel Sindacato - In un articolo pubblicato tredici anni fa da "Il Giornalismo", che Lsdi ripropone, una precisa "radiografia" di quanto viene portato a galla nelle mobilitazioni di questi giorni
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(a.v.) - Dopo l' immediata e decisa presa di posizione dei giorni scorsi dei vertici della Federazione della stampa italiana, questa volta c'è davvero da credere che la crisi totale che ha travolto il fotogiornalismo italiano venga finalmente affrontata mettendo in campo tutte le forze e le "armi" necessarie a ristabilire almeno quel minimo di regole per sottrarre allo sfruttamento selvaggio il lavoro dei circa tremila fotoreporter che, oggi in Italia, producono l'informazione visiva che viene proposta ai lettori da giornali e periodici.
Sperando, ovviamente, che interventi e provvedimenti vengano attuati con l'urgenza necessaria ad evitare che medici, ricette e rimedi arrivino a malato ormai morto e sotterrato.
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Informazione digitale a pagamento? Anche il gruppo Mecom ci prova (con contenuti specifici)
19 marzo 2010
L’ultimo sondaggio della Nielsen rivela che il 33% dei netizen (soprattutto gli under 35) “potrebbe” pagare per l’informazione on-line, e l’8% lo fa già. Forse per questo sempre più editori sposano la strategia del paid-content. L’ultimo è l’europeo Mecom, il cui piano triennale si sviluppa lungo tre direttrici: capitalizzare i contenuti a pagamento, sostenere un programma di tagli alle spese, attrarre tanti visitatori unici al giorno quanti sono i lettori dei quotidiani tradizionali. Partendo da quella che è la vera rivoluzione editoriale, ovvero ridefinire i ruoli all’interno delle redazioni.
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di Andrea Fama
Continua a crescere il numero di editori pronti ad “andare a pagamento” sul Web, dove il potenziale pubblico pagante (a patto che i contenuti abbiano un significativo valore aggiunto) rappresenta circa il 34% dei netizen presi a campione dall’ultimo sondaggio che la Nielsen ha condotto in 52 Paesi del mondo (la restante percentuale si divide tra chi non pagherebbe mai un abbonamento, 58%, e chi lo paga già, 8%)
Al Wall Street Journal & co.,infatti, si aggiunge il gruppo editoriale europeo Mecom - cui fanno capo circa 300 testate giornalistiche, prevalentemente di stampo locale e concentrate in Olanda, Danimarca,
Facebook sorpassa Google come sito più visitato degli Usa
17 marzo 2010
Una tassa su Google per sostenere la stampa locale
17 marzo 2010
Lo propone una ricerca condotta nel Regno Unito da una “Commissione di inchiesta sul futuro della società civile in Uk e Irlanda” - Secondo la Newspaper Society, più di 100 testate locali hanno chiuso nel corso del 2009 nei due paesi
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Google e le altre aziende che fanno soldi aggregando notizie dovrebbero essere tassate per raccogliere dei fondi a favore dei giornali locali in difficoltà.
Se ad esempio una tassa del genere si applicasse a Google, si potrebbero raccogliere almeno 100 milioni di sterline (110 milioni di euro), che potrebbero essere dirottati alle testate giornalistiche locali per far fronte ai loro pesanti problemi finanziari.
Lo rileva il Franklin Center for Governement and Public Integrity, dando notizia di una Ricerca, finanziata dal Carnegie Trust, realizzata dalla “Commissione di inchiesta sul futuro della società civile in Uk e Irlanda”.
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Giornalismo investigativo, va avanti un po’ a fatica il Fondo dell’ Huffington Post
16 marzo 2010
Da settembre ad ora il fondo ideato da Arianna Huffington e finanziato da diverse Fondazioni Usa ha realizzato 50 inchieste, dedicate in gran parte a questioni bancarie e alla riforma dell’ assistenza sanitaria – Polemiche e accuse
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Il Fondo per il giornalismo investigativo dell' Huffington Post, lanciato da Ariana Huffington nel settembre scorso, ha prodotto finora 50 articoli.
Nick Penniman, il direttore esecutivo del fondo, ha calcolato che la Redazione, composta da nove persone, ha curato la pubblicazione fra i tre e i cinque servizi alla settimana. Alcuni di essi sono molto approfonditi, e hanno richiesto molte settimane di ricerche, mentre altri sono articoli più immediati e meno impegnativi.
(continua...)