Monthly Archives: febbraio 2010

Il boss della Cecenia Kadyrov ritira di colpo le cause per diffamazione

11 febbraio 2010
KadyrovLe azioni legali intentate dal presidente Kadyrov (al centro nella foto) contro Memorial, Novaja Gazeta e Gruppo Mosca Helsinki sono state chiuse all’ improvviso - Secondo il sito ufficiale del governo ceceno, la decisione di Kadyrov è stata presa su richiesta della madre, ma Oleg Orlov, di Memorial, non esclude che “il consiglio che ha dato la mamma al presidente ceceno, sia in realtà partito dal Cremlino” ----------
di Valentina Barbieri
L'omicidio non è l'unico mezzo di pressione su giornalisti e attivisti dei diritti umani in Russia, ci sono anche le vie legali.
Ben lo sa Ramzan Kadyrov, presidente ceceno, che fino a mercoledì 9 febbraio aveva tre cause aperte con alcune delle realtà democratiche più importanti in Russia: Memorial, Novaja Gazeta, Gruppo Mosca Helsinki. Quello che nessuna delle tre probabilmente si aspettava era che l'angelo della pacificazione avrebbe preso la forma della mamma di Kadyrov, Aimana Kadyrova, spingendolo a ritirare improvvisamente le cause intentate contro di loro. Almeno ufficialmente. Ufficiosamente, viene da pensare che non si muova foglia che Mosca non voglia.
(continua...)

La BBC invita i giornalisti a usare di più i social media

11 febbraio 2010
Bbc Il direttore di BBC Global News, Peter Horrocks, in una intervista a un settimanale del gruppo ha sottolineato che ormai ‘’ Twitter e gli RSS readers sono diventati degli strumen ti essenziali, ha aggiunto. I giornalisti della BBC dovrebbero tener conto degli aggregatori e seguire attentamente i contenuti di qualità’’ ---------- I giornalisti della BBC sono stati invitati a usare i social media come fonte primaria di informazione e a diventare più collaborativi nella produzione dei loro servizi.  Lo riferisce, citando il Guardian,  un articolo di Editorsweblog, spiegando che il nuovo direttore di BBC Global News, Peter Horrocks, ha chiesto alla redazione di fare un uso migliore dei social media. ''Non è un capriccio di qualcuno che è un fissato per la tecnologia - ha spiegato ad Ariel,  un settimanale del gruppo -.  Mi preoccupa che i giornalisti non facciano bene il loro lavoro se non seguono quel settore. Non è una cosa discrezionale''. (continua...)

Usa: online sempre gratuito invece alla McClatchy

10 febbraio 2010
Mentre continua il dibattito sui contenuti online a pagamento e negli Stati Uniti nuovi gruppi editoriali alzano i loro paywall (come MediaNews, vedi sotto), il gruppo McClatchy annuncia che lascerà l’ accesso gratuito ai siti web dei suoi giornali (30 quotidiani), fra cui Miami Herald and Kansas City Star. Come riporta MediaPost, il CEO del gruppo editoriale, Gary Pruitt, ha detto che l’ azienda ‘’ce la fa’’ a reggere sul modello delle risorse da pubblicità e farà a meno di paywall. ‘’Non consideriamo il modello pubblicitario come fatalmente incrinato’’, ha spiegato. (continua...)

Usa: online a pagamento anche nei giornali di MediaNews

10 febbraio 2010
Press+ Il gruppo editoriale Usa utilizzerà un sistema misto, come quello del New York Times - Da maggio si appoggerà a Press+, la piattaforma messa a punto da Journalism Online, in attesa di realizzare una sua applicazione – Dopo 25 articoli gratuiti sui siti web scatterà l’ obbligo di abbonamento, ma il suo ammontare non è stato ancora deciso --------------------- MediaNews, il gruppo editoriale titolare di una cinquantina di priodici locali negli Stati Uniti, adotterà un sistema di accesso a pagamento al web misto, simile a quello prospettato dal New York Times. Come rileva 233grados.com, il nuovo modello verrà sperimentato inizialmente con i quotidiani Enterprise-Record, di Chico, California, e Daily Record, di York, Penssylvania, a partire dal mese di maggio. L’ opzione studiata dall’ azienda prevede l’ offerta gratuita mensile di 25 articoli specializzati o premium sui suoi media digitali, mentre a partirfe dal 26/° scatterebbe un abbonamento il cui ammontare non è stato però precisato. (continua...)

Telecamera digitale per tutti i redattori

10 febbraio 2010
VideoreporterTutti i giornalisti della Journal-Register Company, un gruppo editoriale a cui fanno capo 19 quotidiani e 150 periodici regionali degli Stati Uniti e chei impiega 2.100 persone, riceveranno in dotazione una videocamera digitale. L’ idea dell’ azienda è di entrare in pieno nell’ era online, tanto che il suo consigliere delegato, John Paton, ha invitato a non considerarla più come una casa editrice di periodici ma come una compagnia di media in generale. Per realizzarle questo progetto – spiega www.233grados.com - , verrà aperto anche un laboratorio di giornalismo partecipativo e si allacceranno contatti e accorfdi con blogger e istituzioni per l’ approvvigionamento di contenuti multimediali. (continua...)

Pubblicità: 2009 disastroso per la carta stampata in Italia

10 febbraio 2010
Il consuntivo Nielsen indica un calo del 21,6% annuale negli introiti pubblicitari per quotidiani e periodici, mentre il dato generale è del 13,4% - A dicembre il calo è stato solo dell’ 1,6% sullo stesso mese del 2008, e televisione, cinema, radio e internet hanno registrato valori in crescita, ma per la carta stampata il trend continua ad essere negativo ------------------ Anche se il 2009 è stato disastroso per quotidiani e periodici – meno 21,6% negli investimenti pubblicitari -, qualche timido segnale di ottimismo per il settore dell’ editoria in Italia viene dagli ultimi dati della Nielsen. Come segnala yahoo.finance, nel suo consuntivo 2009 Nielsen evidenzia che in Italia l’anno si chiude con una flessione degli investimenti in pubblicità del 13,4%, a quota 8,51 miliardi di euro. Il dato di dicembre evidenzia invece un calo di soli 1,6 punti sul dicembre 2008 e invia un segnale di ripresa. (continua...)

Libertà di stampa nel 2010, la carta di Rsf

9 febbraio 2010

Anche Springer adotta il modello a pagamento

9 febbraio 2010
Sembra fare proseliti in Europa la linea di Murdoch -  Dopo Le Figaro, anche l’ editore tedesco alza i paywall per il  Berliner Morgenpost e l’ Hamburger Abendblatt ----- Altri giornali europei si stanno unendo al club dei sostenitori dei contenuti a pagamento capeggiato da Rupert Murdoch. Axel Springer ha infatti appena istituito i paywall per le edizioni online di due suoi giornali tedeschi: il  Berliner Morgenpost e l’ Hamburger Abendblatt. Una decisione che segue quella del Figaro, che è passato al modello a pagamento recentemente, e anticipa la analoga decisione del Times Online, attesa per la primavera. (continua...)

Una campagna contro l’ inquinamento da Comunicati Stampa

9 febbraio 2010
Campagna Pr Ispirata al film-documentario An Inconvenient Truth( Una scomoda verità), che nel 2006 Davis Guggenheim dedicò al problema del riscaldamento globale, è partita in UK una campagna di sensibilizzazione sull’ irrilevanza dei comunicati stampa, promossa da un gruppo di agenzie di Pubbliche relazioni inglesi. La campagna si intitola, appunto, ‘’An Inconvenient PR Truth’’ (Una scomoda verità sulle PR) ed è stata lanciata sulla base di una ricerca sulla irrilevanza dei comunicati stampa compiuta nei mesi di novembre e dicembre 2009 e consultabile qui. (continua...)

In crisi anche le riviste Usa, meno 9% le vendite in edicola

9 febbraio 2010
La crisi della stampa Usa ha investito pesantemente anche le riviste che, oltre a registrare una calo della pubblicità, stanno subendo una significativa diminuzione delle vendite nelle edicole. Secondo l’ Audit Bureau of Circulation – segnala 233grados.com – le 472 testate sotto controllo hanno visto una perdita del 9,1% nelle vendite nell’ ultimo semestre del 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008. Fra i titoli che hanno registrato il calo più significativo ci sono W (meno 41,7%, con una vendita media di 25.000 copie), Newsweek (41,3%, 62.000 copie), SmartMoney (37%, 26.000 copie), Time (34,9, 90.000), Good Housekeeping (30,7, 395.000) e Redbook (30,1,126.000 copie). Le vendite nelle edicole – commenta Stephanie Clifford  su mediadecoder, un blog del New York Times – tendono a essere condizionate dalla situazione economica e sono un indicatore puntuale della vitalità di una rivista più degli abbonamenti, su cui incidono altri fattori e che possono anche essere ‘’gonfiati’’ con forti sconti. La diffusione complessiva, compresi gli abbonamenti, comunque è scesa del 2,23%.