Il sito web ProPublica, la tramissione televisiva Frontline e il quotidiano Times-Picayune hanno avviato un innovativo progetto comune, Law&Disorder, per investigare sul comportamento del dipartimento di polizia di New Orleans dopo l’ urgano –Al centro dell’ inchiesta una serie di episodi in cui gli agenti avevano sparato sui civili in circostanze poco chiare e non approfondite - La collaborazione come elemento chiave del futuro del giornalismo investigativo
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Tre testate diverse si sono messe insieme per realizzare una inchiesta su New Orleans e il suo dipartimento di polizia. Si tratta - annuncia Editorsweblog citando un articolo di Editor and Publisher - del gruppo nonprofit di giornalismo investigativo ProPublica, del quotidiano The Times-Picayune di New Orleans e del programma televisivo Frontline.
Il progetto è stato chiamato Law & Disorder e sta raccogliendo video, materiali dei vari social network, foto e documenti che ricostruiscono diversi casi in cui è stata coinvolta la polizia della città, oltre a civili, subito dopo l’ uragano Katrina.
(continua...)
Law&Disorder: tre testate insieme per fare giornalismo d’ inchiesta
17 febbraio 2010
Il sito web ProPublica, la tramissione televisiva Frontline e il quotidiano Times-Picayune hanno avviato un innovativo progetto comune, Law&Disorder, per investigare sul comportamento del dipartimento di polizia di New Orleans dopo l’ urgano –Al centro dell’ inchiesta una serie di episodi in cui gli agenti avevano sparato sui civili in circostanze poco chiare e non approfondite - La collaborazione come elemento chiave del futuro del giornalismo investigativo
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Tre testate diverse si sono messe insieme per realizzare una inchiesta su New Orleans e il suo dipartimento di polizia. Si tratta - annuncia Editorsweblog citando un articolo di Editor and Publisher - del gruppo nonprofit di giornalismo investigativo ProPublica, del quotidiano The Times-Picayune di New Orleans e del programma televisivo Frontline.
Il progetto è stato chiamato Law & Disorder e sta raccogliendo video, materiali dei vari social network, foto e documenti che ricostruiscono diversi casi in cui è stata coinvolta la polizia della città, oltre a civili, subito dopo l’ uragano Katrina.
(continua...)
Parte ”Voci Globali, il meglio della blogosfera internazionale”
16 febbraio 2010
E’ partito oggi su lastampa.it ‘’Voci globali’’, uno spazio dedicato al meglio della blogosfera internazionale e realizzato in partnership con Global Voices Online.
L' iniziativa - spiegano i due partner - ''punta ad ampliare e approfondire la portata delle molte voci indipendenti online, non filtrate e in presa diretta, rendendole fruibili al pubblico italiano ed estendere così la conversazione globale sui temi d'attualità''.
(continua...)
Pubblicità: crollati del 70% in 10 anni negli Usa i ricavi dai piccoli annunci
15 febbraio 2010
Il fatturato del settore è sceso da 19,6 miliardi di dollari del 2000 a 6 miliardi del 2009 – In forte crisi il settore auto e immobiliare, ma c’ è anche qualche segnale positivo – In crescita i necrologi a pagamento, gli avvisi legali e gli annunci relativi agli animali
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Non è una notizia che il modello industriale dei quotidiani abbia registrato un precipitoso declino nel campo della piccola pubblicità, ma un calcolo sulla base dei dati contenuti nell’ ultimo State of the News Media, diffuso alla fine di gennaio, ha consentito di quantificarlo.
Il calo è stato del 70% in 10 anni: i ricavi sono passati da 19,6 miliardi di dollari del 2000 a, grosso modo, circa 6 miliardi di dollari nel 2009.
Lo rilevava qualche giorno fa Rick Edmonds, su Poynter.org, aggiungendo comunque che qualche dettaglio del Rapporto poteva sembrare intrigante, se non incoraggiante.
(continua...)
Come recuperare il valore dei contenuti ”rubati”
15 febbraio 2010
Solo nel mercato Usa per i giornali e le 3 maggiori agenzie quel valore sarebbe pari a 250 milioni di dollari l’ anno - Frédéric Filloux rilancia la questione della violazione del copyright e ragiona su quale parte di questo valore potrebbe essere realisticamente recuperato, sostenendo che, secondo delle prime stime, si potrebbe ottenere almeno il 10% del valore sottratto - Gli editori stanno cominciando a pensarci seriamente - E un primo network pubblicitario ha aderito al Fair Syndication Consortium, un consorzio costituito per l’ occasione
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’’Per i giornali e le tre maggiori agenzie di stampa, il valore netto attuale dei contenuti rubati è pari a circa 250 milioni di dollari, solo sul mercato Usa’’, dice Jim Pitkow, cofondatore e Ceo di Attributor. E solo per le tre grandi agenzie di stampa, il valore sottratto sarebbe pari al 40% dei ricavi globali.
Lo segnala Frédéric Filloux sull’ ultima Monday Note , in una riflessione in cui rilancia i dati emersi da una ricerca compiuta in autunno da Attributor (vedi Lsdi) e ragiona su quanta parte di questo valore potrebbe essere realisticamente recuperato.
Secondo delle
Link e segnalazioni (8-14/02)
14 febbraio 2010
Tutto quello che i giornalisti devono sapere su Google Buzz
Un collaboratore di Poynter.org spiega in un ampio articolo (eng) le possibili applicazioni della nuova ''creatura'' di G, una sorta di concentrato di Facebook-Twitter-Friendfeed
http://www.poynter.org/column.asp?id=31&aid=177590
Google Buzz: una serie di link
Li ha raccolti journalism.co.uk, che ha dedicato all' argomento una intera pagina
http://blogs.journalism.co.uk/editors/2010/02/11/buzz-links-for-journalists/
(continua...)
Chiudere la prima pagina alle 17,25?
13 febbraio 2010
Molti quotidiani, second Alan Mutter, potrebbero trarre beneficio da una chiusura anticipate della ‘’prima’’ come quella decisa dal Los Angeles Times, perché, invece di star dietro a CNN o Twitter, potrebbero puntare a un maggiore approfondimento, che è poi la caratteristica peculiare e l’ elemento chiave di concorrenzialità della stampa – Purtroppo la decisione del LAT, che partirà all’ inizio di marzo, non è il risultato di un esperimento coraggioso o nobile per rafforzare la qualità del prodotto – Nasce invece dalla durissima realtà economica che ha spinto il management a eliminare una struttura produttiva per risparmiare 10 milioni di dollari all’ anno
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Spostare la ‘’chiusura’’ della prima pagina a metà pomeriggio? Forse molti quotidiani trarrebbero un beneficio da una chiusura così anticipata. Lo pensa Alan Mutter che, in una delle sue ultime ‘’Reflections of a Newsosaur’’, prende spunto dalla decisione del Los Angeles Times di anticipare la chiusura alle 17,25 invece che alle attuali 23,25.
Perché benefici? Perché – dice Mutter – li spingerebbe a uno sforzo di costruzione e di programmazione maggiore della propria ‘’copertura’’.
(continua...)
Trasformare in grafici e tabelle gran quantità di dati grezzi
13 febbraio 2010
Tableau Public consente di organizzare e visualizzare graficamente le informazioni scegliendo degli esempi e realizzando delle tabelle esportabili o modificabili dai visitatori – Per esempio è possibile trattare i dati meteorologici di centinaia di stazioni meteo per ricavare le tendenze e le evoluzioni a grandi linee del tempo in una determinata zona geografica
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Visualizzare sotto forma di grafici e di tabelle una gran quantità di dati grezzi. E’ quello che aiuta a fare Tableau Software, che – racconta atelier.fr – propone una applicazione gratuita, Tableau Public, che permette di organizzare graficamente quelle informazioni e condividerle.
Il programma trasforma qualsiasi quadro di dati in forma di immagine: per esempio è possibile trattare i dati meteorologici di centinaia di stazioni meteo per ricavare le tendenze e le evoluzioni a grandi linee del tempo attraverso qualche semplice click. Una volta che i dati vengono recuperati dal sistema, è quest’ ultimo che decide come organizzarli e ne fa una sorta di sunto grafico.
(continua...)
Un fondatore di Pirate Bay crea un sistema di ‘’micropagamento sociale’’
13 febbraio 2010
Peter Sunde ha annunciato di aver creato un nuovo servizio che punta a cambiare il modo di pagare i contenuti su internet – Si chiama Flattr - Non si ‘’comprano’’ i contenuti uno per uno o per abbonamento, ma si versano dei soldi su un conto – Poi, a mano a mano, gli utenti votano i materiali migliori ai cui creatori vengono distribuite ogni mese le frazioni di ogni singolo conto sulla base delle segnalazioni ricevute
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Peter Sunde, uno dei fondatori di The Pirate Bay (il sito al centro di una complessa causa giudiziaria anche in Italia), ha annunciato di aver creato un nuovo servizio che punta a cambiare il modo di pagare i contenuti su internet.
Il sistema in questione – spiega bitelia.com – si chiama “Flattr“, un gioco di parole fra flatter (adulare) e flat rate (prezzo fisso). L’ idea è che gli utenti possano compensare i creatori dei contenuti che gli interessano attraverso dei piccoli pagamenti fissi. E’ il concetto di “micropagamento sociale”, in cui il danaro offerto da ciascun utente sia anche una forma di ‘’valorizzazione’’. Come su Digg si
Basta con lo sfruttamento dei giornalisti
12 febbraio 2010
In un intervento su ‘’Reflections of a Newsosaur’’, Alan Mutter ricorda fra l’ altro una foto finita sulla copertina di Time e compensata con soli 31,50 euro e invita i giovani giornalisti Usa a smettere di partecipare al loro stesso sfruttamento –‘’Non vi svendete per poco, perché i giornalisti non possono proteggere la società se loro stessi non possono proteggere la propria carrierra’’ – L’ articolo è stato accusatio di ingenuità e ha ricevuto anche molte reazioni critiche e ironiche - Ma il fatto che qualcuno lanci un allarme di questo genere vuol dire che anche negli Usa la situazione di molto giornalismo professionale sta diventando sempre più drammatica
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(p. r.) Basta con lo sfruttamento. Basta con una foto sulla copertina di Time pagata 31,50 dollari. I giornalisti devono smetterla di partecipare al loro stesso sfruttamento lavorando per una miseria o, peggio, offrendo gratis il loro lavoro. E devono ribadire, tutti insieme, la statura della loro professione.
La ragione è semplice: se non danno loro valore a quello che fanno, non lo farà certo nessun altro.
Parola di Newsosaur. Alan Mutter, in uno dei suoi interventi sul suo blog (‘’Reflections of a Newsosaur’’),
Tre motivi per condividere un articolo
12 febbraio 2010
Una ricerca del’ Università della Pennsylvania ha analizzato il tipo di articoli del New York Times maggiormente ‘’condivisi’’ dai lettori tramite email con amici e conoscenti – In testa quelli su argomenti positivi, gli articoli lunghi su problemi molto complessi e quelli che che ispirano rispetto e timore
(l’ illustrazione è del New York Times)
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Una interessante ricerca ha scoperto che i lettori sono spinti a condividere principalmente con amici e conoscenti tre tipi di articoli online: 1) articoli su argomenti più positivi che negativi; 2) articoli lunghi su problemi molto complessi; 3) articoli che ispirano sensazioni di rispetto e timore.
Lo studio è stato effettuato da Jonah Berger e Katherine L. Milkman, due studiosi di marketing e di operations and information management della