Monthly Archives: febbraio 2010

Link e segnalazioni (22-28/02)

28 febbraio 2010
Twitter: 50 milioni di tweet al giorno Al momento del suo lancio, nel 2007, contava 5.000 messaggi al giorno, cresciuti a 300.000 nel 2008. Il numero dei tewwt è cresciuto del 1.400 per cento, fino a toccare circa i 35 milioni al giorno e ora i 50 milioni. http://www.ejc.net/media_news/twitter_users_send_50_million_tweets_per_day/ -------- Twitter e Facebook: cresciuto dell' 82% il loro utilizzo Il tempo medio che ogni utente ha dedicato nel mese di dicembre ai social netowork è di circa cinque ore e mezza al giorno, secondo i dati diffusi in questi giorni da Nielsen. Cosa che segna un aumento dell' 82% rispetto allo stesso mese del 2008, quando il tempo era di circa tre ore . http://www.ejc.net/media_news/twitter_facebook_use_up_82_percent/ ------- (continua...)

News Dots: i fatti del giorno come un gigantesco social network

27 febbraio 2010
Newsdots2 Gran parte delle notizie sono interconnesse attraverso vari gradi di separazione. Persone, luoghi, vicende, molto spesso si accavallano. E News Dots, un sistema che fa capo a Slate, sta testando una interessante mappa interattiva che visualizza come gli argomenti si intrecciano, come in un gigantesco social network in continua evoluzione. Gli argomenti o i soggetti delle notizie – rappresentati dai circoletti – sono collegati gli uni agli altri se compaiono insieme in almeno due articoli e la dimensione dei cerchi è proporzionale al numero di volte che il soggetto viene menzionato. Per usare in maniera interattiva l’ immagine, basta cliccare su un cerchietto per vedere quali articoli parlano di quell’ argomento e quali altri argomenti sono connessi nel network. Si tratta di un work in progress, partito da diversi mesi, spiega Chris Wilson, invitando gli interessati a mandare le loro  idee per mettere a punto nuove funzionalità o ampliare quelle che già ci sono. (continua...)

NowPublic recluterà 1000 citizen-journalist a pagamento

27 febbraio 2010
NowPublic Il sito punta sulla produzione di contenuti di qualità e per questo ha deciso di ricompensare i collaboratori sia in danaro che con training e benefits vari – Il modello economico si baserà sulla pubblicità che dovrebbe essere assicurata dall' ''alto livello di qualità'' della produzione ---------------- NowPublic, uno dei più famosi siti di citizen journalism del mondo, vorrebbe reclutare a pagamento 1000 cittadini-collaboratori a partire dalla fine del 2010 nell’ ambito del suo nuovo modello economico ed editoriale. La testata pensa di reclutare entro marzo almeno 100 giornalisti-cittadini, che produrranno contenuti in cambio di soldi, training e altri benefits, spiega NowPubic. Per la prima volta dal suo lancio, nel 2005, i produttori verranno pagati per i materiali pubblicati. Il nuovo schema di acquisizione dei produttori fa parte di un progetto per la costruzione di un modello economico sostenibile, che possa attrarre scrittori, fotografi e autori di video di ‘’alta qualità’’, ha spiegato Joy Gugeler, Vicepresidente di NowPublic, a Journalism.co.uk. (continua...)

I siti web dei giornali prima fonte di informazione locale in Usa

27 febbraio 2010
Una nuova ricerca dell’ Associazione americana dei quotidiani (NAA) e di comScore mostra che il 57% degli internauti utilizza soprattutto i giornali online per le notizie locali, mentre seguono i portali e i siti web delle tv locali ------------ I siti web dei giornali sono la fonte principale a cui ricorrono i lettori Usa per una informazione locale completa. Lo afferma una Ricerca congiunta della Associazione americana dei giornali (NAA) e di comScore. Il 57% dei 3.000 adulti interpellati scelgono come prima fonte per le notizie locali i siti online dei quotidiani. La ricerca è stata condotta nel novembre scorso sulla base di un campione di adulti che usano comScore. (continua...)

Nel 2014 audiovisivo a 10,3 miliardi di lire in Italia

27 febbraio 2010
La previsione di e-Media Institute – Un rapporto sull’ andamento del settore al centro di un incontro in programma il 2 marzo a Roma --------- Nel 2014 il mercato audiovisivo italiano dovrebbe raggiungere un fatturato di 10,3 miliardi di euro. La previsione è al centro di un’ analisi sull’ evoluzione del settore che e-Media Institute presenterà martedì 2 marzo a Roma nella Sala degli atti parlamentari del Senato, a Roma, nel corso di un incontro sul tema  ‘’Il nuovo mercato dell’ audiovisivo di rete: aspetti economici e normativi’’. L’ analisi affonta separatamente i quattro singoli mercati del contenuto audiovisivo - a) televisione, b) home video, c) servizi video Internet-Web e d) servizi video via mobile - che tendenzialmente e progressivamente confluiscono e si ibridano nel macro-settore degli audiovisivi di rete o dei Servizi di Media Audiovisivi. La dimensione del fatturato previsto – 10,3 miliardi di euro, (misurato al livello dei ricavi degli editori), è pari allo 0,8% circa del Prodotto interno lordo stimato per il 2014. Rispetto al 2008, quando il mercato valeva circa 8,4 miliardi, si tratterebbe di una crescita in valori assoluti pari a poco meno di 2 miliardi.

Twitter, imminente una piattaforma per la pubblicità

26 febbraio 2010
Twitter-ad Twitter lancerà una piattaforma pubblicitaria entro un mese. Lo ha annunciato Seth Goldstein, co-fondatore e direttore generale, intervenendo a un incontro nell’ ambito dello IAB Annual Leadership Meeting 2010, dedicato anche alla strategia di Twitter. Rifiutandosi di annunciare esattamente quando Twitter farà partire la piattaforma - riferisce Mediapost - ,  Anamitra Banerji, responsabile della sezione Prodotti e monetizzazione della società, ha precisato a MediaPost: "stiamo lavorando a una piattaforma ma siamo solo in fase sperimentale’’. Mostrando una tabella relativa all’ andamento del traffico durante il Super Bowl, Banerji ha sottolineato che durante la finale del campionato il traffico relativo a quell’ evento rappresentava il 50% di tutti i tweets di quel momento. Analizzando costantemente il comportamento degli utenti, Banerji ha spiegato che ‘’la gente fa continuamente riferimento ai brand’’. Perché le aziende non cominciano a partecipare’’ a questa discussione in rete? Quando la piattaforma verrà lanciata, ha aggiunto Banerji, le aziende potranno ‘’spiegare chiaramente’’ che uno sponsor sostiene alcuni determinati ‘’hash tags’’ e renderli ‘’rilevanti e utili, in modo che gli utenti non pensino che si tratti di una pubblicità tradizionale’’. La vicenda, come è spesso successo per Twitter, comunque non è ancora chiara.

Internet e la nuova legittimazione dei giornalisti

25 febbraio 2010
Una parte del giornalismo vede la Rete come una minaccia assoluta che rimetterebbe in causa non soltanto il monopolio dell’ informazione, quanto le basi stesse dello status e della legittimità sociale dei giornalisti professionali, mentre l’ altra vi scorge un terreno avventuroso, in cui tutto deve essere ricostruito ma in cui c’ è posto per tutti – Quello che il funzionamento di internet rimette in gioco, spiega Narvic su Novovision, non è tanto l’ utilità dei giornalisti stessi, più necessaria che mai, ma è il modo con cui questo ruolo viene legittimato – Non fa capo a uno status stabilito a priori, ma a una reputazione che il giornalista si costruisce da solo all’ interno stesso delle reti, nelle interazioni sociali che vi si annodano, in funzione del posto che egli acquisisce « nella struttura delle reputazioni sulla Rete » - I giornalisti a cui internet fa paura sono quindi quelli che hanno più da perdere, quelli che pensano che occorrano troppi sforzi per lanciarsi nella mischia su internet, quelli che non vogliono uscire dalla loro routine e dal loro comfort; e quelli che hanno perso la voglia e la curiosità,

AOL controcorrente non taglia nelle redazioni e punta al giornalismo di qualità

25 febbraio 2010
Aol Mentre molte testate tagliano, AOL sta espandendo la sua produzione giornalistica. Ha alle sue dipendenze oltre 500 giornalisti a tempo pieno, molti dei quali, travolti dall’ implosione del giornalismo stampato, hanno trovato rifugio nelle sue redazioni,  e utilizza i contributi di più di 3.000 collaboratori. ‘’  Vogliamo migliorare il giornalismo con la tecnologia -  spiega il CEO di AOL, Tim Armstrong, in una intervista a BusinessWeek -.  E puntiamo a produrre contenuti di qualità, che ci consentiranno anche di alzare i prezzi delle inserzioni pubblicitarie’’. Armstrong, che guida AOL dal suo distacco da Time Warner, nel dicembre scorso, non ha precisato quanti ricavi pubblicitari si attenda da questa operazione-qualità, ma ha fatto intuire la sua intenzione di incrementare la produzione informativa quando ha risparmiato i giornalisti dai tagli che hanno investito 1.400 posti di lavoro a gennaio. ‘’Il settore giornalistico non verrà assolutamente toccato’’, ha aggiunto. (continua...)

Acta: un documento segreto conferma le preoccupazioni europee

25 febbraio 2010
Acta Filtrata, nonostante le cautele, quella che sembra la posizione Usa, che rispecchirebbe gli interessi dell’ industria del divertimento e che punterebbe a trasformare gli operatori Internet  in una sorta di polizia privata della Rete – La Quadrature du Net: ‘’ proposte che vanno in direzione opposta alla legislazione europea e mettono in grave pericolo i diritti e le libertà degli utenti di Internet’’ ---- Mentre continuano le polemiche e le prese di posizione sulla sentenza con cui il tribunale di Milano ha condannato (con una sorta di riconoscimento di ‘’responsabilità oggettiva’’) tre dirigenti di Google per violazione delle leggi sulla privacy, in Francia è trapelato un documento che, secondo il sito  La Quadrature du Net , potrebbe rappresentare  (e quindi chiarire)  la posizione Usa sul capitolo Internet di ACTA . Il documento, che è filtrato (1) nonostante il segreto in cui si svolgono le consultazioni (vedi Lsdi), confermerebbe le preoccupazioni espresse da un’ ampia coalizione di organizzazioni della società civile (2) di  vedere gli operatori Internet trasformarsi in una sorta di polizia privata della Rete. ‘’I negoziatori dell’ Unione europea – spiega

Slow Media Manifest

24 febbraio 2010
Slow I media ‘’lenti’’ sono accoglienti e caldi. E amano la condivisione, afferma un documento lanciato da un gruppo di giornalisti tedeschi – I media lenti ‘’sono progressisti, non reazionari, si basano sulla qualità, sia nella produzione che nella ricezione dei contenuti, puntano sulla fiducia e hanno bisogno di tempo per diventare credibili: insomma, dietro i media lenti ci sono degli uomini. E si sente’’. ----------- Uno dei concetti chiave nel paesaggio mediatico del secondo decennio del 21° secolo sarà il concetto di ‘’lentezza’’. Lentezza nel senso dello ‘’slow food’’ e non nel senso di ‘’decelerazione’’. Proprio come lo ‘’slow food’’ i media lenti non hanno niente a che spartire con il  consumo rapido. Staranno invece nell’ orizzone della scelta meditata degli ingredienti e della preparazione concentrata. I media lenti sono accoglienti e caldi. E amano la condivisione. E’ il quadro in cui si muove il  Manifesto per gli slow media (Das Slow Media Manifest) promosso da un gruppo di operatori dei media tedeschi. Il manifesto viene dopo un analogo documento su  Internet che, come racconta Owni.fr *,  aveva suscitato una certa discussione.