Rilanciata in Francia la proposta emersa (‘’un po’ troppo timidamente’’) dopo gli Stati generali della stampa scritta – Trasformare la ‘’mediapocalisse’’ in una ‘’mediamorfosi’’ – Un intervento di Philippe Couve – Una ipotesi da valutare anche in Italia, alla luce della richiesta di convocare gli Stati generali dell’ informazione che era stata avanzata dalla Federazione nazionale della Stampa, il sindacato dei giornalisti italiani
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Un laboratorio multidisciplinare per stimolare l’ innovazione nei media a un livello adeguato rispetto alle sfide del momento. E’ la proposta, avanzata nella primavera scorsa, che Philippe Couve rilancia ora in Francia su Samsa News, il suo blog, in un articolo sul design e l’ informazione online.
Secondo Couve l’ attuale architettura delle interfacce dell’ informazione online risente ancora in maniera pesante della tradizione cartacea, tanto che – sottolinea – le homepage sanno ancora troppo di prima pagina.
(continua...)
Un laboratorio multidisciplinare per l’ innovazione nei media
16 gennaio 2010
Rilanciata in Francia la proposta emersa (‘’un po’ troppo timidamente’’) dopo gli Stati generali della stampa scritta – Trasformare la ‘’mediapocalisse’’ in una ‘’mediamorfosi’’ – Un intervento di Philippe Couve – Una ipotesi da valutare anche in Italia, alla luce della richiesta di convocare gli Stati generali dell’ informazione che era stata avanzata dalla Federazione nazionale della Stampa, il sindacato dei giornalisti italiani
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Un laboratorio multidisciplinare per stimolare l’ innovazione nei media a un livello adeguato rispetto alle sfide del momento. E’ la proposta, avanzata nella primavera scorsa, che Philippe Couve rilancia ora in Francia su Samsa News, il suo blog, in un articolo sul design e l’ informazione online.
Secondo Couve l’ attuale architettura delle interfacce dell’ informazione online risente ancora in maniera pesante della tradizione cartacea, tanto che – sottolinea – le homepage sanno ancora troppo di prima pagina.
(continua...)
Tecnologia e creatività contro la crisi della carta stampata
15 gennaio 2010
I tablets riusciranno a ripristinare quella relazione tra brand editoriali e audience che è esistita fino a pochi anni fa? – Una riflessione di Ninjamarketing - Gli esperimenti di SpotsIllustrated e Mag+
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Tecnologia e creatività non convenzionale contro la crisi della carta stampata. A questo tema Ninjamarketing ha dedicato un ampio articolo prendendo spunto dalla pubblicazione (era il 1968) del primo numero della rivista The Whole Earth Catalog , considerato da Steve Jobs e Kevin Kelly come ‘’il precursore concettuale di Google e della blogosfera’’. La riflessione affronta le potenzialità dei tablets come strumenti dalla estrema flessibilità per ‘’ripristinare quella relazione tra brand editoriali e audience che è esistita fino a pochi anni fa: una relazione difficile da replicare o recidere, caratterizzata da fedeltà, affinità, senso di community e condivisione dei processi di sensemaking’’.
I tablet – spiega Ninjamarketing – ‘’rappresentano una sorta di evoluzione degli e-reader, ma ne superano i limiti dimensionali: grandi circa quanto una pagina, come degli iPhone giganti, offriranno un’esperienza di consumo che si avvicina molto di più alla lettura su carta – col valore aggiunto dell’interattività e dell’esclusività
“La democrazia muore dietro le porte chiuse” : il FOIA e la trasparenza degli atti pubblici
14 gennaio 2010
Una approfondita tesi di laurea analizza il Freedom of Information Act, lo strumento che dovrebbe assicurare ai cittadini la garanzia di trasparenza sugli atti della pubblica amministrazione (e che negli Usa ha consentito la pubblicazione dei Memorandum segreti del governo Bush sulle torture) - Il problema dell’ arretratezza italiana nel campo della cultura della trasparenza e l’ importanza di una nuova legge che regolamenti la possibilità di accesso ai documenti amministrativi o, per lo meno, il miglioramento di quella esistente
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Freedom Of Information Act, FOIA. E’ lo strumento che dovrebbe assicurare ai cittadini la garanzia di trasparenza sugli atti della pubblica amministrazione e che negli Usa ha consentito la pubblicazione (col via linbera del presidente Obama) dei Memorandum governativi sui ‘’metodi duri’’ di interrogatorio di sospetti terroristi da parte della CIA (vedi Lsdi, ”Ma che torture…”).
All’ analisi del FOIA un giovane ricercatore, Fabio Friso, ha dedicato una tesi di laurea (relatore Raffaele Fiengo) – Freedom of Information Act (FOIA), l’ accesso ai documenti del governo federale statunitense alla portata di tutti’’-, che, come avevamo annunciato, pubblichiamo su Lsdi.
La lettura di questa tesi, come sottolineava Fiengo introducendo il Dossier sulle torture
ExplainThis: la via di Jay Rosen al giornalismo partecipativo
12 gennaio 2010
Avviato in via sperimentale un nuovo modello di produzione giornalistica basato sulle questioni poste dai lettori - Il principio di base è che ‘’il giornalismo può essere potenziato da una maggiore partecipazione delle persone alla sua elaborazione’’ – Un progetto che si muove su due direzioni: la costruzione di una ‘’architettura per sollecitare, selezionare e raffinare le questioni poste dai cittadini ai giornalisti per la risposta’’ come una sorta di progetto open-source che chiunque può adattare; e la realizzazione di partnership con testate giornalistiche esistenti per trovare i giornalisti da impiegare
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Un mese fa Jay Rosen, scrittore e docente di giornalismo, in un post sul suo blog aveva parlato di una nuova iniziativa che avrebbe potuto migliorare il giornalismo permettendo a più persone di partecipare al processo giornalistico: : ExplainThis.
Consapevole dell’ importanza del contesto e delle ricerche nell’ ambiente dell’ informazione, Rosen aveva spiegato a Poynter Online che quella idea era basata su un approccio lettore-centrico alle notizie.
Ora ExplainThis sta partendo (è in fase beta) e Maria Conde su Editorsweblog ne fa una prima valutazione.
(continua...)
Solo il 2,4% dei lettori paga per l’ informazione online dei quotidiani Usa
12 gennaio 2010
Informazione locale: dai media tradizionali il 95% delle notizie
11 gennaio 2010
Uno studio del Project for Excellence in Journalism compiuto nella zona di Baltimora (Usa) rivela che, nonostante l’ ampiezza del nuovo ecosistema giornalistico, l’ 83% dei servizi dei media locali sono ‘’sostanzialmente ripetitivi e non trasmettono nuove informazioni’’ e che per la stragrande maggioranza le novità vengono riprese dai vecchi media, soprattutto i grandi giornali (nella foto una copertina del Baltimore Sun)
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Un nuovo studio del Project for Excellence in Journalism, una struttura del Pew Research Center, rileva che l’ 83% dei servizi dei media locali ‘’sono sostanzialmente ripetitivi e non trasmettono nuove informazioni’’.
Lo studio - racconta Richard Perez Pena, un esperto di editoria e giornalismo del New York Times - è stato realizzato analizzando gli articoli relativi alle sei principali vicende registrate nel corso di una settimana a Baltimora nel luglio scorso.
Nonostante la diminuzione di risorse delle redazioni più grosse – rileva Pena – ‘’quasi tutti gli articoli che contenevano informazioni nuove, praticamente il 95%, provenivano dalle testate tradizionali, molte delle quali sono di quotidiani’’. E questi articoli finivano per delineare l’ agenda giornalistica per la maggior parte degli altri media.

