Monthly Archives: gennaio 2010

Il NYT adotta il pay wall: verso il ‘’suicidio’’?

21 gennaio 2010
L’ annuncio che a partire dal 2011 il quotidiano newyorkese introdurrà delle forme di pagamento per l’ informazione online ha sorpreso molti osservatori, ma solo per la cautela che nasconde - E qualcuno ipotizza addirittura che con questa iniziativa l’ azienda non stia facendo altro che ‘’programmare il proprio suicidio’’ – Si tratta di semplice ‘’vaporware’’? ----- L’ annuncio che a partire dal 2011 il New York Times introdurrà delle forme di pagamento per l’ informazione online ha sorpreso molti osservatori, ma solo per la cautela che nasconde. E qualcuno teme che l’ azienda in questo modo non stia facendo altro che ‘’programmare il proprio suicidio’’. ‘’NY Times Apparently Planning To Commit Suicide Online With Paywall’’, titola ad esempio Mike Masnik su Techdirt. Eppure si tratta di ‘’un addetto ai lavori generalmente equilibrato e che non si lancia spesso in proclami eccessivi. Eppure, alla notizia che il New York Times passerà presto a una formula (parzialmente) a pagamento, si è spinto subito nelle critiche più feroci ’’, commenta Colin Mckenzie in BadTaste.it. (continua...)

Il giornalista del futuro e l’ arte di scrivere il codice

20 gennaio 2010
codice Dopo i blog, Facebook e Twitter, i giornalisti dovranno imparare anche a usare direttamente il linguaggio per la ‘’scrittura’’ delle pagine web – Un articolo del sito web del Guardian, secondo cui alla fine l’ importante è non aver paura dei nuovi media ma abbracciarli seguendo sempre l’ ispirazione dell’ etica del giornalismo ---------- Prima si parlava tanto di blog. Poi sono sbarcati su Facebook e Twitter. Ora l’ ultima moda fra i giornalisti sarà saper ‘’scrivere’’ il codice? Se lo chiede un articolo sul sito online del Guardian, in cui agli aspiranti giornalisti di oggi si consiglia di imparare a saper usare i codici per la ‘’scrittura’’ delle pagine web. ‘’E c’ è una certa logica in questo – commenta il quotidiano londinese -. Fino ad ora un giornalista cercava notizie e fatti che venivano poi confezionati e passati al lettore. Nel mondo digitale però ci sono piattaforme diverse che un giornalista può usare per diffondere quelle informazioni – dalle mappe alle applicazioni per il mobile, fino alla ‘’augmented reality’’ (vedi Lsdi, Realtà potenziata…). E per farlo bisogna che sia in grado di usare il codice. (continua...)

Giornalismo partecipativo: AOL lancia due nuovi siti di UGC

20 gennaio 2010
Owl Si tratta di Owl e Seed, che consentiranno agli utenti di pubblicare articoli, video e fotografie dietro compenso - Pur essendo nel bel mezzo di un pesante programma di tagli al personale Tim Armstrong, il Ceo di AOL, sta spingendo forte per il lancio di questi due nuovi siti come parte della strategia con cui punta a raddoppiare in 12 mesi il volume dei contenuti prodotti ---------- AOL sta mettendo a punto i contenuti per lanciare due nuovi siti web, , Owl e Seed, che consentono agli utenti di pubblicare articoli di approfondimento su vari argomenti  e di essere pagati per l’ invio di servizi e fotografie. Pur essendo nel bel mezzo di un pesante programma di tagli al personale – racconta l’ European Journalism Centre - , AOL sta spingendo forte per il lancio di questi due nuovi siti come parte della strategia con cui il suo CEO, Tim Armstrong, punta a raddoppiare in 12 mesi l’ insieme dei propri contenuti. (continua...)

Mediacamp 2010 a Perugia

20 gennaio 2010 Tag:

La ‘’redazione G’’

19 gennaio 2010
G1 Non si tratta più di convergenza fra carta e web, ma di andare in massa sulla rete, dove batte il cuore dell’ informazione – La ‘’bi-medialità’’ blocca e fa diventare schizofrenici, dice Benoit Raphael, delineando un nuovo modello di redazione (la ‘’Google Newsroom’’, appunto) fatta per l’ 80% di ‘’giornalismo che crea valore’’ e per il restante 20% di supersegretari di redazione e di community manager incaricati della ‘’messa in scena’’ dei contenuti sulla carta e sugli altri supporti ---------- Révolutionner la presse: la ''Google Newsroom'' di Benoit Raphael (da Demain tous journalistes?) E’ da diverso tempo che vengono proposti modelli di redazione integrata (il modello più noto è quello proposto dall’ Ifra, vedi anche qui). Un esempio è la redazione integrata del Daily Telegraph, anche se al primo approccio fa venire un po’ di strizza. Il problema è che, molto spesso, questi modelli troppo teorici si scontrano con la realtà delle redazioni: che sono fatte di giornalisti stampa-centrici con una debolissima agilità web. Ma soprattutto di giornalisti divisi fra ‘’due media’’ a cui si dice: dovete scrivere per due media. Cosa che provoca due tipi di blocco: 1) Il web

Si dimezzeranno in 30 anni i lettori di quotidiani in Usa

17 gennaio 2010
Mutter1 Nel 2025 la popolazione dei lettori di quotidiani in Usa sarà inferiore di un terzo e fra 30 anni si ridurrà del 50% - Le stime di Alan Mutter in una serie di proiezioni realizzate sulla base dei dati e delle tendenze attuali pubblicate su Reflections of a Newsosaur - La metà dei lettori hanno dai 50 anni in su, anche se questa fascia di età rappresenta solo il 30% della popolazione totale ed è ragionevole arguire che l’ audience globale diminuirà a mano a mano che la vecchia generazione muore – Le variabili dell’ andamento economico e della pubblicità -Il problema per gli editori sarà vedere fino a che punto l’ audience sarà ampia talmente da giustificare le enormi spese di gestione e di funzionamento necessarie per produrre e distribuire un giornale a livello di massa ----------

How long can print newspapers last?

di Alan Mutter (Reflections of a Newsosaur) Parlando in termini attuariali la popolazione dei lettori di giornali diminuirà negli Stati Uniti di circa un terzo in 15 anni e probabilmente sarà meno della metà di quanto è ora entro il 2040. La contrazione inevitabile – e apparentemente irreversibile

Link e segnalazioni (11-17/01/10)

17 gennaio 2010 Tag:
La redazione? E' all'università Il NYTimes ne prova un'altra: affida agli studenti di giornalismo la gestione di una sezione del proprio sito web http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=283&ID_articolo=30&ID_sezione=649&sezione= Autori più veloci degli editori Jason Pinter: «Gli autori sono quelli sempre sul fronte della tecnologia. Sono quelli che devono convincere a fatica gli editori ad aprire blog per promuovere i libri. Gli unici che vanno su Twitter e Facebook a coltivare relazioni. E gli editori, che si trovano davanti ad una grande occasione, restano indietro». http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1179 (continua...)

Un anno dall’ uccisione di Markelov e Baburova: forte tensione a Mosca

17 gennaio 2010
Anche se le autorità russe non hanno dato il permesso, i manifestanti intendono scendere lo stesso in piazza il 19 gennaio, anniversario dell’ agguato in cui furono ammazzati Stanislav Markelov, avvocato e attivista dei diritti umani, e Anastasia Baburova, giovane giornalista della Novaja Gazeta – Un corteo per “onorare la memoria di Markelov, Baburova e delle altre vittime del terrore ideologico e politico’’ e ‘’manifestare contro gli omicidi politici e ideologici, contro la comparsa del razzismo, dell'ostilità internazionale e religiosa, contro lo sciovinismo e la xenofobia nella politica e nella vita sociale” – Ancora in fase di stallo le indagini sul duplice omicidio ---------- di Valentina Barbieri Il 19 gennaio cadrà il primo anniversario dalla morte di Stanislav Markelov e Anastasia Baburova. Markelov era un avvocato e attivista dei diritti umani, ucciso nel centro di Mosca al termine di una conferenza stampa in cui contestava la scarcerazione di Juryj Budanov, ex colonnello russo accusato di crimini di guerra in Cecenia. Con lui è morta anche Anastasia Baburova, una giovane giornalista che scriveva di neofascismo e neonazismo per la Novaja Gazeta. In occasione dell'anniversario un gruppo di giovani, sostenuto da associazioni per i diritti umani, aveva

Un archivio sulla Sicilia ‘’segreta’’

17 gennaio 2010
Dedicato a Giovanni Spampinato, il cronista dell’ Ora ucciso a 25 anni, nel 1972, l’ archivio intende intende documentare le attività eversive, gli episodi di violenza politica, i traffici illeciti e i fatti di sangue che si verificarono nell’ Isola con un intreccio ancora non del tutto chiarito con la criminalità mafiosa e con le attività politico eversive della strategia della tensione che insanguinò l’Italia alla fine degli anni Sessanta e all’inizio degli Anni Settanta ---------- Un archivio di documenti, cartaceo e digitale, di facile consultazione, accessibile on-line, sulla Sicilia “segreta” degli anni della strategia della tensione. L’ archivio è intitolato a Giovanni Spampinato il cronista dell’ Ora ucciso nel 1972 a 25 anni, e intende  documentare le attività eversive, gli episodi di violenza politica, i traffici illeciti e i fatti di sangue che si verificarono nell’ Isola con un intreccio ancora non del tutto chiarito con la criminalità mafiosa e con le attività politico eversive della strategia della tensione che insanguinò l’Italia alla fine degli anni Sessanta e all’inizio degli Anni Settanta. L’ archivio – spiega l’ Associazione Giovanni Spampinato – ricostruirà con particolare attenzione ‘’gli avvenimenti che si verificarono nelle province

Attenzione, le notizie stanno cambiando

16 gennaio 2010
Buzz Un recente studio del Project for Excellence in Journalism (Pej) ha rivelato che, nonostante l’ ampiezza del nuovo ecosistema giornalistico, la gran parte dei servizi dei media locali sono ‘’sostanzialmente ripetitivi e non trasmettono nuove informazioni’’ e che per la stragrande maggioranza le novità vengono riprese dai vecchi media, soprattutto i grandi giornali – Ma attenzione, dice Jeff Jarvis, lo studio parte da un’ idea tradizionale di ‘’notizie’’ e le notizie, invece, stanno cambiando Stanno diventando più un processo che un prodotto, e vengono distribuite in maniera nuova grazie alla ricerca sui motori online e agli algoritmi sociali e non è vero che senza i giornali non ci sarebbero più notizie ----- ‘’How News Happens - A Study of the News Ecosystem of One American City’’, la recente ricerca del Project of Excellence in Journalism (vedi Lsdi, Informazione locale: dai media tradizionali il 95% delle notizie) ha suscitato un forte interesse ma anche diverse polemiche soprattutto perché molte testate tradizionali lo hanno accolto con un evidente pregiudizio conservatore, come uno spunto per la difesa dell’ esistente*, approfittando anche per sacrificare qualche capro espiatorio, in questo caso, soprattutto, i soliti, ‘‘maledetti’’