Monthly Archives: gennaio 2010

Link e segnalazioni (18-24/01/10)

24 gennaio 2010 Tag:
Online quattro anziani Usa su dieci Solo il 38% degli americani con 65 anni e più sono in rete, quasi la metà della percentuale (74%) dell’ intera popolazione. La fascia d’ età fra I 50 e I 64 anni è attestata sul 70%. http://pewinternet.org/Commentary/2010/January/38-of-adults-age-65-go-online.aspx L’ ingegnere dei media, mezzo giornalista e mezzo informatico Sta per avverarsi la previsione di Tom Foremski, un noto osservatore della Silicon Valley, che da tempo sottolineava l’ importanza di una figura del genere nell’ industria editoriale http://www.cmswire.com/cms/web-publishing/the-rise-of-the-media-engineer-part-journalist-part-techie-006437.php (continua...)

I quotidiani perdono lettori anche online

23 gennaio 2010
I quotidiani online sono l’ unica categoria di media digitali che hanno perso in popolarità nel corso del 2009. E’ il preoccupante dato emerso da una ricerca effettuata un’ azienda del gruppo IBM, secondo cui – annuncia Business Insider – il numero di persone che leggono quotidiani online è sceso nel 2009 di 10 punti, dal 64% del 2008 al 54% del 2009. Gran parte di questo calo - rileva Dorian Benkoil su Poynter.org – è dovuto alla fascia dei giovani (18-24 anni), che attingono da Facebook e dagli altri social media le ‘’ultime notizie’’. Ma un calo si registra, secondo lo studio, in altre fasce d’ età. L’ unico segmento di lettori online che cresce in maniera significativa quest’ anno è quello delle persone con più di 55 anni. Si tratta per giunta dell’ unico gruppo sociale disposto a pagare per l’ informazione che li interessa. Le implicazioni di questi dati possono essere molto rilevanti in campo editoriale – osserva Benkoil – in quanto mostrano che i giornali hanno forse meno tempo di quello immaginvanao oper cercare di mettere a fuoco come muoversi online’’. I dati completi del sondaggio, effettuato su un campione

Giornalismo investigativo: 143 milioni di dollari in 5 anni dalle Fondazioni Usa

22 gennaio 2010
Investigativo Ma la filantropia probabilmente non potrà continuare a mantenere i gruppi nonprofit per sempre e alcuni di essi si stanno già attrezzando per mettere a punto dei piani finanziari di sostenibilità - Non si esclude nessuna ipotesi, comprese le sottoscrizioni fra i lettori o la vendita di spazi pubblicitari - Un’ analisi dell’ Associated Press fa il punto sulla situazione, complicata, delle strutture che stanno cercando di riempire i vuoti nel campo del giornalismo d’ inchiesta lasciati dai media tradizionali - Il caso di ProPublica, che ha un budget redazionale annuale di circa 10 milioni di dollari e 36 fra cronisti e redattori e che, per ora, ha le spalle coperte a tempo indefinito - I gruppi non profit hanno cominciato poi a esplorare il modo di mettere in comune le loro risorse - Diversi di loro si sono incontrati a luglio per stilare un Manifesto per l’ Investigative News Network, una sorta di cooperativa del ‘’terzo settore’’ del giornalismo investigativo – L’ esempio della National Public Radio ----------

Can newspaper muckraking carry on in nonprofits?

di Andrew Vanacore (Associated Press) NEW YORK – I gruppi nonprofit specializzati

Gli aiuti alla stampa fra gli obbiettivi del governo di Madrid durante il semestre spagnolo

22 gennaio 2010
Nei sei mesi della presidenza dell’ Unione Europea la Spagna pensa di affrontare anche il tema degli aiuti alla stampa. Il governo – annuncia 233grados.com – ha intenzione di organizzare, nel contesto del semestre di presidenza, un incontro fra editori, professionisti ed esperti del settore media con l’ obbiettivo di ‘’raggiungere delle posizioni comuni e avviare, quanto prima, soluzioni comuni in un momento di transizione chiave per il futuro del giornalismo’’, come ha detto il primo vicepresidente del consiglio,  María Teresa Fernández de la Vega. L’ esecutivo, in particolare, vorrebbe approfittare del semestre per ‘’aumentare le garanzie sui diritti di proprietà intellettuale dell’ informazione, sia in Spagna che nell’ Unione europea’’, ha spiegato De la Vega durante la consegna dei premi annuali del Club Internacional de la Prensa e dell’ Asociación de Corresponsales de Prensa Extranjera (ACPE). Sostenendo che la conoscenza è ‘’la materia prima più importante del XXI secolo’’ e che, per questo motivo, è necessaria ‘’una sua maggiore protezione per garantire il progresso dell’ Europa’’, la vicepresidente si è impegnata a lavorare per ‘’garantire con la legge che i diritti di tutti i cittadini siano sempre rispettati, inclusi i diritti dei giornalisti professionali’’. L’

Dopo i tedeschi anche gli editori spagnoli contro Google

22 gennaio 2010
Spagna Dopo la decisione di alcuni editori tedeschi di muovere legalmente contro Google , anche in Spagna si profilano mosse analoghe. La  Asociación de Editores de Diarios Españoles (Aede) non esclude infatti di denunciare Google News per  ‘’utilizzo illecito di contenuti’’, anche se preferirebbe ‘’percorrere altre strade’’ prima di arrivare a una decisione del genere. Lo annuncia il sito online spagnolo 233grados.com , spiegando che il direttore generale dell’ Aede,  Ignacio Benito, pur confermando la convinzione che ‘’si stanno utilizzando indebitamente i contenuti prodotti dagli editori’’, per il momento questi ultimi preferiscono ‘’imboccare altre vie’’ diverse dalle iniziative giudiziarie per ottenere da Google una modifica della sua politica. "Fino ad ora non è stata presa nessuna decisione (di adire le vie legali), ma questo non vuol dire che non si possa farlo in futuro’’, ha detto Benito a Europa Press.

Arriva dai motori di ricerca da 1/3 al 50% del traffico per i siti dei 5 maggiori quotidiani Usa

21 gennaio 2010
Google, Yahoo e Microsoft sono fra le principali fonti del flusso di utenti che arrivano ai grandi giornali nazionali – I dati di comScore ---------- Secondo le rilevazioni di comScore, fra un terzo e la metà di tutto il traffico dei siti online dei cinque maggiori quotidiani Usa proviene dai motori di ricerca. I dati, che risalgono al settembre scorso, costituiscono una conferma evidente sull’ affidamento che i grandi giornali fanno su Yahoo, Google e Microsoft per l’ impostazione dei loro modelli di reddito. L’ analisi – aggiunge i.bnet.com - rivela anche delle differenze notevoli fra le perfomance dei motori di ricerca relative ai diversi siti. (continua...)

Quasi la metà degli utenti di Google News non vanno sui siti dei giornali

21 gennaio 2010
Google Un sondaggio di un centro di ricerca Usa rischia di riaprire le polemiche fra editori e Google, che sostiene di portare ai siti online delle testate ‘’aggregate’’ 100.000 click al minuto ---------- Quasi la metà  degli utenti di Google News si contentano di leggere i titoli delle notizie, senza cliccarci sopra per accedere agli articoli dei vari siti delle testate giornalistiche a cui i richiami fanno riferimento. Lo ha rilevato un sondaggio  realizzato dal Centro di ricerche Outsell e pubblicato martedì. Lo studio – commenta la France Presse -  sembra destinato a rinfocolare le polemiche divampate in questi ultimi tempi contro Google e che vedono in prima fila Rupert Murdoch, il magnate della News Corp, il quale accusa la grande ‘’G’’ e gli altri aggregatori di notizie di non dividere le entrate pubblicitarie con i titolari dei siti verso cui propongono i link. (continua...)

Stampa: Parigi studia aiuti statali anche alla distribuzione

21 gennaio 2010
Dopo gli aiuti all’ editoria online il governo francese potrebbe decidere di sostenere anche il settore della distribuzione dei giornali.  Lo ipotizza Le Figaro, spiegando che il primo ministro François Fillon ha incaricato l’ ispettore generale delle Finanze di Parigi, Bruno Mettling di valutare la possibilità di concedere aiuti a Presstalis, la principale azienda di distribuzione di giornali del paese, che sta attraversando un momento di grosse difficoltà finanziarie. Legate da un lato al peso strutturalmente deficitario, da alcuni anni, della distribuzione della stampa quotidiana di carattere nazionale e, dall’ altro, alla diminuzione delle vendite che, secondo l’ azienda, sarebbe per il 2009 del 7%. Per l’ azienda si profila dunque – prosegue Le Figaro – lo spettro dell’ avvio di una procedura fallimentare. Sec ondo il suo presidente, Rémy Pflimlin, nel 2009 il gruppo dovrebbe perdere circa 15 milioni di euro e la sua ricapitalizzazione, che dovrebbe essere avviata quest’ anno, si scontra con il dissenso fra gli azionisti (Lagardère, che ha il 49%, e cinque cooperative di stampa che detengono il 51%).

Internet il mezzo più influente, ma la tv è più frequentata in Uk e Germania

21 gennaio 2010
Influenza Internet è in testa alla classifica dei media più influenti, raggiungendo più del 40% dello share in Uk e Germania e il 37% in Francia. I dati – spiega Sfnblog – sono frutto di una ricerca, Digital Influence Index Study 2008 condotta da Fleishman-Hillard Inc. ed Harris Interactive. La tv è la secondo posto. Radio giornali e riviste seguono con meno del 20% (vedi World Digital Media Trends 2009, un Rapporto appena diffuso dalla Wan). Quanto al tempo ad essi dedicato, invece, la Tv è al primo posto, segita da internet e radio. Per la carta stampata, quotidiani e riviste pesano per meno del 10% ciascuno nei tre paesi analizzati, molto meno di quanto pesino invece sul piano della influenza.

Cinque giorni solo con Twitter e Facebook

21 gennaio 2010
Senzagiornali Cinque giornalisti rinunceranno ai canali di informazione tradizionale chiudendosi in isolamento in una fattoria del Périgord, nel sudest della Francia – Un altro esperimento di astinenza a Londra dove un PR appassionato compulsivamente dei quotidiani ha cominciato dal 1 gennaio un anno di vita senza comprare né leggere un giornale – ‘’Ce la farò a sopravvivere?’’ ---------- Cinque giornalisti di altrettante radio pubbliche francofone passeranno cinque giorni in isolamento informativo in una fattoria con Twitter e Facebook come uniche fonti di informazione. I professionisti, che lavorano per France Info, France Inter, Radio Télévision Suisse, Radio Canada e RTBF, vogliono valutare – spiega Tele2semaines.fr -  ‘’che tipo di informazione si riceve attingendo da queste reti’’, se le notizie che ricevono siano pertinenti, se si tratta della stessa informazione che avrebbero ricevuto per mezzo dei media tradizionali e come si costruisce la percezione della notizia attraverso questi canali. (continua...)