Monthly Archives: gennaio 2010

L’ insegnamento del giornalismo imprenditoriale

29 gennaio 2010
Comincia a diffondersi in varie parti del mondo l’ idea di introdurre anche la cultura dell’ imprenditorialità nel campo della formazione giornalistica – In un articolo di qualche giorno fa su BuzzMachine Jeff Jarvis fa il punto degli ultimi sviluppi ---------- Teaching entrepreneurial journalism di Jeff Jarvis (BuzzMachine) Il CUNY ha recentemente avuto l’onore di ospitare  una conference call che ha coinvolto più di 25 insegnanti da tutto il mondo – da New York all’Arizona a Berkeley, da Guadalajara a Londra a Oslo – che insegnano o stanno iniziando ad insegnare giornalismo imprenditoriale. Di seguito il wiki attraverso il quale continueremo a condividere programmi, casi di studio, materiale didattico e video. Qui, invece, il link per scaricare la registrazione della conferenza. (continua...)

Il direttore del Guardian: ‘’perché il nostro sito online resterà gratuito’’

28 gennaio 2010
Far pagare i contenuti online potrebbe essere una buona scelta ‘’in termini economici’’ ma ‘’sul piano editoriale’’ significherebbe ridurre i propri accessi e la propria influenza. E’ così che il direttore del Guardian, Alan Rusbridger (nella foto), ha spiegato perché ha deciso che il suo giornale lascerà l’ accesso gratuito ai contenuti online. Rusbridger – riporta editorsweblog - è intervenuto domenica a un incontro (2010 Hugh Cudlipp lecture) sul tema ‘’Esiste il Giornalismo?’’ dedicato a Hugh Cudlipp, un ex direttore del Daily Mirror “Nessuno attualmente può essere sicuro di un business model per quello che facciamo’’ – ha aggiunto. ‘’L’ industria dei quotidiani deve imparare valutando le strategie di diversi soggetti che sperimentano modelli economici diversi, compreso quello che prevede la gratuità dell’ informazione generalista accanto al pagamento per il mobile o per i contenuti di carattere specialistico’’. Il testo integrale dell’ intervento di Rusbridger è stato pubblicato dal Guardian qui.

La tavoletta c’ è, ora tocca agli editori alimentarla in maniera intelligente

28 gennaio 2010
Fra gli editori i creatori di videogame si stanno già fregando le mani per la disponibilità di una nuova piattaforma mobile di grande qualità. Gli editori di libri sperano un nuovo mercato degli ebook, anche se dovranno da ora sottostare alla forza economica e semi monopolistica dell’imtermediario Apple. Gli editori di giornali da tempo sperano nel luminoso futuro dell’Ipad. Sicuramente Ipad può aiutarli soprattutto per quello che riguarda una clientela medio alta e soprattutto molto nomade. Purchè gli editori sappiano leggere i segnali del mercato e cucinare un giusto mix fra prodotto e prezzo da porgere ai consumatori. I buoni 4/5 degli attuali lettori umani di contenuti digitali resteranno legati a una fruizione classica dei contenuti: personal computer e browser. Per loro l’Ipad sarà un sogno o un oggetto meno utile. (da Apple Ipad: ora c’è il contenitore che serviva, la sfida è sui contenuti)

Welcome at La Cantine, il rendez-vous della comunità digitale

28 gennaio 2010
Mobile monday, Climb tuesday, Open day/Opensource, Barcamp... Sono i nomi della miriade di eventi organizzati non a San Francisco ma in quella Francia spesso tacciata di sciovinismo - In uno spazio polifunzionale il 31 gennaio 2010 spegnerà la sua seconda candelina - Benvenuti a La Cantine (letteralmente "la mensa") che si autodefinisce "un luogo collaborativo per gli attori digitali". E per il giornalismo del futuro - LSDI lo ha visitato per voi. ---------- di Adriano Farano Parigi - Sono le 10 del mattino quando arriviamo a La Cantine, nel cuore del quartiere Sentier, a Parigi. Pardon, del Silicon Sentier, il "quartiere digitale" con wi-fi gratuito e incentivi per le imprese messo a punto da Comune e Regione, sponsor del progetto nell'ambito di un "polo di competitività". Il caffè non sarà proprio ristretto ma almeno viene servito gratuitamente ai gruppetti di blogger, designer, sviluppatori, investitori o giornalisti (età media 30 anni) in piena discussione o lavoro. Sorpresa: nel cuore di Parigi si sente parlare sia francese che inglese e la quasi totalità degli eventi in programmazione hanno nomi anglosassoni. (continua...)

Dopo il paywall solo 35 nuovi abbonati a Newsday.com

27 gennaio 2010
newsday Il quotidiano di Long Island aveva introdotto il  nuovo sistema nell’ ottobre scorso - Un risultato che suona allarmante per gli editori che pensano di introdurre i pagamenti per i contenuti online - Aggiornamento: Newsday, ''siamo un sito già molto popolare e non ci aspettavamo grandi risultati'' ---------- Un avvertimento agli editori che stanno meditando di passare ai contenuti a pagamento: Newsday.com ha raccolto esattamente 35 nuovi abbonati da quando, nell’ ottobre scorso, ha innalzato un paywall. Come osserva The New York Observer è più o meno il numero medio di alunni di una classe delle scuole elementari, riferisce ecoconsultancy.com. Il quotidiano di Long Island è stato uno delle prime testate non economiche a inserire I pagamenti per l’ informazione online nel 2009 ma i primi dati ‘’non sono tanto comici quanto fonte di depressione: in tre mesi solo 35 persone hanno deciso di versare 260 dollari per un anno di accesso pieno al sito Newsday.com. Dopo aver investito quasi 4 milioni di dollari per ristrutturare il sito, commenta The Observer, il giornale avrebbe dovuto fissare l’ abbonamento ad almeno 9.000 dollari per pareggiare i conti. Secondo MediaPost,

La crisi dei media brucia quasi 2.000 posti di lavoro a Madrid

27 gennaio 2010
Madrid Tira brutta aria anche in Spagna nel campo dell’ editoria e della professione giornalistica. Secondo i dati dell’ Observatorio della crisi messo a punto dalla Asociación de la Prensa de Madrid (APM), alla data del 19 gennaio erano 1.845 i posti di lavoro persi nei mezzi di comunicazione madrileni dal giugno 2008, quando vennero avviate una serie di pesanti ristrutturazioni. Negli ultimi tre mesi – aggiunge l’ APM – sono andati in fumo 333 posti di lavoro: non si tratta comunque solo di giornalisti, ma an che di tutti gli altri impieghi nei settori dell’ amministrazione, della pubblicità, della stampa, ecc. E il numero sarebbe destinato ad aumentare se si contassero anche gli addetti delle riviste professionali e quelli degli uffici stampa e comunicazione.

Giornalismo nonprofit: nuovi esperimenti negli Usa

27 gennaio 2010
mirror L’ ultimo è il Connecticut Mirror , che si definisce come ‘’una fonte indipendente di notizie e informazioni sul governo, l’ attività politica e la pubblica amministrazione’’ di quello Stato – Oltre alla normale attività di cronaca, il sito si impegna a consentire ai propri lettori di accedere a fonti di notizie e informazione difficile da trovare online - Raccolti già 1,8 milioni di dollari, che assicureranno almeno 3 anni di attività – Servizi e articoli a disposizione, gratuitamente (‘’per ora’’) delle altre testate ----- Un nuovo sito web di giornalismo nonprofit è stato lanciato lunedì scorso negli Stati Uniti (in Connecticut), col duplice scopo di produrre e pubblicare articoli e servizi e di consentire ai propri lettori di accedere a fonti di notizie e informazione difficile da trovare online. Lo annuncia Poynter Online. Il nuovo sito - il Connecticut Mirror - si definisce come ‘’una fonte indipendente di notizie e informazioni sul governo, l’ attività politica e la pubblica amministrazione’’. (continua...)

Troppi segreti, la Fnsi lancia una campagna per la trasparenza degli atti pubblici

26 gennaio 2010
Foia Il presidente della Federazione della stampa, Roberto Natale, annuncia una iniziativa sui temi dell’ accesso ai documenti della pubblica amministrazione – Un Dossier di Ducato Online, il quotidiano dell’ Ifg di Urbino – "Vogliamo usare l’esempio del Foia da un lato come leva per permettere a noi giornalisti di fare meglio il nostro lavoro, dall’altro come strumento per rendere più interessanti i nostri prodotti per i lettori’’ – Costituito un primo gruppo di lavoro - – Il Freedom of information act e la pubblicazione dei Memorandum sui metodi duri di interrogatorio della Cia ---------- La Fnsi, il sindacato unitario dei giornalisti italiani, ha dato il via alla costituzione di un gruppo di lavoro incaricato di promuovere una iniziativa pubblica sul tema del Freedom Of Information Act (Foia), l’ insieme di norme che in vari paesi assicurano la trasparenza e l’ accesso ai documenti della Pubblica amministrazione. Lo ha annunciato il presidente della Federazione della stampa, Roberto Natale, in una intervista al Ducato, il quotidiano online dell’ Istituto per la Formazione al giornalismo di Urbino, che ai temi del FOIA e alla questione della mancanza in Italia di una

La scomparsa dell’ utente medio

26 gennaio 2010
[caption id="attachment_4091" align="alignleft" width="300" caption=""Campus Party" a Valencia (da Repubblica.it)"]"Campus Party" a Valencia (da Repubblica.it)[/caption] Un tempo – spiega Frédéric Filloux su Monday Note - la struttura dei media portava ad una distribuzione equa delle entrate, a prescindere dai contenuti e dagli utenti. Ma ciò non è più applicabile all’utenza della Rete: essa è più dispersa e segmentata che mai, ed il suo valore specifico può rappresentare una differenza critica nell’elaborazione di un modello di business – L’ importanza del concetto e della conoscenza degli ‘’heavy user’’: l’ 1%, ad esempio, utilizza il 20% dell’ intera banda larga fruita in un determinato periodo – E poi, secondo Filloux, il pubblico non acquista più contenuti all’ingrosso, ma li seleziona, lasciando a terzi, l’ instabile mercato pubblicitario, l’onere di finanziarli ---------- The Death of Joe Average di Frédéric Filloux (Monday Note) L’utente medio è scomparso; dimentichiamocene. Dieci o venti anni fa, analizzare l’utenza era molto più semplice, in quanto i gruppi target dei fruitori dei media erano ben definiti e relativamente invariati. I network televisivi, ad esempio, avevano un’idea precisa su chi stesse guardando cosa, e anche le televisioni via cavo conoscevano il proprio pubblico

Russia: anniversario Markelov-Baburova, l’ opposizione si fa sentire

26 gennaio 2010
Mosca Nell’ anniversario dell’ uccisione di Stanislav Markelov e Anastasia Baburova centinaia di cittadini sono scesi in piazza a Mosca – Duro intervento delle truppe antisommossa e decine di arresti fra cui anche Lev Ponomarev, leader del movimento “Per i diritti umani”, – Iniziative in varie altre città – Secondo il Kommersant si è trattato di ‘’una delle più sentite azioni di opposizione degli ultimi tempi’’ – Ma si sono registrate anche polemiche all’ interno delle opposizioni ------------ di Valentina Barbieri La manifestazione per Stanislav Markelov e Anastasia Baburova é stata per il Kommersant una delle più sentite azioni di opposizione degli ultimi tempi. Centinaia di persone il 19 gennaio hanno voluto ricordare l'avvocato dei diritti umani e la giovane giornalista con fiori, slogan e manifesti. Centinaia di voci che chiedevano alle autorità di risolvere il caso, condannare i colpevoli e modi più efficaci per contrastare i neonazisti. Hanno partecipato antifascisti, attivisti dei diritti umani, rappresentanti di organizzazioni sociali, media, semplici moscoviti, coadiuvati dal Comitato 19 gennaio, dal leader del movimento “Per i diritti umani” Lev Ponomarev e da Ljudmila Alekseeva, direttrice del gruppo per i diritti umani “Mosca Helsinki”. Un'azione corale, potente, rovinata dagli arresti