Link e segnalazioni (25-31/01)
31 gennaio 2010
Niente recessione su Second Life
Gli utenti di quel mondo virtuale hanno speso 567 milioni di dollari in transazioni fra individui nel 2009, con un incremento del 65% anno su anno
http://www.emarketer.com/Article.aspx?R=1007482
La situazione dell’editoria italiana e della filiera della carta è grave
La crisi economica ha colpito in modo pesante e sembrano ancora lontani i giorni della ripresa. A ribadirlo sono le associazioni di categoria dell’intera filiera di carta, editoria e stampa, che si sono riunite nei giorni scorsi presso la sede della Fieg, la Federazione italiana degli editori.
http://quomedia.diesis.it/news/20716/editoria-italiana-fa-i-conti-la-crisi
(continua...)
Il manifesto del dominio pubblico per aprire l’accesso alla conoscenza
31 gennaio 2010
(da Xaraan)
È online il manifesto del dominio pubblico, al momento in inglese ma in corso di traduzione in varie lingue. In sintesi, i suoi principi, lanciati dal progetto europeo Communia, coordinato dal Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino, riguardano questi aspetti:
Storicamente il pubblico dominio, ovvero quelle opere dell’ingegno che si possono usare liberamente, come gli scritti di Alessandro Manzoni o le musiche di Giuseppe Verdi, ha rappresentato un bene comune di cruciale importanza per lo sviluppo della cultura [...]. In base alla corrente normativa sul diritto d’autore (o copyright), fanno parte del pubblico dominio quelle opere mai coperte dal copyright (perché non originali o perché meri fatti, leggi scientifiche, ecc.) o che non lo sono più per la scadenza del limite temporale di protezione previsto dalla legge (in molti paesi 70 anni dopo la morte dell’autore). Nella definizione adottata dal progetto Communia, il termine assume tuttavia un carattere più ampio, estendendosi alle varie forme di “accesso aperto” alla conoscenza, come le opere rilasciate con una licenza Creative Commons. Incluse in questa accezione di “pubblico dominio” sono anche le eccezioni e limitazioni al
Internet: ancora massimo segreto sul negoziato ACTA
31 gennaio 2010
Concluso in Messico, nella solita opacità, anche il settimo round sull’ Anti-Counterfeiting Trade Agreement , il trattato che fra l’ altro dovrebbe combattere la ‘’pirateria’’ informatica ma che, secondo moltissimi osservatori, colpirebbe a morte la libertà della Rete – L’ obbiettivo è concludere l’ accordo entro il 2010 - Generici impegni di trasparenza dei negoziatori e appelli alla mobilitazione da parte della società civile
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Anche il settimo round delle negoziazioni intergovernative sull’ Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA)* - il trattato che dovrebbe combattere la ‘’pirateria’’ informatica e salvaguardare il diritto d’ autore ma che, secondo moltissimi osservatori, colpirebbe a morte la libertà della Rete - si sono svolte inMessico nel massimo segreto a dispetto di tutti gli appelli per una maggiore trasparenza lanciati alla vigilia da numerose associazioni di vari paesi del mondo. E questo nonostante che lo stesso documento finale riferisca paradossalmente che i partecipanti all’ incontro avrebbero sottolineato ‘’l’ importanza di offrire delle possibilità di partecipazione significativa ai cittadini’’, riaffermando ‘’il loro impegno a intensificare i loro sforzi per fornire quelle possibilità e a migliorare collettivamente la trasparenze’’.
Una petizione di principio finora smentita dai fatti, mentre i tempi si
Segreti: Wikileaks chiude (temporaneamente) per raccogliere fondi
31 gennaio 2010
Il sito Usa, che ospita documenti classificati o riservati e che in questi anni per il suo lavoro ha vinto vari premi giornalistici di grande rilievo, ha sospeso le pubblicazioni per mancanza di soldi e lancia un appello ai cittadini a sostenerlo con donazioni – ‘’Non possiamo accettare fondi governativi o di gruppi industriali per mantenere la nostra assoluta integrità’’
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Centinaia di migliaia di pagine con informazioni relative a episodi di corruzione bancaria, al sistema carcerario Usa, alla Guerra in Irak, alla Cina e all’ Onu si stanno accumulando nei cassetti perché Wikileaks non ha in questo momento le risorse per pubblicarle. E per concentrare tutte le proprie forze sulla raccolta di fondi che consentano di andare avanti per il 2010 il sito è costretto a sospendere ogni operazione. ‘’Ma torneremo presto’’.
Wikileaks – che ospita documenti classificati e riservati e che, come ricorda Pino Bruno sul suo blog, secondo The National (19 novembre 2009) ‘’ha probabilmente prodotto nella sua breve vita più scoop che il Washington Post negli ultimi 30 anni ” - ha lanciato una campagna di sostegno finanziario rivolgendosi direttamente ai cittadini.
(continua...)
Industria dell’ informazione: grandi lavori ancora in corso
30 gennaio 2010
Mentre YouTube raccoglie in in 60 giorni tante immagini quanto le 3 grandi catene americane ne hanno prodotte in 60 anni (ogni minuto vengono registrate 20 ore di video), i giornali Usa in 3 anni hanno perso il 20% dei loro addetti – Le imponenti trasformazioni del mondo dei media al centro dell’ ultimo Information Industry Summit della SIIA (Software and Information Industry Association) di New York, messo un po’ in ombra dal ciclone iPad – Le previsioni e i consigli di Outsell
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La presentazione dell’ iPad a San Francisco (il 27 gennaio) ha messo in ombra altri importanti appuntamenti in programma nei giorni scorsi, fra cui anche l’ Information Industry Summit della SIIA (Software and Information Industry Association) di News York.
La convention è stata invece un’ occasione rilevante per misurare la velocità dei cambiamenti nel mondo digitale e l’ ampiezza di ristrutturazioni, ancora ben lontane dalla conclusione.
Dovendo fare delle cifre – osserva Pierre Taillefer su MediaWatch – quelle che colpiscono di più sono sicuramente quelle fatte David Eun (vicepresidente YouTube, addetto agli accordi strategici): in 60 giorni You Tube raccoglie tante immagini quanto le 3 grandi catene americane ne
Come sarà un quotidiano del 2028?
30 gennaio 2010
A picco i quotidiani gratuiti in Spagna
30 gennaio 2010
Da cinque milioni di copie giornaliere nel 2006 la diffusione è scesa a 2,3 milioni alla fine del 2009 – In un anno un calo del 43% - Rimaste solo tre testate, che continuano a perdere copie
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Meno di quattro anni fa, nel 2006, almeno 5 milioni di copie di quotidiani gratuity venivano distribuiti in Sopagna ogni giorno feriale. Alla fine del 2009 questa cifra era crollata a meno della metà: 2,3 milioni. Rispetto al 2008 (3,9 milioni di copie), la diffusione è diminuita del 43%.
Una delle cause – rileva newspaperinnovation.com - è il gran numero di testate chiuse nel paese, con la chiusura di Metro (gennaio 2009) come momento culminante. Ma hanno chiuso anche testate locali a Bilbao, Valencia, Alicante, Malaga, Pamplona, Almeria, Benidorm, Madrid, Mallorca e a Barcelona. Sparito anche, come gratuito, il quotidiano dell’ Iberia, la Gaceta de los Negocios, che è diventato a pagamento.
Ma anche i tre quotidiani rimasti, 20 Minutos, Què! e ADN hanno perso copie. Sia Què! che ADN hanno chiuso numerose edizioni (La Coruna, Mallorca, Murcia, Cartagena, San Sebastian, Santander, Castellón, Huesca, Pamplona, Vigo, Alicante, La Rioja, Cadiz e Jerez).
Tv: ascolti, vanno giù i canali generalisti
30 gennaio 2010
Quelli spagnoli soffrono più di tutti segnando in un anno un calo del 5,5% - Flessione più contenuta in Italia: -2,7% - Profondi cambiamenti nel mercato spagnolo – La BBC primo broadcaster su YouTube - I dati di e-mediainstitute
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I canali generalisti spagnoli sono quelli che, nei principali Paesi europei, hanno sofferto maggiormente la contrazione degli ascolti nel corso del 2009.
In un anno – rileva e-mediainstitute -, l’audience share cumulata di TVE-1, La2, Antena 3 e Tele 5 ha registrato una flessione di ben 5,5 punti percentuali, passando dal 55,5% del 2008 al 50,0% del 2009. Solo una piccola parte dell’audience perduta è andata in appannaggio ai due nuovi ‘’entrati’’, Cuatro e La Sexta, che guadagnano insieme 1 punto di share.
(continua...)
Ma è dal 1792 che il governo Usa dà sussidi ai giornali…
29 gennaio 2010
La stampa Usa è ''vaccinata'' da tempo - Uno studio dell’ University of South California ricorda come sin dai tempi della fondazione degli Stati Uniti i governi, federali e statali, abbiano sovvenzionato i giornali con riduzioni tariffarie e agevolazioni di vario genere, che si sono però fortemente ridotte negli ultimi decenni – Un argomento che, suggerisce un esperto di media del New York Times, dovrebbe smentire gli allarmi avanzati da vari osservatori sul rischio per i giornalisti di perdere autonomia nei confronti del governo
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I giornali americani hanno contato sui sussidi governativi fin dai tempi di Washington, ma questo sostegno è stato fortemente ridimensionato negli ultimo quattro decenni. Lo rileva una ricerca condotta dall’ University of Southern California e presentata in questi giorni.
Nell’ ultimo anno – rileva Richard Perez-Pena, un esperto di media del New York Times – si è svolto un grosso dibattito su cosa il governo potrebbe fare per sostenere i media di informazione – e si sono levati parecchi allarmi sul rischio per i giornalisti di perdere autonomia nei confronti del governo stesso.
Ma gli autori di questo nuovo
E’ venuto il tempo dei robo-giornalisti?
29 gennaio 2010
Un sito web Usa, Nozzl Media, propone (per ora solo ai giornali) un widget che pesca fra i tweets di Twitter, i blog e tutti i materiali dei servizi pubblici di una città e pubblica via via le informazioni raccolte – Ma per ora è solo un elenco di dati in cui qualche umano deve ancora mettere le mani per capire se si tratta di ‘’notizie’’ o meno, alzando un telefono e intervenendo di persona – In attesa di poter essere di aiuto anche ai lettori, per ora intanto il ‘’robot’’ può essere un alleato del giornalista umano?
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Voici venu le temps des journalistes robotisés
di Marshall Kirkpatrick
(da Readwriteweb)
Un’ ora fa tre veicoli dei pompieri sono stati inviati nella sede aziendale della Nike a Portland in seguito alla scoperta di un uomo in stato di incoscienza. Come faccio a saperlo? Me lo ha detto un robot che scrive automaticamente delle notizie su Nozzl Media.
Nozzl Media ha dato qualche giorno fa una dimostrazione del suo primo prodotto, un widget destinato ai giornali che hanno bisogno di avere sotto mano informazioni locali in tempo reale, realizzato attraverso