Un ‘’bollino blu’’ per le notizie online

| 1 ottobre 2009 |

odg La proposta di un segno di garanzia della professionalità degli autori dei contenuti giornalistici su internet è venuta dal Convegno organizzato all’universita’ cattolica dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia sul ‘Futuro del giornalismo’ – Google replica a Malinconico (Fieg): ‘’Agli editori italiani distribuiti 100 milioni di dollari nel 2008’’

———-

(ansa) – Milano – Notizie veloci, facili da trovare, ma soprattutto ”affidabili e verificate” sono quello che chiedono gli internauti, che sempre piu’ si rivolgono alla rete per leggere le news, ma che nel 63% dei casi le ritengono inaffidabili o dubbie. E allora l’idea di avere una sorta di bollino blu, un marchio di garanzia, nelle notizie fatte dai giornalisti iscritti all’Ordine non dispiace a piu’ di un terzo di loro, cioe’ a circa 6 milioni di web-surfer.

E’ stato internet al centro del convegno organizzato all’ Universita’ cattolica dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia sul ‘Futuro del giornalismo’e non poteva che essere cosi’.

Il presidente Fieg, Carlo Malinconico, ha ricordato che la crisi del settore e’ grave e che la pubblicita’ sta andando malissimo, tranne che su internet, dove cresce. Anche questo spiega l’esposto che la federazione degli editori ha presentato contro Google news all’autorita’ della Concorrenza. La tesi degli editori e’ che il motore di ricerca guadagna sulla pubblicita’ che vedono gli utenti ma non riconosce nulla a chi ha messo in rete gli articoli che vengono cercati attraverso il motore, anzi. Il fatto che ci siano link diretti agli articoli e non alla home page, secondo il presidente degli editori, fa saltare la pubblicita’ sul giornale. ”Non trovo corretto che chi crea un contenuto non si veda arrivare neanche una briciola – ha detto Malinconico -, e’ scorretto anche eticamente. Dobbiamo dire laicamente se ci devono essere regole. E oggi le regole le fa chi gestisce e che guarda caso gestisce anche la pubblicita”’.

La responsabile comunicazione di Google Italia, Simona Panseri, ha invece proposto un cambio di logica perche’ quello che si deve offrire in rete non e’ il giornale intero, ma la valorizzazione delle singole notizie (”a cui si arriva – ha sottolineato – magari attraverso un motore di ricerca”), impaginando il sito in modo da fornire collegamenti con tutte le altre notizie che hanno attinenza, sul modello di quanto fa Youtube che offre altri video da vedere.

Certo e’ che ora come ora internet appare irrinunciabile per chi si occupa di informazione, come ha ammesso il direttore della Stampa Mario Calabresi, secondo cui ai giornali ‘tradizionali’ resta soprattutto il compito dell’ approfondimento.

Una indagine di Astra Ricerche, presentata oggi al convegno, sottolinea che l’82,4% di chi naviga in rete guarda ogni giorno le notizie online, mentre solo il 21,9% legge un quotidiano con la stessa frequenza.

La percentuale e’ di quelle che fanno pensare, anche alla luce di un’altra risposta data dagli 805 intervistati online a fine luglio da Astra Ricerche: il 35% dei naviganti ha ridotto il ricorso ad altri mezzi di informazione, come giornali o tv, da quando c’e’ il web. Di queste circa 5,9 milioni di persone, 4,9 hanno rinunciato ai quotidiano. Ironicamente pero’ oltre la meta’, il 53,9%, dei web-surfer per avere notizie si rivolge alle edizioni online proprio dei quotidiani (battute solo da portali generalisti o siti raggiunti attraverso motori di ricerca che si attestano intorno al 57%).

Una piccola percentuale poi gia’ ora paga per avere notizie: abbonamenti online, servizi di informazione via sms o singoli articoli, approfondimenti o la consultazione degli archivi. In ogni caso l’uso di Internet per le notizie e’ in aumento. Il 65% degli intervistati ha ammesso di servirsene piu’ quest’anno dell’anno scorso. Quello che chiedono questi lettori e’ per lo piu’ di avere notizie affidabili (60,1%) e verificate (59,5%). E circa sei milioni vedono di buon grado l’idea di un bollino blu, una sorta di marchio di origine controllata. Anche perche’ per il 63% le web news sono inaffidabili o dubbie. (ansa).  

 

Google: agli editori italiani distribuiti 100 milioni di dollari nel 2008

(ansa) – Milano – Google e’ pronta a dialogo con gli editori italiani ai quali, nel 2008, ha distribuito ricavi per 100 milioni di dollari attraverso il sistema di gestione della pubblicita’ sul motore di ricerca. Questo la risposta a distanza della Internet company alle dichiarazioni del presidente della Fieg, Carlo Malinconico, durante il convegno organizzato dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia sul ‘Futuro del giornalismo’.

”Google conferma la propria apertura a dialogare con gli editori italiani”, afferma un portavoce della societa’ che ricorda come siano ”molteplici le iniziative portate avanti dall’azienda, che rappresentano forme di collaborazione con gli editori di tutto il mondo, tra cui il recente lancio del test di Fast Flip”. ”Inoltre – prosegue il portavoce – attraverso Adsense, il servizio di gestione degli annunci pubblicitari di Google, vengono generati guadagni significativi per gli editori italiani che ne fanno uso. I ricavi distribuiti agli editori italiani nel 2008 hanno raggiunto i 100 milioni di dollari”. ”L’Italia e’, infatti, tra i primi dieci paesi nel mondo, e tra i primi cinque in Europa, in termini di ricavi Adsense distribuiti agli editori”, spiega.(ansa).

I commenti sono chiusi.