Tv: forte deficit di pluralismo interno, migranti e minoranze abbandonano in massa i canali tradizionali

| 12 aprile 2009 |

migranti Una serie di dati dimostrano che le forti perdite di audience/share nei canali generalisti britannici e francesi sarebbero imputabili soprattutto ai gruppi minoritari che si stanno spostando sempre di più verso i canali satellitari per avere informazioni fresche ed accurate sui loro paesi di origine, e trovare nei nuovi media anche una prospettiva differente attraverso la quale poter leggere gli eventi mondiali – I grandi gruppi televisivi lanciano così politiche attente alla diversità come l’ assunzione di giornalisti appartenenti a minoranze o pratiche per migliorare il linguaggio – Gli sforzi dell’ UE – Una tesi di laurea su ‘’ Pluralismo dei media e diversità culturale in Europa. Il ruolo dei media nel promuovere una migliore rappresentazione dei migranti e delle minoranze’’
(l’ immagine è tratta da http://migranti.wordpress.com/tag/immigrazione/ )

———-

Nei media italiani ed europei oggi si può riscontrare un forte deficit di pluralismo interno. Se per “pluralismo interno” adottiamo la definizione di La Porte (2007) che stabilisce che non debba solamente essere garantita la possibilità di espressione e visibilità alle opinioni e alle idee di tutte le componenti della società, ma che questa rappresentazione debba essere anche di qualità.

Questa carenza di pluralismo, la descrizione spesso negativa e stereotipata dei migranti e delle minoranze, sta recando grossi problemi alle emittenti, soprattutto quelle del servizio pubblico francesi e britanniche. Dati dell’ E-media Institute, infatti, segnalano che nel 2007 i canali generalisti britannici hanno registrato una perdita di 3,2 punti di audience share rispetto al 2006, e quelli francesi del 3,7.

Una ricerca commissionata dalla Carlton Television ha dimostrato che le fasce di  audience maggiormente interessate da questo fenomeno sono quelle di gruppi minoritari che si stanno spostando sempre di più verso i canali satellitari. E’ proprio questa la svolta dovuta al facile accesso ai nuovi media. I migranti e le minoranze, infatti, preferiscono rivolgersi ai canali satellitari per  avere informazioni fresche ed accurate sui loro paesi di origine, e trovare in questi media anche una prospettiva differente attraverso la quale poter leggere gli eventi mondiali.

La situazione è al centro di una interessante Tesi di laurea – Pluralismo dei media e diversità culturale in Europa. Il ruolo dei media nel promuovere una migliore rappresentazione dei migranti e delle minoranze – con cui Leila Zoia* si è laureata all’ Università di Padova (relatrice la professoressa Claudia Padovani) in Comunicazione delle organizzazioni complesse.

Questa diminuzione netta di audience ha spinto i media europei ad interrogarsi sul da farsi. A novembre France Tèlèvision assieme all’ Unesco, con il Patrocinio della Commissione Europea, ha organizzato un’ interessante conferenza dal titolo: “Migrazione e Integrazione. La grande sfida europea. Quale ruolo possono avere i media?”. L’ EBU (European Broadcasting Union), recentemente, ha contribuito, assieme ad altri enti europei, alla pubblicazione del Diversity Toolkit, un manuale che fornisce esempi concreti di buone pratiche per migliorare la rappresentazione della diversità nei media. Questa e altre conferenze (Copeam, marzo 2008, meeting internazionale dei canali all-news) hanno aperto la strada verso quella che sarà la nuova epoca dei media. Si sono poste le basi per adottare politiche attente alla diversità come l’ assunzione di giornalisti appartenenti a minoranze o migliorare il linguaggio con il quale si vanno a descrivere certe questioni.

Questo fenomeno non è solo temporaneo o legato alle attuali contingenze, dal momento che il numero di migranti è destinato ad aumentare nei prossimi tempi. Stavos Dimas, membro della Commissione Europea e responsabile per l’ambiente, nel report “The Eu approach and International Perspective on Climate Change”, ha affermato che il numero dei migranti è destinato ad aumentare, e che entro il 2020 ci saranno 20 milioni di nuovi migranti, anche a causa dei mutamenti climatici. Questo dato, in concomitanza con il fatto che in UE la popolazione in età lavorativa sta diminuendo sempre più, ci porta a capire l’ importanza delle nuove migrazioni, necessarie quindi per  la crescita economica e lo sviluppo.  Per questo motivo si impone fortemente la necessità di integrare i migranti per evitare che insorgano forti conflitti o tensioni.

C’è quindi una forte spinta politica verso un progetto di integrazione ispirato ai valori del rispetto della diversità e del dialogo. I media possono avere un importante ruolo in questa questione come affermato durante il seminario europeo “Racism, Xenophobia and the Media” del 2006. L’Unione Europea infatti sta promuovendo delle politiche per contrastare la discriminazione e promuovere la diversità anche nei media: l’anno europeo 2008 per il dialogo interculturale, la campagna “For Diversity. Against discrimination”, la richiesta di studi su media e diversità, e il programma Equal, che tra gli altri obiettivi persegue quello di promuovere delle politiche non discriminatorie per le assunzioni nel settore dei media e la creazione di nuovi media multiculturali.

Attraverso i media multiculturali, infatti, saranno i migranti stessi a decidere che cosa raccontare di loro stessi, facendo così emergere una nuova prospettiva e una nuova verità. Essendo l’integrazione un processo a due vie che deve coinvolgere anche gli autoctoni, i media multiculturali possono essere utili strumenti per diffondere la conoscenza e l’accettazione dei nuovi migranti.

Oltre all’Unione Europea si occupa approfonditamente della questione anche una fondazione olandese – On Line More Colour in the Media– che riunisce attorno a sé più di 200 organizzazioni. Questa fondazione ha come obiettivo quello di migliorare la rappresentazione dei migranti sia davanti che dietro lo schermo. OLMCM è convinta che accrescendo il numero di lavoratori migranti impiegati nel campo dei media: dai giornalisti, agli operatori, ai tecnici si contribuirà a proporre prospettive differenti e a rompere l’automatico ricorso a termini e visioni stereotipate riguardo i migranti. Un importante progetto transnazionale promosso da OLMCM  è Mediam’rad, il cui partner per l’Italia è il Cospe. Progetto che cerca di favorire una collaborazione fra media mainstream e media multiculturali. Da un lato infatti, attraverso questa collaborazione i media mainstream possono adottare quella prospettiva più  rispettosa della diversità di cui necessitano per riuscire a riconquistare i punti di audience persi. Dall‘altro i media multiculturali assieme ai media mainstream possono avere maggiore diffusione e trasmettere ad un pubblico più ampio il proprio punto di vista sul mondo. Questo progetto propone perciò una soluzione per colmare quel deficit di pluralismo di cui si era parlato in precedenza.

L’interesse per questa tematica si allarga anche ad altre istituzioni, organizzazioni internazionali come l’ Unesco, organizzazioni governative e non governative, tra le quali la Federazione Internazionale dei Giornalisti. Nel 2007 la IFJ ha proposto l’ Ethical Journalism Initiative. L’ iniziativa propone corsi per sviluppare competenze interculturali, e una “biblioteca di pensatori” dedicata ai giornalisti per migliorare la conoscenza delle questioni controverse di cui devono dare conto in tempi brevissimi.

Nell’ appendice della tesi attraverso delle mappe realizzate grazie al software Issue Crawler si possono conoscere le altre organizzazioni europee che si interessano del tema media e diversità.

Nella tesi – spiega Leila Zoia – ho cercato di porre in evidenza i principali problemi individuati nella rappresentazione mediatica dei migranti attraverso gli studi del Censis per l’Italia e dell’Ercomer per quanto riguarda la situazione europea. Ho cercato poi di riassumere attraverso delle griglie poste alla fine di ogni capitolo i problemi, le buone pratiche proposte e le iniziative messe in atto per risolverli.

——–

*Leila Zoia, 25 anni, laurea specialistica in Comunicazione delle Organizzazioni Complesse presso l’Università di Padova, da alcuni mesi vive in Spagna dove sta svolgendo uno stage presso l’Università di Granada. Collabora con il quotidiano online Questioni di Frontiera e traduce articoli dalla stampa spagnola per il sito www.italiadallestero.info. Vincitrice del primo premio del concorso Racconta Estero 2008 promosso dall’IRSE di Pordenone.

Su Lsdi avevamo pubblicato la sua tesi di laurea –Visti da lontano. Le reazioni della stampa araba ad alcuni dei più importanti eventi internazionali – , che era stata molto apprezzata e ripresa da diverse pubblicazioni. E’ su http://www.lsdi.it/dossier/memri/index.html e su http://www.lsdi.it/documenti/Lsdi-TesiZoia.pdf.

Leggi anche:

I commenti sono chiusi.