Si può sopravvivere senza agenzie?

| 5 novembre 2009 |

La prossima settimana il Chicago Tribune e gli altri quotidiani del gruppo lavoreranno senza la copertura della Ap, la maggiore agenzia di stampa Usa – Un esperimento per verificare che tipo di vuoto provocherà l’ assenza del notiziario e valutare la possibilità di farne a meno, come dovrebbe avvenire a partire dall’ ottobre 2010

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Il Chicago Tribune e gli altri quotidiani che fanno capo al Gruppo Tribune utilizzeranno al minimo il notiziario dell’ Associated Press nella prossima settimana. L’ obbiettivo, che si inquadra nel ventaglio di misure per la revisione dei costi, è quello di verificare se interrompere il legame con le notizie fornite dall’ AP sia una opzione realizzabile, ha confermato nei giorni scorsi un portavoce del Gruppo.

Il processo di distacco dovrebbe cominciare nell’ ottobre del prossimo anno, allo scadere cioè dei due anni dall’ annuncio da parte del gruppo editoriale della rinuncia ai servizi dell’ agenzia.

Durante l’ esperimento, comunque, alcuni servizi e notizie dell’ AP, come parte del notiziario sportivo (classifiche, risultati, ecc.), continueranno ad essere utlizzati. L’ azienda ha detto anche che se l’ AP dovesse risultare l’ unica fonte indispensabile per una copertura ”vitale” delle notizie, verrà utilizzata l’ agenzia.

L’ azienda vuole comunque vedere che tipo di vuoto provocherà l’ assenza del notiziario.


Oltre al materiale prodotto dalle sue redazioni, durante l’ esperimento i giornali della Tribune utilizzeranno i servizi di Reuters, Washington Post, New York Times, Agence France Presse, Cable News Network, Global Post, Bloomberg e McClatchy. Non tutte fonti normalmente disponibili per i giornali del gruppo.

E’ sempre divertente sentire che un giornale pensa di poter andare avanti benissimo anche senza l’AP – commenta intanto Followthemedia -. E quest’ ultima dovrebbe essere contenta perché non c’ niente di meglio per un giornale che capire quanto dipende da una fonte di notizie quando ne è priva. Tribune sostiene che compenserà la mancanza con altre fonti, come la Reuters, ma la verità è che non c’ è nessuno negli Stati Uniti che riesca a coprire quanto accade, soprattutto a livello Federale, meglio dell’ Ap. Questa è la realtà.

A questo punto – aggunge Followthemedia – il gruppo Tribune dovrebbe però fare un altro esperimento ora che ha ancora la copertura dell’ agenzia: contare quante colonne e quanti spazi per immagini nei suoi giornali vengono coperti dall’ AP e calcolare quanto costerebbe produrre quei materiali con i suoi giornalisti e suoi fotografi.

La risposta è che l’ Ap è un grande affare per quello che offre, come lo sono tutte le maggiori agenzie internazionali.
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