Se la redazione lavora nei caffè

| 15 dicembre 2009 |

Nase Un singolare esperimento di giornalismo iperlocale condotto in Repubblica Ceca da ‘’Nase Andresa’’ (il nostro indirizzo) – Novanta caffè editoriali per realizzare 190 edizioni di un settimanale diffuso in varie zone del paese – I giornalisti escono dal loro status di élite e vanno la lavorare nei caffè per entrare in contatto diretto, reale e permanente con i lettori

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Ha fatto molto colpo a Hyderabad (India) in occasione del 62/o Congresso dell’ Associazione mondiale dei giornali (WAN) un esperimento che viene dalla Repubblica ceca e di cui si sta cominciando molto a parlare in rete*. Si tratta di Nase Adresa ( ‘’il nostro indirizzo’’, in lingua ceca), un progetto di settimanale iperlocale ‘’un po’ folle’’, secondo Antoine Laurent, un giovane giornalista multimediale francese che era in India per il congresso e che ne ha scritto su L’ observatoire des medias.

Il progetto – spiega Laurent, che ha avuto modo di intervistare Roman Gallo, un maneger del PPF, il gruppo a cui il settimanale fa capo – si articola in tre elementi: le edizioni del settimanale, diverse in ogni zona di diffusione, un centro di formazione permanente, che ha sede a Praga (Futuroom), e soprattutto i ‘’caffè editoriali’’.

L’ idea più ‘’folle’’ forse è proprio qui. ‘’Per produrre dei contenuti originali in ciascuna regione in cui la rivista viene diffusa –spiega Laurent -, vengono messe in funzione localmente delle antenne attraverso dei caffè di tipo Starbucks, aperti direttamente dal giornale’’.

La Redazione è al centro del caffè, aperto a tutti i clienti, che assistono al lavoro dei giornalisti, possono interpellarli, commentare gli articoli, dare delle idee, portare delle foto. A livello di prossimità e di iperlocale – commenta Laurent – questa iniziativa raggiunge dei livelli inesplorati: i giornalisti escono dal loro status di élite per entrare in ciontatto diretto, reale e permanente con i lettori.

Il loro lavoro è, soprattutto, aiutare i lettori che desiderano produrre dei contenuti per il sito web o per il settimanale, consigliarli nella gestione delle loro reti sociali e delle altre attività su internet e, in particolare, possono interrogarli direttamente, avere dei loro pareri sugli articoli, cercare delle testimonianze.

Per coinvolgere le persone nell’ attività del giornale – prosegue Laurent – e attirarle nei caffè-redazione, Nase Adresa organizza degli avvenimenti mirati per gruppi di lettori: pomeriggio tè danzante per gli adulti, laboratori di danza per le donne e i loro bambini, concerti.

Il giornale, l’ informazione e i giornalisti conquistanio così un posto centyrale nella vita della comunità.

Ogni caffè editoriale avrà come missione quella di alimentare con dei contenuti originali due o tre edizioni locali del settimanale. Complessivamente dovrebbero aprire 90 caffè, per circa 190 edizioni locali (o iperlocali, se le volete chiamare così).

Una iniziativa che costituisce una ottima trascrizione nela realtà dei cambiamenti portati da internet: lo scambio, la conversazione fra giornalisti e lettori sono concretamente possibili. I lettori possono produrre contenuti con il coordinamento dei giornalisti.

Qui gli articoli di
Editorsweblog
New York Times
Guardian .

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