Russia: la stampa di qualità trascura i temi sociali

| 6 luglio 2009 |

russia1 I risultati di una ricerca sull’ attenzione dei media al problema di genere nelle campagne politiche russe compiuta dalla Facoltà di giornalismo dell’ Università di Mosca denuncia come solo l’ 8% degli articoli sulle recenti elezioni menzionavano la ‘’questione femminile’’ – Ma, più in generale, ‘’ la pecca dei giornalisti è di essersi allontanati dalla discussione di problemi effettivamente rilevanti per la società’’

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di Valentina Barbieri

La Russia in questi anni sta vivendo una trasformazione che tocca tutte le sfere della vita sociale. Un cambiamento globale che si situa però all’interno di un’esperienza storica unica. I ruoli di uomo e donna si stanno modificando quindi all’interno di un quadro a tratti contraddittorio, che mescola  relazioni tradizionali e nuove esigenze, «questione femminile» e armonizzazione degli interessi di uomini e donne.

Fino all’inizio del XX secolo la società russa seguiva un modello tradizionale patriarcale. Dopo  la rivoluzione del 1917 si afferma la figura della “madre lavoratrice”, che lavora in fabbrica e si occupa dei figli. Il modello cambia nuovamente con la perestrojka e il crollo del sistema sovietico e si sviluppano profonde contraddizioni: da una parte si verifica una sorta di rinascimento patriarcale, dall’altra convivono lo spaesamento maschile e l’emancipazione femminile.

Allo stato attuale le donne (52% della popolazione) non partecipano al potere politico: la Russia è al 97esimo posto per rappresentanza femminile in parlamento e la tendenza procede al ribasso. Il lavoro femminile è impiegato nei settori meno redditizi (istruzione, salute, cultura) e anche in questi settori sta avvenendo una progressiva segregazione femminile. Il 71% degli impiegati statali in Russia sono donne, ma di loro solo il 12% occupa posizioni dirigenziali (1)..

Se è vero che “Il modello di concezione dei generi è uno degli indici della società democratica civile” (2), in che direzione sta andando la Russia?

Ecco i risultati di una Ricerca di Elena Leonidovna Vartanova, direttrice della cattedra di teoria ed economia dei media alla facoltà di giornalismo dell’ Università statale di Mosca, Ol’ga Vladimirovna Smirnova, direttrice del centro di ricerca di genere dei media e Tat’jana Ivanovna Frolova, docente alla cattedra di stampa periodica della facoltà di giornalismo dell’Università statale di Mosca.

La loro ricerca esamina la campagna elettorale del 2007 e le fasi di propaganda, partendo dal presupposto che proprio durante una campagna elettorale si definisce infatti l’importanza dei problemi sociali, il loro reale “peso” politico. “Questo permette di valutare se la società sia pronta dal punto di vista pratico a risolvere i problemi di genere.”

La ricerca è basata sull’analisi contenutistica dei testi mediatici. Sono stati analizzati circa 129 numeri di 6 giornali a tiratura federale, distinti per profilo, posizioni politiche, pubblico: «Izvestija» (il principale giornale nazionale); «Rossijskaja gazeta » (il giornale ufficiale del governo); «Novaja gazeta» (giornale liberale di opposizione); «Kommersant» (giornale liberale per gli ambienti d’affari); «Кomsol’skaja pravda» (giornale di massa con la tiratura maggiore); «Мoskovskij komsomolec» (diffuso giornale di massa per una fascia giovane di popolazione).
I testi sono stati distinti in due gruppi: «elettorali», «di genere» e testi contenenti sia problematiche elettorali sia di genere:

Quantità complessiva di testi evidenziati

526

Testi «elettorali»

423

Testi «di genere»

69

Testi «elettorali e di genere»

34

Solo l’8% dei testi elettorali menzionavano i problemi di genere, mentre il 49% dei testi “di genere” erano legati alle elezioni. «Rossijskaja Gazeta» e i giornali di massa riservavano una maggiore attenzione mentre (inaspettatamente) nei giornali «Kommersant» e «Novaja Gazeta» il tema di genere era presente solo nel 2% dei testi. In generale, i giornali di massa dimostrano un’ interesse maggiore verso i problemi sociali mentre la stampa di qualità si relaziona più alle azioni del governo e dei partiti politici.

“I problemi di genere sono presenti soprattutto nei testi che riflettono le sfere sociale e famigliare,  nella politica (rispettivamente 34%, 24% e 15 %) e in misura molto minore in economia e cultura (3% e 6%). Questo si può spiegare con due elementi: la campagna pre-elettorale dei partiti di governo è stata costruita in modo da sfruttare i successi nella risoluzione dei problemi sociali (due anni prima il governo ha dato il via a programmi sociali su larga scala, incluso un programma di sviluppo demografico) e quindi i problemi sociali hanno attualizzato l’approccio di genere. Inoltre, nella sfera privata il concetto di “sesso” e “genere” sono più vicini. Le problematiche dei sessi sono uno dei principali temi del giornalismo divulgativo, definiscono spesso la tematica di questi giornali, indicando i cambiamenti dei ruoli di generi nella sfera privata, nella famiglia.”

Fra i problemi più sentiti ci sono il ruolo sociale della donna e il lavoro femminile, la crisi demografica, il comportamento deviato degli uomini, il servizio militare. Le posizioni e i giudizi espressi dalle persone descritte nei testi sono per lo più neutrali, solo nel 18% dei casi viene ribadita la divisione tradizionale dei ruoli. “La società che emerge dai testi non ritiene che le donne abbiano bisogno di un particolare sostegno politico, ma che nel complesso il potenziale umano (maschile e femminile) non sia realizzato appieno”.

Alcuni esempi di testi mediatici in relazione all’approccio di genere.

L’anno scorso la «Nezavisimaja Gazeta» ha pubblicato “Pensieri sulle casalinghe e in generale sulle femmine alla luce delle elezioni del 2008”, articolo scaturito dalla(reale o fittizia) seduta costitutiva delle casalinghe (3). Nell’articolo il giornalista scrive: “E’ vero, ci sono anche dei cinici che affermano che le casalinghe si spazientivano per la noia (del resto i mariti lavorano!) e hanno iniziato tutto questo pandemonio. Ma sono gli stessi che aspettano solo che qualcuno telefoni loro per conoscere persone e passare il tempo…”. La conclusione del pezzo, stando alle autrici, è un esempio di tolleranza di genere: “Lasciamo, allora, che il volante dello stato russo lo prenda la donna nelle sue mani apparentemente fragili, ma in realtà forti . Non potrà essere peggio di così”.

Il «Кommersant», invece, riferendosi alla nuova composizione del consiglio dei ministri nel 2007 e alle nomine femminili del ministro dello sviluppo economico e della salute pubblica ha scritto “Di sicuro sono ancora timide…”, “Viktor Christenko… avrebbe potuto spiegare alla moglie come comportarsi in modo  più furbo”, “Qualcuno dei ministri, mosso dalla compassione propria degli uomini verso le bionde, si è portato Tat’jana Golikova al bar…”

In «Vedomosti» é invece apparso un titolo in cui contenuto e titolo erano in forte contrasto per l’approccio al genere. Ed ecco i commenti apparsi su siti internet e forum e raccolti dalla ricerca:

 – «Sono incappata in un articolo in cui si parla del fatto che i più importanti manager americani spesso si consigliano con il coniuge. L’articolo riporta una fonte americana. E nello stesso articolo si parla di manager di entrambi i sessi, uomini e donne. E dei rispettivi consorti, mogli e mariti. Ed ecco il sottotitolo usato nel giornale russo: “Sempre più spesso i top-manager americani ammettono di avvalersi dei consigli delle proprie mogli!” Il titolo dell’articolo «Moglie-dipendenti» non ha bisogno di commenti

 – “Ho trovato l’articolo originale. Come ci si poteva aspettare, il contenuto è neutrale rispetto all’approccio dei generi e la traduzione dell’articolo della pubblicazione americana è letterale, ma il titolo sessista e il sottotitolo sono una creazione di «Vedomosti»

 – E’ particolarmente divertente l’immagine corredata al testo: Hillary con Bill. E’ evidente che è lei ad essere moglie-dipendente.

 – La cosa più divertente é che lo stesso articolo è in equilibrio per composizione di genere di consigliati e consiglieri: «Robert Miller si consulta con la moglie. Greg Alexander si consulta con la moglie. Kathleen Carey si consulta con il marito. Raymond Fisman e Ellie Grossman si consigliano vicendevolmente. E invece Nancy Peretsman non si consulta con il marito» (4).

La ricerca arriva a concludere che la correzione degli stereotipi di genere, la loro oggettiva critica, l’indebolimento dell’influenza di concezioni conservatrici e l’entrata di modelli di genere progressisti sono solo alcuni dei compiti che i media devono assumersi. Ma questo può essere attuabile solo se la preparazione dei giornalisti è sgombra da stereotipi di genere. “È indispensabile” scrivono le autrici del testo “che nei futuri giornalisti si formi una comprensione più nitida dei problemi di genere e dell’importanza del ruolo dei media per la loro risoluzione. È indispensabile anche saper impiegare correttamente le conoscenze di genere come strumenti professionali per l’analisi dei problemi e per la cronaca degli eventi legati alla problematica di genere.”

La ricerca ha dimostrato che nei testi gener oriented le problematiche di genere erano rappresentate in modo più completo e articolato rispetto ai testi che trattavano di elezioni e genere.

I testi presentati dalla ricerca “rispecchiano le contraddizioni nella consapevolezza di genere: la società vede e percepisce questi problemi, i media dimostrano che è ora che questi temi occupino un posto più serio nell’agenda politica. Ma né la politica né gli esperti né i principali giornalisti danno ai problemi di genere un’attenzione adeguata”.

Fra i testi che si occupavano della campagna elettorale, la tematica di genere occupava una posizione non significativa e non era adeguatamente rappresentato nell’agenda politica. Secondo le autrici questo è in parte legato alle caratteristiche della stessa campagna elettorale per il rinnovo del parlamento russo: lo share dei dibattiti televisivi è stato basso (non oltre il 3%), gli spot pubblicitari erano di qualità professionale scadente, non c’è stata una vera concorrenza di idee. “Il tema principale per il giornalisti è stato il futuro politico del presidente, e non il futuro della società.

Non solo la problematica di genere (questo ancora potrebbe trovare una qualche spiegazione) ma  tutta i problemi sociali e civili davvero significativi non hanno trovano una giusta espressione in questa campagna.”

Secondo le autrici del testo, la pecca dei giornalisti in questo caso è si essersi allontanati dalla discussione di problemi effettivamente rilevanti per la società. Scriveva Ostrovskij sul giornale «Vedomosti»:  I dibattiti ruotano attorno alla denuncia del regime autoritario” o attorno allo sradicamento del “contagio arancione” e alla ricerca dei nemici del presidente. Questo è    sicuramente comodo per la ricostruzione del sistema «proprio−altrui», ma sembra che l’attuale società russa sia in effetti molto più interessante” (5)

La soluzione proposta da Ostrovskij è quella di  “pensare più onestamente, formulare più chiaramente e cercare di capire la vita che viviamo.”

Interessante anche la riflessione di M.Rogožnikov sulla rivista «Ekspert» secondo cui “la scoperta da parte della società civile (intesa come classe media) dell’auto-consapevolezza politica è solo all’inizio e in gran parte non è ancora avvenuta” e la classe intellettuale ha voluto a lungo restare in uno stato di “brillante isolamento” (6).

Vartanova, Frolova e Smirnova ricollegano a questa concezione dell’intelligencija russa il fatto che i giornalisti non promuovano la discussione di questi temi. Questa carenza sarebbe indice dell’auto-isolamento degli intellettuali e della de-intellettualizzazione della società.
Per questo, è necessario che la stampa ascolti le istanze della società, perché “lo sviluppo della democrazia e della società civile non dipendono solo dalle azioni del governo e dal carattere delle relazioni politiche”.

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1 – Аvakjan – Rževskij S., Scommesse sul sesso debole, Boss. 2007 № 5.

2 – Vartanova E.L., Smirnova O.V., Frolova T.I.,  Il problema di genere nelle campagne politiche: i media come indici della cultura civile, 11.05.2009  (http://www.mediascope.ru/node/344 )

3 – Nezavisimaja Gazeta 2007, 28.11.2007

4  –  "Mogliedipendenti", Vedomosti, 12.02.2008 http://www.vedomosti.ru/newspaper/article.shtml?2008/02/12/141498

5  – Ostrovskij V, “La forza della tradizione”, Vedomosti, 3.12.2007.

6  – Rogožnikov M. “La vigilia. Il fulcro dell’agenda del giorno 2008−2012 è nella mobilitazione politica della classe media”, Ekspert, 27.11.2007

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