Pubblicità: giù del 28% nei giornali Usa

| 22 novembre 2009 |

Nel terzo trimestre, secondo i dati diffusi dalla Newspaper Association of America, stampa e online insieme hanno registrato un fatturato di 6,4 miliardi di dollari contro gli 8,9 miliardi dello stesso periodo dell’ anno scorso – Tredici trimestri consecutivi di calo nella stampa e sei nell’ online
(foto AFP)

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I ricavi pubblicitari sui giornali Usa sono diminuiti di circa il 28% nel terzo trimestre di quest’ anno, proseguendo un andamento negativo che ha portato a licenziamenti, fallimenti e alla chiusura di diversi quotidiani.

Lo rende noto l’ AFP spiegando che – sulla base dei dati diffusi dalla NAA (Newspaper Association of America) – stampa e online insieme hanno registrato nel periodo luglio-settembre un fatturato di 6,4 miliardi di dollari contro gli 8,9 miliardi dello stesso periodo dell’ anno scorso.

Nel settore stampa i ricavi sono calati del 28,95%, a 5,8 miliardi di dollari, con una punta di meno 37,9% nel campo dei piccoli annunci, dove si avverte sempre più fortemente la concorrenza delle piccole inserzioni online in siti Craigslist.
Il quadro nel settore della pubblicità online non è molto più brillante. I ricavi sono calati del 16,92% con un fatturato di 623,1 milioni di dollari.


Il presidente e direttore central della NAA, John Sturm, ha ditto che ‘’visto lo stato di depressione di tutta l’ economia’’, i dati del terzo trimestre ‘’non sono stati una sorpresa’’. Comunque , ha aggiunto Sturm, ci sono dei segnali di miglioramento per il 2010.

Per 379 quotidiani censiti dall’ Audit Bureau of Circulations la diffusion è calata del 10,62% nel period Aprile-settembre rispetto allo stesso perioido dell’ anno scorso. I ricavi pubblicitari nei quotidiani sono in calo da 13 trimestri, mentre anche quelli dell’ online sono diminuiit negli ultimo sei trimestri.

Il settore – ricorda l’ AFP – è stato colpito da un’ ondata di fallimen ti, tagli e chisure, che hanno toccata gruppi editoriali importanti come Tribune Co., proprietario di Chicago Tribune, The Los Angeles Times e altre testate.

Il cenetenario Christian Science Monitor è solo sull’ online dall’ inizio dell’ anno e due grossi quotidiani – Rocky Mountain News, di Denver (Colorado) e Seattle Post-Intelligencer – hanno chiuso nei mesi scorsi.

Con la continua ‘’evaporazione’’ dei redditi pubblicitari, i maggiori editori Usa, guidati dal president della News co. Rupert Murdoch, stanno studiando come applicare uin sistema di pagamenti per l’ informazione sul web.

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