Media Cloud, per seguire al meglio il fluire dell’informazione online

| 8 agosto 2009 | Tag:

Nel nuovo mix dell’informazione creato online da mainstream media e produzioni indipendenti, chi è a deciderne l’agenda quotidiana? Come viene inquadrato il dibattito pubblico? E quali i maggiori temi affrontati o, al contrario, ignorati? Da queste domande ha preso avvio recentemente Media Cloud, progetto del Berkman Center for Internet & Society presso la Harvard University. In pratica, una serie di strumenti e algoritmi per seguire il flusso mediatico online – puntando ad offrire un approccio comprensivo sulle molteplici fonti d’informazione continuamente attive in Rete. Media Cloud crea automaticamente degli archivi in base alle impostazioni di ciascun utente, estrapolandoli da centinaia di testate e migliaia di siti e blog, consentendo poi allo stesso utente di visualizzare e analizzare tali dati.

Si potrà così paragonare passo passo la copertura di certi eventi offerta da fonti diverse, tipo Fox News, The Atlanta Journal-Constitution e la BBC, o creare grafici dei termini e temi che compaiono più frequentemente sul New York Times e/o sui maggiori blog d’informazione. (Per ora sono coperti solo testi in inglese ma da ogni parte del mondo). Come spiega in un articolo apparso un paio di giorni fa sullo stesso New York Times Yochai Benkler, co-animatore del progetto, pur se ancora in fase iniziale Media Cloud fa parte degli “strumenti di prossima generazione capaci di seguire quel dice effettivamente la gente, un miglior microscopio” della conversazione online. Qualcosa di simile a quanto già fanno memetracker.org (Cornell University) o il team tutto umano del Pew Research Center. In ogni caso, ribadisce Ethan Zuckerman, altro ideatore di Media Cloud “agli utenti spetta la parte divertente, l’analisi dei dati, a noi quella più dura, la loro raccolta”.

Il tutto ovviamente con ampio feedback e dialogo sul sito, incluso lo spazio per le proposte dei cittadini su questioni dove il contributo di Media Cloud potrebbe rivelarsi importante. Ad esempio, quali le contromisure dei lavoratori a basso reddito per far fronte all’odierna fase economica? Le testate nazionali sono interessate e come/quanto riescono ad aggregare notizie relative ad altri Paesi grazie alla Rete? Sarà possibile davvero ricorrere al Web Semantico per estrarre “significato” dalle migliaia di notizie che compaiono online ogni ora?

Una “nuvola” al seguito dell’informazione“, basata sul software open-source e la condivisione continua, che sembra promettere parecchio per chi non voglia “perdersi” troppo e seguire al meglio fatti e coperture – affiancati da chiacchiere e congetture – dell’odierno fluire mediatico online.

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