Manca anche il buon marketing nella cultura editoriale italiana

| 22 settembre 2009 |

giornali-bambino Lo sostiene un giornalaio esperto di marketing, sostenendo che sette volte su dieci le cause del fallimento di molti giornali sono imputabili non tanto al prodotto quanto ad errori ed omissioni nella strategia commerciale

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‘’Anche per l’editoria italiana è arrivato il momento nel quale ci si renda conto che non tutto il Marketing [quello con la M maiuscola] vien per nuocere. Se credete, provate a chiedere al vostro giornalaio di fiducia, secondo me ha delle idee in proposito’’.

Parola di edicolante: Pier Luca Santoro (un esperto di marketing che da un anno gestisce un chiosco di giornali) sottolinea sul suo (interessante) blog – chiamato non a caso ‘’Il giornalaio’’ – la mancanza di una buona cultura di marketing da parte degli editori italiani di giornali, rileando come ‘le cause di fallimento’’ di molti giornali ‘’sono imputabili sette volte su dieci non al prodotto ma ad altri elementi’’, soprattutto di natura commerciale.

Santoro spiega come sia ‘’necessario che l’industria delle notizie [r]innovi anche il suo marketing, sia nei confronti dei lettori/utenti che della distribuzione commerciale’’ e indica alcuni dei maggiori errori strategici degli editori italiani.

In particolare:

  1. La strategia di posizionamento e di segmentazione è inefficace o poco chiaramente definita
  2. Le aspettative del cliente non vengono soddisfatte
  3. La campagna pubblicitaria è insufficiente o inadeguata
  4. La promozione vendite è inadeguata o insufficiente
  5. La distribuzione è insufficiente

Sono tutti questi aspetti che nella mia relativamente breve esperienza da giornalaio vengono assolutamente sottovalutati o addirittura non considerati’’, rileva ancora Santoro.

‘’Assenza di qualsivoglia politica di trade marketing, lancio di prodotti me too, distribuzione insufficiente o inadeguata, campagne pubblicitarie d’antan e tutta un’altra lunga lista di carenze, omissioni ed errori.

Ad oggi, su questo versante non si vedono cambiamenti di rilievo all’orizzonte da parte dei grandi player del mercato per i quali marketing continua a combaciare esclusivamente con operazioni di cut price, abbinamento prodotti [banded] e collaterali di ogni genere e sorta.

Anche per l’editoria italiana duque ‘’è arrivato il momento nel quale ci si renda conto che non tutto il Marketing [quello con la M maiuscola] vien per nuocere’’.

Anzi…

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