La Cecenia? ‘’Non è un mio problema’’

| 22 novembre 2009 |

In una intervista all’ Osservatorio sul Caucaso, il sociologo Boris Dubin e il giornalista Boris Dolgin analizzano il problema di come viene presentata oggi nei media russi la questione cecena e come è stato affrontato il conflitto russo georgiano – ‘’Il problema della Cecenia per l’opinione pubblica russa praticamente non esiste. E’ qualcosa che accade in un universo parallelo e che non ha alcun effetto diretto nell’esistenza del russo medio’’

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‘’Il problema della Cecenia per l’opinione pubblica russa praticamente non esiste. E’ qualcosa che accade in un universo parallelo e che non ha alcun effetto diretto nell’esistenza del russo medio’’.

L’ affermazione, perentoria, è di Boris Dubin, Direttore del Dipartimento di Studi sociali e politici del Centro Levada. Insieme a Boris Dolgin, vice caporedattore e redattore scientifico di Polit.ru, Dubin ha analizzato, in un’ ampia e interessante intervista a Maria Elena Murdaca, dell’ Osservatorio sui Balcani, il problema di come viene presentata oggi nei media russi la questione cecena e come è stato affrontato il conflitto russo georgiano.

‘’ Non è una questione nuova – aggiunge Dubin -, anzi, risale a diversi anni fa: il potere di risoluzione della questione cecena è stato delegato interamente alle autorità: “Ristabilite l’ordine in Cecenia, ma non fateci sapere a quale prezzo, perché noi comunque non lo vogliamo sapere. L’importante è che la cosa non ci disturbi.” Il risultato è stato che durante la seconda guerra cecena è stato cancellato dai mezzi di comunicazione di massa, in particolare dalla televisione, qualsiasi punto di vista che non riflettesse quello ufficiale; chi non ha particolare desiderio di cercare notizie su quanto successo in Cecenia, non le trova disponibili sugli organi di stampa più diffusi. Il ragionamento del fruitore medio è il seguente: “Non è un mio problema, che lo risolvano le autorità, che se la sbrighi l’esercito, comunque la cosa non mi riguarda.” E’ anche vero che ogni volta che accende la televisione, tre – quattro volte al giorno, non si imbatte mai nel problema Cecenia, per cui la questione semplicemente non si pone’’.

L’ intervista è qui: http://www.osservatoriocaucaso.org/article/articleview/12136/1/398/

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