” In galera! Gli articoli che non vorrebbero farci scrivere più”

| 20 giugno 2009 |

ambrajovinelli Martedì sera a Roma, al teatro Ambra-Iovinelli, spettacolo-manifestazione con attori e giornalisti contro il ddl Alfano

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La Camera giovedì 11 giugno ha approvato (con 318 sì, 224 no e 1 astenuto in votazione segreta) il ddl Alfano sulle intercettazioni che limita fortemente la possibilità per magistrati e forze dell’ordine di utilizzare il più efficace dei mezzi di indagine contro il crimine e altrettanto fortemente riduce il diritto dei cittadini di essere informati in modo corretto, compiuto e tempestivo sulle inchieste giudiziarie.

La lotta che tutte le organizzazioni del giornalismo e anche gli editori hanno condotto contro il disegno di legge governativo ha ottenuto dei risultati – sono infatti scomparse dal testo le concezioni più aberranti – ma non sufficienti. Il testo che passa adesso all’esame del Senato è molto lontano dagli standard europei della libertà di stampa, quelli su cui si basa una moderna democrazia occidentale. Organizzazione sociale nella quale il libero e autonomo controllo della magistratura e dell’opinione pubblica, attraverso i mezzi di informazione, costituisce il naturale contrappeso ai poteri politici, legislativi ed economici.

Per questo la lotta contro il ddl Alfano prosegue con l’obiettivo di convincere i senatori a non approvare un testo che lede la Costituzione e la Convenzione dei Diritti dell’Uomo firmata a Roma sulla quale veglia la Corte di Strasburgo. L’Unci, pertanto, con Fnsi e Ordine dei giornalisti ha promosso la replica a Roma di “IN GALERA ! Gli articoli che potremmo non leggere più” ideato da Gegia Celotti e Saverio Paffumi, regìa di Silvano Piccardi, contenuti e testi di Gianni Barbacetto.

“IN GALERA !” cerca di spiegare in modo chiaro, divertente e inoppugnabile cosa non avremmo mai saputo se questa legge fosse stata in vigore nel passato, cosa rischiamo in futuro di non sapere, o di sapere troppo tardi, se sarà definitivamente approvata.

“IN GALERA! – Gli articoli che potremmo non leggere più”, è una manifestazione-spettacolo messa in scena grazie all’adesione convinta (e gratuita) degli attori, del regista e grazie alla partecipazione altrettanto appassionata di tutti i colleghi che intervengono e che collaborano all’ allestimento.

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