Il giornalismo partecipativo ci obbliga a reinventare il mestiere

| 27 agosto 2009 |

benoit

‘’Gli internauti non vogliono sostituirsi ai giornalisti! Vogliono solo partecipare al dibattito, esprimersi e apportare le proprie informazioni. Il giornalismo partecipativo ci obbliga finalmente a reinventare il nostro mestiere’’.

In un’ ampia intervista su Cafèbabel, Benoît Rapahël – 36 anni, giornalista e responsabile della strategia internet del quotidiano regionale francese Le Dauphiné Libéré e animatore di ‘’Demain tous journalistes?’, un blog dedicato al fenomeno del giornalismo cittadino – ritiene che sia compito dei media valorizzare tale nuova ricchezza, prodotta dagli internauti.

La stampa – spiega nell’ intervista – vive oggi la stessa crisi attraversata dal mondo della politica e della giustizia. I giornalisti sono troppo vicini al potere. Inoltre alcuni membri della professione si sono chiusi in una torre d’ avorio, rifiutando di riconoscere i propri errori e di scommettere sull’intelligenza della gente. Oggi tutti scommettono sulla partecipazione: i politici con la democrazia partecipativa (sbandierata in Francia da Ségolène Royal ndr), i media con il giornalismo cittadino… Ma attenzione: gli internauti non vogliono sostituirsi ai giornalisti! Vogliono solo partecipare al dibattito, esprimersi e apportare le proprie informazioni. Il giornalismo partecipativo ci obbliga finalmente a reinventare il nostro mestiere.

L’ intervista è qui.

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