Caduta e ricostruzione del giornalismo americano

| 20 ottobre 2009 |

columbia Un Rapporto commissionato dalla Columbia University traccia il declino e la caduta dei media mainstream Usa dando per acquisita la loro incapacità di continuare a fare informazione come prima decentemente – E conclude: ‘’la società americana deve accollarsi ora la responsabilità collettiva di sostenere il giornalismo indipendente’’

———-

Dando ormai per acquisita l’ incapacità dei media tradizionali di continuare a fare informazione come prima decentemente, un Rapporto commissionato dalla Columbia University auspica interventi da parte di Stato federale,  Fondazioni e università perché un giornalismo indipendente continui ad esistere.

Nelle 98 pagine della Rapporto, commissionato dalla Graduate School of Journalism della Columbia University, Leonard Downie Jr., vicepresidente del Washington Post, e il professor Michael Schudson tracciano il declino e la caduta dei media mainstream concludendo:

“I tempi in cui un certo tipo di proprietà paternalistica nei media produceva giornalismo nell’ interesse pubblico sono ampiamente andati. La società americana deve accollarsi ora la responsabilità collettiva di sostenere il giornalismo indipendente in questo nuovo ambiente…”

Il Rapporto, intitolato ‘’The Reconstruction of American Journalism’’, doveva essere diffuso stamani alle 8 (ora di New York), ma siccome New York Times, Washington Post e altri giornali hanno rotto l’ embargo, il testo del Rapporto è stato pubblicato ieri anche da vari siti, fra cui Reflection of a Newsosaur.

Il testo integrale del Rapporto (eng) è qui.

——-

Aggiornamento da Giuseppe Granieri:

I primi commenti sono interessanti.
«La sfida che pone Internet» dice Paul Starr «non è solo quella che riguarda le basi finanziarie del giornalismo: sta anche smembrando il pubblico che la stampa ha sempre avuto. Il giornalismo difficilmente avrà più il pubblico che aveva prima.» E Martin Langeveld rincara la dose: «Il rapporto ignora la natura agile del web e la sua natura di network. La soluzione che propongono gli autori è curiosamente limitata alla visione tradizionale».

I commenti sono chiusi.