75.000 siti Usa in un mese hanno ripreso senza autorizzazione articoli dei quotidiani

| 4 dicembre 2009 |

Attributor Il fronte degli editori getta sul piatto del conflitto con Google i dati di uno studio sul riutilizzo ‘’improprio’’ dei contenuti dei giornali da parte degli aggregatori e sulla relativa monetizzazione che i grandi network pubblicitari online ne fanno – La ricerca è stata condotta da Attributor, un’ azienda specializzata nel tracciamento dei contenuti sulla Rete, tramite il Fair Syndication Consortium, un gruppo di più di 1500 editori impegnati a battersi affinché i creatori di contenuti vengano compensati per il loro lavoro – I blog, tanto accusati di ”rubare” contenuti, sono responsabili solo del 10% dei casi di riutilizzo improprio degli articoli
(nella foto la ”filosofia” aziendale di Attributor)

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I risultati di un nuovo studio sull’ uso dei contenuti giornali sul web, in particolare da parte degli aggregatori, porta altri elementi al conflitto che oppone l’ editoria tradizionale ai grandi soggetti della rete. La ricerca ha infatti rilevato che più di 75.000 siti in un arco di 30 giorni hanno riutilizzato i contenuti dei giornali senza autorizzazione.

Lo studio (qui i dati di sintesi della ricerca) –come rileva fra l’ altro l’ agenzia AFP – è stato condotto da Attributor , un’ azienda specializzata nel tracciamento dei contenuti, tramite il Fair Syndication Consortium, un gruppo di più di 1500 editori che si sono impegnati assieme a battersi affinché i creatori di contenuti vengano compensate per il loro lavoro.

La ricerca cade in un momento in cui i proprietari dei giornali Usa registrano un calo dei ricavi dalla pubblicità su carta, un declino della diffusione e mentre Rupert Murdoch attacca il sistema dell’ informazione gratuita sul web annunziando che farà pagare i suoi contenuti online.

Lo studio ha rilevato in particolare che nei 30 giorni esaminati (dal 16 ottobre al 15 novembre) 75.195 siti web hanno utilizzato senza permesso almeno un articolo di qualche quotidiano Usa. Complessivamente, in quel periodo, sui siti sono comparsi qualcosa come 112.000 copie pressoché integrali degli articoli originali e, in media, ogni articolo è stato riutilizzato per 4,4 volte.

Ma, mentre i blog vengono frequentemente accusati di usare i contenuti senza autorizzazione, essi costituiscono appena il 10% dei siti al centro della ricerca.

Lo studio ha rilevato che i network pubblicitari che fanno capo a Google (dal calcolo sono stati però esclusi gli articoli citati da Google News) e a Yahoo! dominano nel campo della monetizzazione non autorizzata dei contenuti dei giornali, con Google che conta per il 53% del totale e Yahoo! per il 19%.

‘’I dati emersi dalla ricerca del Fair Syndication Consortium sono significativi in quanto provano che una vasta quantità di contenuti dei quotidiani Usa vengono riutilizzati online senza autorizzazione e che tale riutilizzo viene monetizzato dai principali network pubbklicitari’’, ha commentato Raid Bennett, vicepresidente vicario del settore sviluppo della Newspaper Association of America (NAA).

“Alla NAA – ha spiegato Bennett in un comunicato -, stiamo mettendo a punto nuovi modelli di monetizzazione dei contenuti perché crediamo fortemente che la qualità dei contenuti prodotti da giornalisti e redazioni di alto livello debba essere compensata’’.

Lo studio – continua l’ AFP – ha monitorato il riutilizzo di 101.000 articoli di quotidiani dei maggiori gruppi editoriali, fra cui Cox, Gannett, McClatchy, MediaNews Group, The New York Times and The Washington Post. Ed ha scoperto che gli articoli dei maggiori quotidiani nazionali sono stati riutilizzati almeno 15 volte.

La ricerca è stata presentata in occasione del meeting organizzato dalla Federal Trade Commission sul tema del future del Giornalismo nell’ era di Internet.

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