Dalla casa di Moutain View arriva Living stories, un nuovo sistema di aggregazione delle notizie online per argomenti di attualità, messo a punto con la collaborazione di New York Times e Washington Post - Il motore di ricerca intanto incorpora fra i materiali da filtrare anche le notizie provenienti dai social network, consentendo così di ottenere risultati in ''real time''
(clicca sull' immagine per allargare)
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Mentre infuriano le polemiche contro Google (Murdoch dà di nuovo di ‘’ladri’’ agli uomini di Mountain View e qui da noi Carlo De Benedetti rilancia più o meno sulla stessa linea) l’ azienda continua a testa bassa a produrre novità e applicazioni.
Martedì la grande G ha presentato un nuovo sistema di aggregazione delle notizie online attraverso argomenti. Un sistema messo a punto con la collaborazione di New York Times e Washington Post, e che, se avrà successo, verrà messo a disposizione di tutti gli altri editori.
Living stories
Si tratta del progetto ‘’living stories’’ una versione molto potenziata del lavoro che diversi siti web di testate giornalistiche già fanno raggruppando i materiali per temi.
(continua...)
Infuriano le polemiche, ma Google continua a lavorare a testa bassa
10 dicembre 2009
Dalla casa di Moutain View arriva Living stories, un nuovo sistema di aggregazione delle notizie online per argomenti di attualità, messo a punto con la collaborazione di New York Times e Washington Post - Il motore di ricerca intanto incorpora fra i materiali da filtrare anche le notizie provenienti dai social network, consentendo così di ottenere risultati in ''real time''
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Mentre infuriano le polemiche contro Google (Murdoch dà di nuovo di ‘’ladri’’ agli uomini di Mountain View e qui da noi Carlo De Benedetti rilancia più o meno sulla stessa linea) l’ azienda continua a testa bassa a produrre novità e applicazioni.
Martedì la grande G ha presentato un nuovo sistema di aggregazione delle notizie online attraverso argomenti. Un sistema messo a punto con la collaborazione di New York Times e Washington Post, e che, se avrà successo, verrà messo a disposizione di tutti gli altri editori.
Living stories
Si tratta del progetto ‘’living stories’’ una versione molto potenziata del lavoro che diversi siti web di testate giornalistiche già fanno raggruppando i materiali per temi.
(continua...)
Salvate quella radio…
10 dicembre 2009
Numerosi parlamentari afroamericani si stanno battendo per evitare la chiusura di Inner City Broadcast, una catena radiofonica diventata la voce della comunità nera degli Stati Uniti – La rete conta 17 stazioni commerciali, ma ha accumulato debiti per 230 milioni di dollari nei confronti di Goldman Sachs e General Electric Capital – La posizione, imbarazzata, della Casa Bianca
(nella foto la sede della Inner, in South Carolina)
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di Matteo Bosco Bortolaso
New York - Quella radio va salvata perché è la voce della comunità nera negli Stati Uniti. E' strano sentire una richiesta del genere nell'America di Barack Obama, eppure un gruppo di parlamentari afro-americani si batte da giorni per impedire la chiusura della catena radiofonica Inner City Broadcast.
Il New York Times scrive che è uno "strappo raro" tra il Congressional Black Caucus e la Casa Bianca, i quali dovrebbero essere naturalmente sulla stessa linea.
(continua...)
Russia: una tv sempre più governativa ostacola lo sviluppo della democrazia
9 dicembre 2009
Prosegue il processo di ‘’statalizzazione’’ dei canali russi, dopo che Miklos Haraszti, incaricato uscente per la libertà dei media dell' Osce (nella foto), ha manifestato seria preoccupazione per lo stato dell’ emittenza in parte dell'area post-sovietica –‘’Cadono’’ anche le due ultime fonti di notizie indipendenti nella tv russa che potrebbero venire cedute al canale filogovernativo Russia Today (anche se la proprietà smentisce) – Il silenzio della autorità russe
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di Valentina Barbieri
La televisione nell' area postsovietica è ancora spesso un mezzo con cui lo stato continua ad agire sulla coscienza dei cittadini. Come già rilevato in precedenti articoli, i canali televisivi statali o para-statali raggiungono amplissime fasce di popolazione e incidono sulla visione del mondo che essa si forma.
Il processo di statalizzazione della tv sembra tuttora in atto. In questo senso sembrava mirare la riorganizzazione di due stazioni russe indipendenti, Canale 5 di Pietroburgo e Ren-Tv (Mosca), ritenute tra le ultime fonti di notizie indipendenti nella tv russa. Il sito della rivista Variety riportava i timori che le stazioni potessero essere cedute a Russia Today, canale in lingua inglese filo-governativo. Queste indiscrezioni sono state smentite poi dalla proprietà,
David Cohn (Spot.Us): ‘’Dobbiamo difendere la pratica del giornalismo’’
9 dicembre 2009
In una intervista a Libération Cohn (nella foto) parla dell’ esperienza di Spot.Us, il sito attraverso cui gli internauti finanziano progetti di giornalismo investigativo – ‘’C’ è spazio per tutti i livelli di giornalismo, è vitale per la società’’ – ‘’La questione fondamentale è sapere se le persone sono pronte a versare dei soldi per il giornalismo. Direi sì ma non abbastanza, e quindi bisogna lavorare ancora…’’ – ‘’Il mercato è molto difficile. Dovunque i giornali tagliano e lo stesso accade per radio e tv. I tempi sono duri per i free lance, le prime vittime dei tagli del budget. Spot.Us cerca di trovare un modello economico per loro. Non vogliamo cambiare il volto del giornalismo: la qualità del contenuto dipende prima di tutto dal fatto di avere i mezzi per pagare le persone che li producono’’
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di Laureen Ortiz
(Libération)
David Cohn, 27 anni, è un giornalista che lavora a Oakland, nella zona di San Francisco. Ha cominciato ad occuparsi di tecnologia per il sito Wired come collaboratore esterno per quattro anni, prima di ottenere un master di giornalismo alla Columbia University, a New York.
Un anno fa ha lanciato Spot.us
I piccoli gesti di Google e la bestialità dei giornali
9 dicembre 2009
La decisione di limitare il numero delle visite gratuite ai siti dei giornali riguarda solo Google News, una piccola percentuale del volume del traffico di visitatori sul web (per il Guardian, ad esempio, è circa il 2%) e non tocca il vero problema, che è l’ incapacità dei giornali di rivedere radicalmente il looro modello giornalistico ed economico- Una nota di Francis Pisani su lemonde.fr
(foto giornalaio)
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Decidendo di consentire ai quotidiani indicizzati su Google News di limitare il numero di visite che si può fare gratuitamente sui loro siti, Google sembrerebbe aver fatto un gesto di pace nei loro confronti. Forse è meno importante di quanto si dica ma tutto questo non cambia veramente la natura del problema… che non è quella che sembra.
Sul suo blog su leMonde, Francis Pisani cerca invece di sbrogliare la matassa.
La mossa di Google – nota in sintesi Pisani - si applica solo all’ accesso attraverso Google News che, per esempio, nel caso del Guardian, non rappresenta che il 2% degli accessi (cifra solo indicativa), ma non è stato deciso niente per quanto riguarda invece il motore di ricerca vero e
Giornalismo amatoriale nel futuro della France Presse
9 dicembre 2009
L’ AFP ha rilevato il 34% del capitale di CitizenSide, un’ agenzia di stampa di tipo nuovo, destinata ai cronisti non professionisti, che raccoglie immagini e video girati da cittadini per rivenderli ai media – Anche l’ informazione di agenzia entra nell’ era dell’ abbondanza?
(foto Laure Bernard, http://www.laurebernard.com)
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CitizenSide* sarà il futuro dell’ AFP? Così almeno titola Owni.fr, un sito francese sul giornalismo digitale**, ricordando che alcune novità tecnologiche, apparentemente marginali per il loro volume, possiedono dentro di sé tutti gli ingredienti per affermarsi come le padrone del gioco e aggiungendo che CitizenSide è una di esse.
CitizenSide è un vero ''obbrobrio'' per i giornalisti dell’ agenzia di stampa, visto che si basa sul principio che attraverso i cittadini è possibile realizzare una sorta di ‘’sorveglianza globale’’ sulla realtà. Ciascuno – spiega owni.fr – può trovarsi di fronte a un avvenimento e afferrarne l’ essenza, o per lo meno una traccia, con una macchina fotografica o, più facilmente, con un cellulare. Una volta che l’ immagine arriva in redazione, può essere redistribuita dalla rete CitizenSide. E, come spiega il sito, l’ autore sarà retribuito, perché
Con Kindle la rinascita delle riviste letterarie
8 dicembre 2009
Link e segnalazioni (30/11-6/12)
6 dicembre 2009
Il tramonto dei giornali americani
Richard Rodriguez su Harper’s Magazine. ''Non credo che il declino dei giornali sia stata determinato soltanto dalle tecnologie digitali o da Internet. Le forze che lavorano contro i giornali sono probabilmente così varie e predeterminate come quelle che hanno portato alla Ford Modello T o alla pillola anticoncezionale''.
http://www.cyberjournalist.net/harpers-twilight-of-the-american-newspaper/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+cyberjournalist+%28CyberJournalist.net%29&utm_content=Google+Reader
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Washington Times diventa un quotidiano gratuito
A 30 anni dalla fondazione il Washington Times si trasformerà in un giornale free e con una forte presenza online, concentrandosi sulla politica interna e i problemi culturali, piuttosto che continuare in un vano tentativo di competizione col Washington Post.
http://www.examiner.com/x-15870-Populist-Examiner~y2009m12d3-Washington-Times-to-become-a-free-newspaper
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Continua a diminuire il tempo dedicato ai primi 30 siti online
Come sta accadendo ai principali giornali Usa, anche i grandi siti online del paese stanno registrando un calo nel tempo medio di permanenza degli internauti. In particolare, per il Fox News Digital Network, ad esempio, il tempo medio di permanenza a persona in un mese era di 53 minuti nell' ottobre del 2008 ed è calato a soli 23 minuti nell' ottobre di quest' anno. Sul sito dell' Huffinton Post il tempo medio è passato dai 26 minuti del 2008 ai 15 di quest'
Informazione online: la scarsità di attenzione è più grave della carenza di fondi
5 dicembre 2009
Per la prima volta nella storia esiste un'ampia abbondanza di contenuti e una grossa scarsità di attenzione: ed è quest’ ultima che cercano di ‘’comprare’’ i media creando, appunto, una falsa domanda per una offerta sovrabbondante – Su IdeaLab (Mediashift) un ampio articolo parte dalla storia della stampa per analizzare la grande rivoluzione di internet: ci sono voluti 600 anni per arrivare a un milione di autori di libri nel mondo; solo cinque anni per raggiungere il tetto di un milione di autori di blog, tre anni per toccare 1 milione di scrittori su Facebook e solo due anni per raggiungere un milione di autori su Twitter – E il prossimo strumento? - E quale sarà il ruolo dei media se ognuno di noi diventa parte del processo di produzione? – La morte del vecchio modello sembra segnata mentre comincia a delinearsi qualche barlume sul nuovo modello e qualche misura urgente da prendere per cominciare a fronteggiare il futuro
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